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13
Nov
2006

CENTRO LIGURE PERSONE SIEROPOSITIVE UN LIBRO PER VIVERE CON L' HIV

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C'è la storia di Lorraine, che ha perso il marito a causa dell'Hiv ed è stata a sua volta infettata. Di Robert, 65 anni, diagnosticato Hiv positivo nel 1997 che ha imparato a convivere con i farmaci e i loro effetti collaterali. Quella di Matilda, africana, che scoprì l'infezione durante la gravidanza e ha fatto di tutto per impedire che la sua bambina nascesse malata.
E' strutturato così, alternando le storie personali di alcuni malati a consigli e indicazioni pratiche sui sintomi e le terapie, Vivere con l'HIV, il libro scritto da Micheal Carter della Fondazione Nam nel 2002 e ora tradotto in italiano e stampato in 2000 copie a cura del Centro ligure persone sieropositive con il patrocinio della Regione Liguria.

Un volume di 320 pagine, in distribuzione gratuita attraverso i reparti di malattie infettive degli Ospedali liguri, per comunicare che oggi con l'Hiv si può convivere. Storie, informazioni, esperienze sugli aspetti medico sociali della vita di chi è colpito da Hiv, da come accettare i risultati dei test, agli effetti collaterali, fino al delicato compito di comunicare al proprio partner e agli altri che si è malati. Un breviario della malattia, che non sostituisce la consultazione con il medico, ma aiuta a dare risposte alle domande di chi ha avuto la diagnosi della sieropositività e si appresta ad affrontare la vita con l'Hiv, scritto da persone che hanno già scoperto di averlo.

Il titolo è importante - ha detto Marco Bussadori, presidente del Centro Ligure Persone Sieropositive durante la presentazione - perché noi, nelle altre nostre campagne, cerchiamo sempre di mantenere la parola vita. Oggi, infatti, grazie ai progressi della medicina, è possibile vivere con questa malattia.
Un libro per comunicare anche i disagi che i malati sono costretti a sopportare, dalle difficoltà di spostarsi in alcuni paesi in cui vige un divieto di accesso per i sieropositivi, alla difficoltà di sottoscrivere polizze assicurative per garantirsi le cure, al costo proibitivo dei farmaci, fino ai problemi di coscienza e all'accanimento terapeutico.

Oggi le caratteristiche dell'Aids, a 25 anni dalla sua scoperta, sono cambiate molto. Sia il numero dei casi che la loro tipologia hanno subito trasformazioni notevoli. La mortalità, in seguito all'introduzione della terapia combinata dei farmaci nel 1996, è stata drasticamente abbattuta.
Nella sola Liguria, il numero delle persone colpite dal virus dell'Aids è diminuito, si è passati dal picco endemico registrato nel 1995 con 16,9 colpiti per 100.000 abitanti, agli attuali 3,6 casi ogni 100.000 secondo il rapporto 2004 sull'Aids redatto dal Dipartimento salute e servizi sociali della Regione. La modalità principale di contagio non è più la tossicodipendenza ma la trasmissione sessuale. Anche l'età media di chi scopre la malattia è aumentata passando dai 25 ai 47 anni.

Ma ciò ha indotto un rilassamento nell'attività di informazione che ha avuto efetti negativi negli ultimi anni. I dati più recenti, forniti da Marco Anselmo, direttore del reparto malattie infettive dell'Ospedale San Paolo di Savona, possono essere utili per capire in che direzione sta andando l'Hiv in Liguria. Solo nel 2006 a Savona, ci sono state 13 nuove infezioni, l'età media dei colpiti è 47 anni, unico il fattore di contagio: la trasmissione sessuale, 8 eterosessuali e 5 gli omosessuali. In 3 anni nella sola provincia di Savona c'è stato il 17% dei casi in più e la maggior parte avviene per rapporti sessuali non protetti.

Questi dati sono indicativi di come, negli ultimi anni, l'Hiv sia diventato ormai endemico nella nostra zona, e di come la soglia di attenzione all'Aids si sia abbassata notevolmente, con campagne di comunicazione esigue ed inefficaci. Ma forniscono anche preziose informazioni su come arginare l'epidemia: è utile, certo, informare i giovani e le scuole, ma, essendo l'età media dei malati sempre più alta, occorre programmare anche campagne di comunicazione che raggiungano quel target ma anche formare i medici di medicina generale che possono accorgersi delle cosiddette malattie Aids-correlate.

Il Centro Ligure Persone Sieropositive ha promosso anche un sito internet www.iolouso.it, destinato a promuovere l'uso del preservaivo e informare sui rischi di rapporti sessuali non protetti.