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16
Nov
2006

CONFITARMA PROPONE UN FONDO DI INVESTIMENTO NAVALE

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ronald pabst  coccia“Lo strumento che può permettere la massima attivazione degli investimenti nel settore marittimo è un Fondo Comune di Investimenti Navali”- afferma Nicola Coccia, Presidente della Confederazione Italiana Armatori, nel corso del Convegno organizzato a Roma da Confitarma, Norship Italia e HSH Nord Bank, sul tema “Valutazione, finanziamento e capitale di rischio per lo shipping italiano” al quale hanno partecipato esponenti del mondo armatoriale, bancario e legale.

Dopo l’introduzione del Registro Internazionale e del regime di tonnage tax è ormai necessario individuare nuovi strumenti per consentire l’ulteriore sviluppo dello shipping in Italia. “La costituzione di un Fondo Navale che consenta il coinvolgimento di altri investitori oltre a quelli istituzionali – ha sottolineato il Presidente Coccia – appare lo strumento più adeguato ed in linea anche con ciò che si sta attuando in altri Paesi europei”.

Jens Rohweder della HSH Nordbank, ha illustrato i diversi criteri di valutazione delle compagnie di navigazione che oltre al valore delle navi si basa soprattutto sulla capacità della società di saper calcolare e provare le proiezioni future del proprio flusso di cassa.
Andrea Berlingieri si è soffermato su alcuni aspetti che caratterizzano la fase di monitoraggio dell’attività dell’armatore per tutta la durata del contratto di finanziamento.

"In Italia attualmente non ci sono fondi di private equity specializzati per il settore dello shipping.Nella maggior parte dei casi, i gestori dei vari fondi riescono a fare adeguato “funding” solo se propongono di investire in attività diversificate “fondi generalisti” e possibilmente “non start-up" ha affermato Gabriele Cappellini, Consigliere dell'AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital). Nel nostro Paese, il private equity, si è comunque già rivelato un importantissimo strumento di sostegno e di crescita per le PMI che purtroppo non ha coinvolto il settore dello shipping in maniera adeguata: basti pensare che dal 1998 sono state effettuate solo 5 operazioni nel settore specifico, mentre senz’altro più vivace è risultata l’attività di investimento nella nautica da diporto e nella logistica. Lo shipping rappresenta in effetti un settore molto interessante che ben si attaglia ad uno strumento come il private equity, sia che si riferisca all’impresa di navigazione, sia che sia visto sotto una formula innovativa come investimento diretto negli asset (una o più navi da acquisire)".

Roland Pabst, Presidente della Norship Italia Srl ha ricordato che dopo aver aperto la sede di Roma nel 2004, le attività di finanziamento navale hanno avuto un incremento costante, ragion per cui la banca guarda con ottimismo a futuri investimentiu nello shipping italiano.

Christian P. Nieswandt, Senior Vice President della HSH Nordbank, ha sottolineato come il settore dello shipping sia molto attraente per il sistema bancario e che la domanda crescente degli armatori ha stimolato la creazione di strumenti finanziari specifici accompagnati da una consulenza specializzata e dalla copertura del rischio. In Germania lo strumento del KG ha avuto grande successo negli ultimi anni in quanto inserito all’interno di un determinato regime fiscale.
Infine secondo Antonello Lupo dello Studio Legale Norton Rose "Il fondo navale, per le caratteristiche che presenta - prima tra tutte la possibilità di conservare in capo ai singoli investitori i vantaggi fiscali di cui godono gli operatori dell'industria navale - può essere un mezzo efficace per veicolare verso tale mercato l'afflusso di mezzi finanziari da parte di investitori istituzionali e risparmiatori privati. Potremmo definirlo come un "catalizzatore" di investimenti, una sorta di connettore tra il mercato dei capitali ed il settore navale."