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18
Ott
2007

CARO PANE: L'AUMENTO DEL GRANO NON GIUSTIFICA GLI AUMENTI DEI PANIFICATORI

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Genova,  Tutti i cittadini si sono trovati ormai da mesi a fare i conti con aumenti spropositati del costo del pane. Un aumento, questo dei prezzi, che ha visto un impennata del 7,5% (dati Istat) solo nell’ultimo anno. Se riportiamo i dati analizzando gli ultimi venti anni, notiamo che l’aumento è stato addirittura del 419%. Le associazioni di categoria stanno utilizzando in maniera strumentale, al fine di darsi una giustificazione,  il recente aumento del prezzo del grano. Peccato che i prezzi degli altri prodotti alimentari a base di questo cereale, non abbiano subito la stessa impennata.

Non bastasse questo, il presidente della Federpanificatori Pierluigi Canobbio mette le mani avanti e annuncia che probabilmente altri rincari si renderanno necessari al fine di fare fronte al rinnovo del biennio economico  del Contratto Collettivo Nazionale.

Peccato che la associazioni di categoria, che rappresentano i proprietari di panifici si dimentichino di dire alla cittadinanza che il contratto è scaduto da ben 18 mesi e che, solamente l’intervento del Ministro del Lavoro richiesto con forza e determinazione  da parte delle segreterie Nazionali di CGIL CIL e UL del settore, abbia portato i rappresentanti delle controparti a sedersi ad un tavolo di trattativa la settimana scorsa, nel quale, peraltro, non si sono registrati passi significativi che possano portare alla firma. Va ricordato, inoltre, che il precedente rinnovo era avvenuto dopo 17 mesi dalla scadenza. Ci troviamo, quindi, nella paradossale situazione in cui i dipendenti delle aziende di panificazione vedono i loro stipendi fermi da mesi, con un ritardo costante nei rinnovi che porta ad una consistente perdita del potere d’acquisto, mentre i loro datori di lavoro li utilizzano per giustificare gli aumenti del pane.  Il settore, inoltre, assiste ormai da anni ad una deriva nel campo dei diritti.

Sono sempre più numerosi, infatti, i datori di lavoro che disprezzano totalmente le più elementari norme contrattuali e di legge per quanto riguarda il mercato del lavoro a discapito di quanti, sempre di meno, rispettano con onestà chi quotidianamente permette alla loro attività di procedere.

Ci auguriamo che questi biechi pretesti non vengano più utilizzati e, soprattutto, che i futuri incontri per il rinnovo del biennio economico possano portare in tempi rapidi alla firma del contratto, affinchè i lavoratori della panificazione possano vedere riconosciuto un adeguamento dei salari al costo della vita, diritto che sembra essere legittimo  per tutti tranne che per loro. 

Vanda Valettini  Coordinatore Regionale  FLAI CGIL Genova