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27
Feb
2009

CRISI E LAVORO: ESTETISTI E ACCONCIATORI, UN VIDEO CONTRO ABUSIVISMO E LAVORO NERO DI CNA

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Per risparmiare qualche euro in tempo di crisi come quello che stiamo vivendo in questi mesi ci si rivolge ad estetisti improvvisati e parrucchieri fai-da-te che lavorano in casa, magari in qualche scantinato ben arrangiato, o addirittura a domicilio. Poco importa se il prodotto utilizzato per i trattamenti è in realtà un sotto-sotto prodotto, non ha garanzie di nessun genere, ancora meno se chi maneggia le tue unghie o cambia colore ai tuoi capelli, non rispetta le regole (di settore e sanitarie). Lui non paga le tasse, e usa prodotti di scarsa qualità, e per questo può farti pagare un prezzo inferiore. Tu paghi di meno, hai lo stesso risultato (almeno lo credi) e di questi tempi è bene risparmiare su tutto, anche su igiene e sicurezza, benessere e bellezza.

Un messaggio che la Cna Apuana (www.cna-ms.it) vuole stroncare sul nascere, dopo le numerose segnalazioni da parte degli operatori (110 le imprese di estetistica e oltre 400 gli acconciatori in Provincia di Massa Carrara. In Toscana sono circa 9 mila. 20 mila gli addetti), il traffico di clienti che per effetto della crisi si rivolge ad estetisti ed acconciatori irregolari e abusivi. Con la crisi anche la pratica del lavoro nero, già purtroppo diffusa, sta aumentando fortemente, a discapito dell'igiene e della qualità delle prestazioni. “E’ un comportamento normale – spiega Giacomo Cucurnia, Responsabile Provinciale Estetististi e Acconciatori Cna - che i primi tagli nelle famiglie vengano fatti al superfluo, oppure che si cerchi di risparmiare rivolgendosi a chi lavora in nero e quindi pratica prezzi più bassi, poiché non paga le tasse. E’ un adattarsi alle nuove condizioni economiche. Purtroppo non ci si rende conto che alcuni degli interventi sono di estrema delicatezza e possono causare, se non effettuati da persone qualificate e nelle condizioni igieniche previste anche dalla legge, gravi danni alla persona che li subisce”.

E per sensibilizzare la clientela a non rischiare e ad affidarsi ad un professionista, è stato confezionata una campagna pubblicitaria video (dal titolo “Non rischiare…affidati ad un professionista”) per “mettere in guardia – spiega ancora Cucurnia – i fruitori di estetisti e parrucchieri sugli effetti e sui rischi di affidarsi a non professionisti. Un video semplice, veloce, e diretto per raccontare cosa accade, di solito, quando si decide di risparmiare su voci importanti come quelle dell’igiene e della sicurezza. E’ vero – ammette - possiamo risparmiare 10 euro ora, ma potremo trovarcene a spendere 100 dopo per rimediare ad un danno che a volte può essere anche fastidioso come problemi alla cute, alla pelle, arrossamenti creati da prodotti di scarsa qualità e molti altri casi ancora. Per non parlare degli attrezzi utilizzati: saranno sterilizzati?”.

C’è anche un dato in controtendenza: abusivismo e lavoro nero crescono ma anche la richiesta (e ricerca) di personale da parte di centri e negozi di parrucchieri: “Recentemente abbiamo concluso un corso di estetisti – analizza Cucurnia – e la metà dei partecipanti sono stati assunti. L’altra metà ha invece proseguito il percorso formativo perché ha l’obiettivo di aprire una propria attività. La richiesta di lavoro c’è. Per fortuna è un mercato in salute ed in espansione grazie anche all’allargamento della clientela. Non solo donne. Oggi anche l’uomo si affida ai centri di estetica e cura maggiormente il suo aspetto”.

I video, due, uno dedicato all’estetica e uno all’acconciatura, mostrano le due situazioni tipo: una cliente che si affida ad una estetista illegale, e una che si affida invece ad un centro estetico autorizzato e professionale. Stesso “doppia faccia della medaglia” per gli acconciatori: “Il video realizzato dalla nostra associazione – lancia l’iniziativa per la legalità Paolo Ciotti, Direttore Provinciale – è rivolto alla clientela, ai cittadini. Pensiamo che si possa contrastare efficacemente l’abusivismo intervenendo su chi effettivamente lo fomenta, un po’ per necessità, un po’ mancanza di informazione: l’utente. Educando l’utente-cliente si può abbattere un fenomeno che, come in edilizia e nell’impiantistica, ha volumi spaventosi e purtroppo, fuori controllo. Ogni giorno abbiamo, da parte dei nostri associati, segnalazioni di pseudo-professionisti che esercitano la professione senza averne i requisiti in casa o in taverne attrezzate. Sono un danno enorme per due categorie che investono decine di migliaia di euro ogni anno in sicurezza, igiene e aggiornamenti. Il lavoro nero e l’abusivismo sono due piaghe da contrastare con ogni mezzo. Anche con dei semplici ma efficaci video”.