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26
Feb
2007

ASSOCIAZIONE SENZA CONFINI AL CINEMA CANTERO DI CHIAVARI IL FILM FRANK COSTELLO FACCIA D'ANGELO

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42° film “I Giovedì della Cineteca al Cantero”-  01 marzo 2007 ore 17:00 - 21:00  Cinema Teatro Cantero

Frank Costello Faccia d'Angelo
(Le Samurai - Francia, 1967)
Regia: Jean Pierre Melville  
Sceneggiatura: Jean Pierre Melville , Georges Pellegrin
Fotografia: Henri Decaë
Musiche: Francois De roubaix

Cast: Alain Delon (Jeff Costello), Francois Perier (L'ispettore), Nathalie Delon (Jane Lagrange), Jacques Leroy (Il Killer), Cathy Rosier (Valerie ), Michel Boisrond (Wiener), Georges Casati( Damolini), Jacques Deshamps (Funzionario Polizia), Robert Favart (Il Barman ), Roger Fradet (Poliziotto), Catherine Jourdan (La Guardarobiera) , Carl Lechner (Sosie Jef), Jack Leonard (Garcia), Gaston Meunier (Hotel Manager), Carlo Nell (Secondo Poliziotto) , Jean Pierre Posier (Olivier Rey ), Robert Rondo (Terzo Poliziotto), André Salgues (L'uomo Del Garage), André Thorent (Un Poliziotto).

Trama : Frank Costello è un killer professionista, attento a pianificare qualsiasi cosa prima di ogni omicidio. Una notte però, dopo aver ucciso il proprietario di un night club, viene visto da un testimone. Caduto in una retata della polizia, riesce a produrre un alibi inoppugnabile, grazie alla connivenza della sua amante. Rimesso in libertà, egli è costretto a difendersi su due fronti: da una parte, la polizia, non del tutto convinta della sua estraneità al delitto; dall'altra i suoi mandanti, decisi ad eliminare il compromettente indiziato. Preso fra due fuochi, Costello decide di saldare i conti con quelli della "mala" prima di consegnarsi al piombo dei poliziotti: morirà come un samurai.


Il film col più regale e impenetrabile dei killer. Solo Melville con il noir e Leone con il western riescono da europei, a trasformare i generi classici hollywoodiani in qualcosa che sta tra la poesia e la pittura: la scena domestica del protagonista (un interno uniforme, grigio e sabbia, con gabbia e canarino) sembra un quadro.
Al tempo stesso rigido ed essenziale nell'intreccio, con tratti di un romanticismo struggente, il film è tra le massime e più significative stilizzazioni di luoghi, sentimenti e gesti tipici del nero americano. L’impassibilità dei criminali e il loro ineluttabile destino di tradimento, gli sguardi di desiderio senza parole scambiati con la cantante del night, il senso di minaccia e disperazione ne sono alcuni esempi. La violenza (la pistola puntata, l’aggressione improvvisa) e la determinazione imperscrutabile che la precede, sono analizzati fino ad una tensione astratta e alienante che produce quell' "aura di concentrazione fisica e morale" che sono la quintessenza del cinema di Melville: insieme alla rappresentazione ossessiva della solitudine mascherata come un guerriero da abiti, luci e notti del cinema americano.

E’ uno dei migliori film di Jean.-Pierre Melville, raro caso di cineasta capace di ispirarsi ai modelli americani senza imitarli servilmente e di praticare un genere noir trascendendolo per virtù di stile.
Alain Delon, scoperto da René Clément e da Luchino Visconti, in questo film ha saputo cucirsi addosso un personaggio di duro dalla faccia d'angelo e dallo sguardo d'acciaio, un samurai solitario della malavita.
Recitato con stile brusco, efficace e deciso sullo sfondo di una Parigi struggente grazie alla  fotografia di Henri Decaë