Stampa
10
Ago
2007

CARO CARBURANTE : L'AUTOTRASPORTO PRESENTA IL CONTO

Pin It

L’autotrasporto italiano che, attraverso Cna Fita aveva promosso con una sua denuncia l’indagine dell’Antitrust sul presunto cartello dei prezzi, si prepara a presentare il conto. In vista del 14 settembre, data ultima entro la quale l’Autorità vigilante sulla concorrenza dovrà esprimere un parere definitivo sulla struttura del mercato italiano, specie della distribuzione, e, in particolare, sul cosiddetto «parallelismo» dei prezzi, Cna Fita  ha assunto oggi una posizione ferma nei confronti delle compagnie petrolifere, ma anche del governo.

«L’incontro svoltosi questa mattina – ha affermato Maurizio Longo, responsabile nazionale di Cna Fita – ha dato come per altro largamente previsto, risultati che solo ottimisticamente possono essere definiti interlocutori. Il mondo dell’autotrasporto ha bisogno di ben altre risposte: i suoi maggiori costi non vengono più riconosciuti dal mercato che certo non garantisce rialzi di tariffa neppure vagamente proporzionali ai rincari del carburante. E il carburante rappresenta circa il 27% dei costi delle imprese di autotrasporto».

In termini pratici, quindi, l’autotrasporto si prepara a raccogliere e trasmettere le richieste retroattive per i danni causati dalla distorsione del mercato e dalla pratica corrente di allineare i prezzi praticati dalle differenti società. Per altro, su questo fronte, sono ritenuti troppo generici gli impegni che le stesse compagnie petrolifere si sono dichiarate (rispondendo all’Antitrust) pronte ad adottare.

L’autotrasporto chiede anche al governo misure immediatamente efficaci: in particolare il mantenimento degli impegni relativi alla «sterilizzazione» dell’Iva sui carburanti, così come previsto nella Finanziaria 2007. Impegni ad oggi rimasti lettera morta nonostante che il prezzo del petrolio abbia ampiamente sforato i tetti previsti. Ma anche l’eliminazione dei differenziali geografici sul prezzo dei carburanti, l’apertura della rete distributiva a nuovi soggetti imprenditoriali, con particolare riferimento alla possibilità di gestione diretta anche da parte delle imprese di autotrasporto; nonché l’aumento nel numero degli impianti «ghost», ovvero totalmente automatici.