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25
Ott
2007

CAMERA DEL LAVORO DI SAVONA: QUALE FUTURO PER LA FERRANIA?

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Lo scorso anno, di questi tempi, abbiamo salutato positivamente l’impegno in prima persona del Dr. Malacalza che annunciava l’intenzione di voler portare avanti  alcuni progetti industriali chiedendo al tempo stesso al Presidente Burlando di svolgere un importante ruolo di garanzia e di “regia” nei confronti delle altre Istituzioni, Governo in primis. Un anno dopo quegli annunci, ci troviamo ancora al palo. E’ ancora valido l’impegno di Malacalza? E quello del Presidente della Regione? C’è la reale volontà di garantire a quelle aree un futuro industriale? Qual è il ruolo del Ministero? In tale situazione si inserisce la vicenda della centrale a biomasse, che doveva solo costituire il primo tassello di una più corposa operazione di rilancio industriale e che è rimasto, a tutt’oggi, l’unico progetto concreto di cui si è continuato a parlare senza tuttavia riuscire mai ad avviarlo

. Ora, tra le pieghe delle polemiche e delle reciproche accuse uscite sui giornali, si evince che la conferenza dei servizi ha concesso a Ferrania l’autorizzazione a realizzare il modulo a biomasse. Bene. Adesso c’è da augurarsi che si avvii una discussione tra azienda e Sindacato per definire modalità e tempi di realizzazione dell’opera e numeri e modalità di impiego dei lavoratori sull’impianto. Faccio questa affermazione nella convinzione che, rispetto al contenzioso tra proprietà e Governo circa la responsabilità sulla mancata attuazione dell’Accordo di Programma, ai 520 lavoratori ancora in forza non interessa tanto sapere chi ha ragione e chi no, quanto piuttosto capire quale sarà il loro destino il prossimo luglio e quello dell’occupazione in Val Bormida. E’ necessaria una nuova, decisiva assunzione di responsabilità da parte dei firmatari di quell’Accordo, proprietà e Regione in primis per affrontare una situazione che non è più vissuta come un’emergenza, ma che rischia di esplodere in tutta la sua tragicità da qui a pochi mesi. In questo senso, poiché ad oggi non esiste ancora alcun progetto nuovo che leghi la nuova proprietà a quelle aree, crediamo che sarebbe importante ricevere dalla proprietà l’annuncio che almeno il modulo a biomasse verrà realizzato. In caso contrario sarebbe difficile non vedere nelle intenzioni della proprietà una pericolosa volontà di disimpegno.

Francesco Rossello  Segretario Generale  Camera del Lavoro di Savona