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12
Mag
2007

CRESCE IL FABBISOGNO ENERGETICO-PREVISONI VERSO UN TRASPORTO ECO-SOSTENIBILE

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NICOLA COCCIASecondo le previsioni ufficiali dell’International Energy Agency di qui al 2030 L’85 % della domanda di energia sarà soddisfatta da combustibili fossili, in primis il petrolio ( per il 36 % ).
Il trasporto marittimo, ha sottolineato Nicola Coccia, Presidente di Confitarma, introducendo il workshop “Quell’energia vitale che viene dal mare “, svoltosi nell’ambito della due giorni di Napoli, 48 sul mare , svolge una funzione di assoluta indispensabilità. I quasi 90 mila milioni di tonnellate di petrolio movimentati nel 2006 in tutto il mondo sono stati trasportati interamente via mare, mentre il gas ha utilizzato la modalità marittima solo per il 3,6%.

Le navi petroliere formano una rete logistica sulla quale si sorregge non solo lo sviluppo ma la sussistenza stessa della società moderna a livello mondiale. Un esempio emblematico ed eloquente: 100 mila tonnellate di petrolio diventano 120 milioni di gasolio e 136 milioni di litri di benzina che permettono a quasi 114 mila auto di percorrere per un anno 12 mila km. Con la stessa quantità una città di 100 mila abitanti viene illuminata per quattro anni.

Confitarma è impegnata da tempo a promuovere una gestione integrata “sicurezza & ambiente “, da un lato impegnandosi sul fronte della sicurezza degli equipaggi, dall’altro mettendo in azione le pratiche sempre più efficaci in termini di prevenzione degli sversamenti, controllo delle emissioni, corrette recupero e smaltimento dei rifiuti.

Una conferma viene dai dati: a fronte di un incremento del petrolio movimentato , nell’ultimo decennio il numero degli sversamenti accidentali di petrolio è diminuito , passando da 1.973.000 casi a 1.743.000.
Un trasporto, quello marittimo, fortemente “eco-sensibile” rispetto a tutte le altre modalità: in termini di emissioni , una nave  emette 15 grammi di Co2 per ton/km, contro 50 di un tir, e 540 di un aereo.
L’armamento italiano, anche sotto questo profilo, ha risposto alla sfida ambientale, adottando il pacchetto ERIKA III, comprensivo di nuovi sistemi di gestione ambientale,certificazioni integrate, strumento volontari di gestione ambientale ( come EMAS ).

Michele D’Amato, Presidente Commissione Gestione Tecnica Navi di Confitarma, ha affermato che non si può prescindere dal trasporto via mare che rappresenta il 90% dello scambio commerciale mondiale: ci sono dei rischi che tale modalità comporta ma gli armatori sono costantemente attivi sul fronte della sicurezza della vita umana in mare nonché per preservare l’inquinamento come dimostrano i notevoli investimenti in nuove costruzioni sempre più sicure e tecnologicamente avanzate.“Sono particolarmente e piacevolmente sorpreso di scoprire – ha concluso Folco Quilici – quanta attenzione gli armatori stanno dedicando oggi all’ambiente”.

Secondo Giuseppe Bottiglieri, Presidente Commissione Navigazione Oceanica di Confitarma, il dovere degli armatori è quello di garantire la sicurezza della navigazione e degli equipaggi e di aggiudicarsi il ruolo di paladini del rispetto dell’ambiente. A tal fine è fondamentale che il naviglio sia dotato delle tecnologie più avanzate, sia da un punto di vista strutturale che meccanico e motoristico, soprattutto considerando che spesso la nave si trova ad operare in presenza di condizioni meteorologiche avverse. Per questo è fondamentale che il costante rapporto degli armatori con le società di classificazione sia durante la fase di costruzione della nave che durante la sua vita operativa.

Al termine dell’incontro il Presidente di Confitarma nel ricordare la collaborazione instaurata con Marina Militare in materia di sicurezza della navigazione e security ha introdotto l’Amm. Giuseppe De Giorgi il quale, prima di illustrare l’Operazione Leonte grazie alla quale la Marina Militare ha consentito la rimozione del blocco navale imposto al Libano con la immediata ripresa dei traffici mercantili, ha affermato che nel prossimo futuro la capacità della Marina Militare sarà volta ad integrarsi ancora di più con le Capitanerie di Porto per la sorveglianza e la sicurezza dell’alto mare”.