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19
Set
2007

ENI RIPROVA IL SACCHEGGIO SU GENOVA LE OO.SS. VOGLIONO UN PATTO CON IL GRUPPO

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A distanza di qualche mese dalla chiusura della I.P., con la conseguente messa in mobilità del personale e il trasferimento delle attività nella capitale, Genova è nuovamente al centro del bersaglio di Eni. La società ha infatti elaborato un “nuovo” programma di riorganizzazione che saccheggia ulteriormente la città, trasferendo gran parte delle sue attività verso altre sedi e chiudendo la sede Praoil. Il risultato di questa decisione è un esubero di personale che rischia di superare le 100 unità, oltre ovviamente i conti riferiti all’indotto.

Eni ha definito Genova come il “polo logistico di valenza nazionale, con l’applicazione del progetto “leader”, viene svuotata di funzioni e importanti competenze riducendola a un ruolo sempre più marginale e sempre meno “leader”.  Le OO.SS. FILCEM CGIL, FEMCA CISL, UILCEM UIL, le rappresentanze sindacali unitarie e i lavoratori esprimono la loro netta contrarietà al progetto.

Intendono coinvolgere le istituzioni locali e la città, per giungere insieme alla condivisione di un percorso che garantisca il futuro occupazione e professionale dei lavoratori coinvolti nel quadro più ampio di un nuovo “patto” tra Genova e il Gruppo Eni.