Stampa
21
Dic
2007

ASSOCIAZIONE LIGURE COMMERCIO ESTERO: IL PORTO DI GENOVA E'AL SERVIZIO DELLA COMUNITA'.

Pin It

La nostra Comunità è in questi giorni chiamata a scelte che determineranno la sua capacità di mantenere un significato nella business community internazionale, tra le quali assume un significato particolare la nomina del nuovo Presidente dell’Autorità Portuale.  A.L.C.E, Associazione Ligure per il Commercio Estero, che nei suoi sessantadue anni di vita ha accompagnato e promosso l’affermazione dei suoi 110 Associati e 1300 addetti negli oltre 60 paesi dove sono quotidianamente attivi, sente oggi il dovere di intervenire nel dibattito portando il proprio contributo di idee sulla base del vissuto quotidiano degli operatori del commercio internazionale.
Guardando dall’Osservatorio di chi, per avviare le merci ai mercati, confronta costi, tempi, affidabilità ed efficienza operativa tra realtà portuali differenti nella continua ricerca della migliore efficienza, constata che il porto di Genova versa in una situazione decisamente negativa rispetto alle vie alternative disponibili. Prospetticamente,  i dati che si rilevano dai più accreditati indicatori internazionali dicono che oggi nel Mediterraneo occidentale sbarcano circa 13.000.000 di TEU all’anno, nel Nord Europa oltre 30.000.000 e che le stime a dieci anni parlano di 30 milioni contro 100 milioni. Queste cifre indicano chiaramente che i porti  mediterranei, in assenza di azioni radicali, saranno irrimediabilmente emarginati.

L’ALCE vuole portare il proprio apporto alla soluzione del problema, non schierandosi a favore o contro alcuno degli autorevoli candidati alla Presidenza, ma ponendo all’attenzione di chi dovrà compiere la scelta, della pubblica opinione e del futuro Presidente, alcuni punti che, sulla base del vissuto quotidiano dei suoi tanti Associati, ritiene essenziali:

Il Porto non è al servizio del Porto ma al servizio della Comunità. Il porto deve trovare il suo benessere offrendo un valore aggiunto reale, quello verificato e validato dal successo contro la concorrenza  internazionale, del quale avrà parte a pieno titolo ed a buon diritto. Il concetto è ovvio, ma nella pratica ci scontriamo, nel nostro operare quotidiano, con zone di economia portuale di fatto o di diritto  protette,  luoghi  allo stesso tempo  di creazione di reddito individuale e disseminazione di inefficienza costosa nella collettività.

Genovesità e best practice. Sul versante interno del Porto, l’ALCE esprime anche l’auspicio che la “genovesità” in quanto tale cessi di essere assunta come metro di valore e spera si affermi l’idea che la sola difesa dell’identità portuale genovese consista nel portarla al livello della “best practice” internazionale.  Un tale obiettivo è raggiungibile solo se una Autorità di grande prestigio saprà spingere nella direzione dell’accoglienza e radicamento di culture d’impresa economicamente avanzate, ovunque  esse traggano origine.

“Porto Lungo”. All’interno di un sistema allargato capace di generare volumi importanti di merci da e per il Nord Mediterraneo, Genova deve necessariamente e comunque fare la sua parte. L’ALCE sostiene quindi l’idea del “Porto Lungo”, inteso soprattutto come sistema per raggiungere, sia pure in tempi medio lunghi, i volumi del traffico necessari ad evitare l’emarginazione del nostro scalo. In un quadro che trascende Genova come tale, l’ALCE, per il raggiungimento di una massa critica globale di traffici nell’insieme del  Mediterraneo Nord Occidentale, è favorevole all’idea dei  porti liguri come “sistema”,  e vede nell’accorpamento delle Autorità portuali un evento positivo capace di  facilitare l’accessibilità a tutti e l’espansione dei traffici.

Sistema di Infrastrutture Strumento minimo indispensabile, ma parte essenziale dell’equazione, è un sistema di infrastrutture di comunicazione (ferrovie ed autostrade) che sia finalmente all’altezza.
 Siamo profondamente convinti, e vorremmo che di questo vi fosse coscienza diffusa, che o si mette subito mano almeno ai progetti più importanti (gronda autostradale e terzo valico) o il nostro scalo, nel giro di pochi anni, è destinato ad uscire dal circuito dei grandi porti e delle navi grandi e grandissime  riducendosi ad approdo locale con un traffico residuale,  a tutto beneficio dei porti francesi o spagnoli.
Politica e Porto: non un passo indietro ma un passo verso l’alto. La presenza della Politica nelle questioni portuali è forte, ma non ci associamo alle lamentele sull’eccesso di interferenze, in un momento nel quale le scelte strategiche trascendono la sola realtà genovese e coinvolgono la vita dell’intero sistema industriale Italiano.  Ci attendiamo quindi, e saremo giudici severi, che la politica colga questa occasione per dare di  sé la parte più nobile, tralasciando i piccoli commerci all’interno della gestione portuale, e svolgendo invece un ruolo fondamentale di relazione con i grandi processi decisionali dell’Italia  e dell’Unione Europea.

Indipendenza all’interno, capacità di relazione all’esterno. Specularmente, vediamo necessaria una Autorità Portuale riaffermata nel suo prestigio ed autorevolezza, tanto capace di difendere l’indipendenza di gestione all’interno  del proprio perimetro quanto di relazionarsi all’esterno con la grande politica, con la forza di una strategia ampia e convincente proiettata a beneficio di tutto il Paese.
La nuova Presidenza è chiamata ad una grande prova. e ci auguriamo che, conscia che lo scontro sarà lungo e spigoloso, sappia affrontarla sia sul fronte del privato protetto che del pubblico con la necessaria fermezza.

Nella convinzione che il problema non sia solo genovese ma di tutto il Paese, ALCE esprime un caldo augurio che la scelta del nuovo Presidente dell’Autorità Portuale sia quella giusta per la vita del Porto, della città e della Regione e che una felice ispirazione guidi la mano di chi dovrà, alla fine, prendere la decisione.