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08
Apr
2009

COMUNICATI. SDEGNO PER L'IPOTESI DI VENDITA DEL VIOLINO DI PAGANINI

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L’associazione "Amici di Paganini" respinge con sdegno l’ipotesi formulata da un consigliere comunale di vendere il Violino di Paganini “da portare in giro per il mondo per riempire i teatri” Piuttosto per “riempire il nostro teatro e Genova tutta”-  saremmo tentati di parafrasare - urge che tutta la questione paganiniana sia al centro dell’attenzione da parte delle istituzioni affinché vengano finalmente e unitariamente affrontati tutti gli aspetti irrisolti.

 Paganini è sepolto a Parma, i suoi manoscritti sono conservati a Roma, non esiste un museo a lui dedicato, la casa natale distrutta è stata rimpiazzata da un sito restaurato, dotato di un auditorium di raro pregio, originariamente destinato ad ospitare un Centro Studi e prestigioso luogo dove far ascoltare la  musica, ed oggi praticamente precluso addirittura al pubblico. L’istituto di studi paganiniani è morto da tempo, non esiste più una scuola paganiniana, non esistono le edizioni critiche delle sue musiche. Il concorso ha perso da tempo il prestigio che aveva.

 Il violino che Paganini ha lasciato espressamente in eredità alla sua città, è strumento delicatissimo,  preziosissimo ed amatissimo dai violinisti di tutto il mondo, non è un gioiello da “portare in giro” disinvoltamente per fare cassa.

 Una gestione intelligente di tutti gli aspetti legati al più grande violinista di tutti i tempi costituirebbe un’attrazione turistica non indifferente e contribuirebbe non poco anche alla salute del nostro Teatro dell’opera.