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08
Ott
2009

DURC PER LE ATTIVITA' COMMERCIALI SU AREE PUBBLICHE

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GENOVA.La legge n. 102 del 3 agosto scorso ha stabilito che entro il 31 gennaio di ciascun anno successivo a quello del rilascio dell’autorizzazione alla vendita su aree pubbliche (esclusi mercati coperti e occupazioni suolo annuali), il Comune verifichi la sussistenza del Documento Unico di Regolarità Contributiva in capo a ciascun titolare  (il c.d. DURC ovvero il certificato che attesta la regolarità degli adempimenti INPS e INAIL da parte dell’impresa), pena la mancata concessione dell’autorizzazione in caso di assenza di detto requisito.

A tal proposito l’ANVA-Confesercenti nazionale ha richiesto ed ottenuto nei giorni scorsi un incontro con il Ministero del Lavoro, l’INAIL e l’INPS per sottolineare i gravi problemi e i molteplici dubbi che detta normativa comporta.
< Ferma la nostra convinzione che la legalità e il rispetto della legge siano valori assoluti e imprescindibili, riteniamo che la revoca della licenza per chi si trovi in momentanea difficoltà nel pagamento dei contributi INPS o INAIL sia una sanzione inaccettabile, ancor più alla luce del periodo di crisi che i mercati stanno attraversando, per cui occorre necessariamente rivedere il provvedimento su questo punto > dice Paolo Barbieri, presidente ANVA-Confesercenti Genova < inoltre dal punto di vista tecnico il DURC può essere rilasciato solo per ditte che abbiano coadiutori e/o dipendenti, (ovvero che oltre all’INPS abbiano anche una posizione INAIL) per cui chi opera come imprenditore individuale senza dipendenti non sarebbe soggetto alla normativa, quindi ci sarebbe un ovvia disparità di trattamento tra gli operatori >.
La normativa sembrerebbe poi fare riferimento solo alle autorizzazioni o ai subingressi richiesti dopo il 5 agosto 2009, data di entrata in vigore della legge citata mentre nulla si prevede per il passato; inoltre sembrerebbe comunque configurarsi esclusivamente un obbligo a carico dei Comuni, cui spetterebbe la verifica della sussistenza dei requisiti di regolarità contributiva, mentre le imprese non avrebbero quello di presentazione dei documenti suddetti.
< La prossima settimana – prosegue Barbieri – incontreremo il Comune di Genova per un primo confronto, ma è importante sottolineare che è necessaria l’adozione di procedure comuni da parte di tutti i comuni della provincia e dell’intera Liguria per non creare l’ennesima pastoia burocratica a danno delle imprese, per questo abbiamo chiesto un incontro anche ad ANCI Liguria. Abbiamo poi attivato i nostri uffici per consigliare e supportare gli operatori al meglio, speriamo che nei prossimi giorni arrivino novità positive anche da Roma >