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29
Gen
2007

DOSSIER SALUTE IMMIGRAZIONE: TUTTI I DATI DEGLI IMMIGRATI REGOLARI

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65 mila le presenze in totale. Più donne che uomini, 39 mila contro 35 mila  Ecuadoriani prima comunità straniera in regione.

Le patologie più comuni sono di tipo respiratorio: asma, tubercolosi e broncopneumopatie.

A pochi giorni dall’approvazione in commissione del disegno di legge sull'accoglienza e l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini immigrati, ed aspettando la definitiva promulgazione da parte del consiglio regionale, “Nonsolocuore, opinioni a confronto”, promosso dalla Cardiologia dell’Ospedale San Paolo di Savona e dalla Medicina dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, entra nel vivo dei lavori affrontando il tema dell’immigrazione, focalizzandosi sul rapporto tra cittadini stranieri e sanità nella nostra regione e quantificando in modo puntuale le dimensioni del problema.

 IMMIGRAZIONE REGIONE LIGURIA

Secondo gli ultimi dati disponibili (Istat, gennaio 2006) è possibile scattare una fotografia reale della presenza e delle condizioni dei cittadini stranieri residenti in Liguria, a Genova ed in tutte le province della regione. Sono quindi 65.185 gli stranieri residenti in Liguria. Liguria al decimo posto, tra Umbria e Friuli Venezia Giulia, nella classifica per numero di presenze. In questa speciale graduatoria le prime tre regioni italiane per numero di presenze sono: Lombardia (665 mila), Veneto (320 mila) e Emilia (288 mila). In Liguria sono presenti più donne che uomini 39 mila rispetto a 35 mila; mediamente la presenza di immigrati aumenta del 12/15 per cento di anno in anno. Le principali comunità per ordine d’importanza numerica sono: ecuadoriana, albanese, marocchina, rumena, cinese, tunisina, senegalese.

 .IMMIGRAZIONE PROVINCIE LIGURI

Nel province gli stranieri presenti sono: Genova 41 mila, Imperia 12 mila, Savona 12 mila, La Spezia 8 mila. La comunità più numerosa è quella albanese per tutte le province liguri, tranne quella genovese dove è in maggioranza quella ecuadoriana.

 IMMIGRAZIONE GENOVA
Nel Comune di Genova su un totale di circa 600 mila cittadini residenti, la popolazione immigrata regolare è pari a circa 19 mila persone. A Genova le tre principali comunità sono quella ecuadoriana (11657) la seconda d’Italia, quella marocchina (2868) e quella peruviana (2037) rispettivamente terza e quinta a livello nazionale.

“Medicina no global” / “permesso di salute”.

Secondo gli esperti i problemi esistenti nel rapporto immigrati sanità sono principalmente tre: barriere linguistiche, mancanza di studi scientifici osservazionali sulle popolazioni straniere e la diffusione delle medicine tradizionali in Italia. “Il primo problema che si verifica negli ospedali è quello di capire i pazienti che spesso non parlano la nostra lingua – afferma il Prof Paolo Bellotti, primario di cardiologia dell’Ospedale San Paolo di Savona e promotore del convegno – Per questo motivo molte strutture regionali si sono dotate di manuali basici di traduzione tra l’italiano e le lingue più usate come lo spagnolo o il cinese. Dal punto di vista scientifico farmacologico, invece, siamo davvero molto indietro. I grandi studi scientifici internazionali per validare i farmaci, infatti, si fanno su popolazioni selezionate, e nella stragrande maggioranza dei casi i campioni sono di origine o europea o americana. Stiamo quindi usando parametri validi per la nostra popolazione anche sulle altre etnie, senza avere dati scientifici certi. In ultimo è certo che non si conosce fino in fondo la reale efficacia di medicine tradizionali straniere applicate in Italia.”

 Come si ammalano gli immigrati.

La maggioranza degli immigrati, regolari ed irregolari, si ammala dopo il loro arrivo in Italia. Il migrante per motivi di lavoro è portatore di un “patrimonio di salute”: nella maggior parte dei casi infatti il suo viaggio è stato il risultato di una scelta e di un investimento molto importante per il gruppo da cui proviene. Generalmente all’arrivo non ha sintomi particolari. Sono le condizioni lavorative e ambientali a determinare l’insorgenza di nuove malattie o l’aggravamento di quelle preesistenti inizialmente asintomatiche. Gli esempi più comuni sono l’asma, la tubercolosi e le broncopneumopatie.

 Le condizioni generali.

Dal punto di vista diagnostico i questi pazienti immigrati non presentano quadri clinici ben definiti. Occorre quindi introdurre nella pratica clinica elementi nuovi (o forse vecchi) recuperando un approccio alla persona piuttosto che al singolo sintomo. La diagnosi sugli immigrati è generalmente tardiva e, al momento del ricovero, la malattia è spesso in fase avanzata.

Ostetricia ginecologia, i dipartimenti più a contatto.

Uno dei settori della sanità pubblica che viene più spesso a contatto degli altri con le persone straniere è quello dei consultori familiari e ostetrico ginecologici. In assoluto in Italia quasi il 40 per cento dei ricoveri di donne immigrate (sia in regime ordinario che in day hospital) è riconducibile a questa tipologia. Collegato a questo dato, il 56 per cento dei ricoveri in day hospital per immigrate irregolari (fonte Dossier Immigrazione Caritas 2005) è dovuto a interruzioni di gravidanza indotte.

 Il pronto soccorso è gratuito, la medicina territoriale no.

A differenza di altri paesi, in Italia le cure urgenti sono garantite a tutti, ma esclusivamente in ambito ospedaliero. Questo innesca un problema abbastanza noto, cioè che i clandestini  si rivolgono direttamente ai pronto soccorso finendo per intasarli e non riuscendo ad accedere alla medicina territoriale molte condizioni curabili a livello domiciliare finiscono così per occupare “impropriamente posti in ospedale”.

(GPR)