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21
Giu
2007

FERROVIE NECESSARIO IL TERZO VALICO E IL POTENZIAMENTO DELLE STRUTTURE

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GENOVA   Per  uno sviluppo economico che guardi ad una prospettiva anche di lungo periodo, il terzo valico rimane una opera necessaria.     Oggi non c’è un progetto esecutivo e non ci sono i 5 miliardi di euro necessari; inoltre, se finanziata, prima del 2020 non potrebbe comunque essere operativa.  E’ inaccettabile che il Governo, con le dichiarazioni del sottosegretario Massimo Tononi in commissione parlamentare, di fatto si sottragga al dovere di programmare lo sviluppo futuro del territorio e dell’economia, non solo della Liguria, e di completare i collegamenti infrastrutturali internazionali.

Servono parole chiare; questo non può essere delegato all’Amministratore Delegato delle FS, che pure deve rispondere delle strategie aziendali e del miglior funzionamento del sistema.  Ci aspettiamo che il Governo dica con chiarezza come realizzare i corridoi dello sviluppo compatibile del nostro Paese; per quanto riguarda la Liguria significa:

- individuare tempi certi e risorse definite; vanno ricercate nelle leggi finanziarie, ma anche con altre modalità, compresa quella che la Regione ha già proposto al Governo; consideriamo positiva una prospettiva che attribuisce direttamente ai territori risorse e li impegna a realizzare soluzioni collegate fortemente alle esigenze e alle opportunità che sui territori si presentano;

- utilizzare al massimo le strutture ferroviarie esistenti e intervenire con finanziamenti certi per il loro adeguamento; in mancanza di ciò perderemmo le occasioni di traffici che si presentano in questi anni, compromettendo anche gli sviluppi futuri per i quali il terzo valico è necessario.La Regione Liguria deve anch’essa svolgere il compito di programmazione, dotandosi al più presto di un piano regionale dei trasporti.

Devono essere posti degli obiettivi cogenti e create le condizioni affinché i tre porti della Liguria utilizzino al massimo i valichi esistenti attraverso le linee della Savona - S.Giuseppe Alessandria, della Ovada-Alessandria, della linea succursale dei Giovi, della Busalla e della Pontremolese, completamente riadeguata.
Le Ferrovie devono essere obbligate a discutere con le istituzioni e con le organizzazioni dei lavoratori di un piano industriale territoriale che affronti le carenze del materiale rotabile, della sua manutenzione e le questioni di tutto il personale compreso quello degli appalti ferroviari.

Da questo devono conseguire:
- il finanziamento, quest’anno, del nodo di Genova. Ciò permetterebbe soprattutto di separare il traffico di lunga percorrenza merci e viaggiatori da quello metropolitano regionale. Senza adeguamento del nodo di Genova il terzo valico non potrebbe comunque decollare;
- il completamento della Pontremolese per garantire la funzionalità del corridoio europeo Tirreno Brennero e i necessari collegamenti del porto di La Spezia con i mercati di destinazione delle merci; esso inoltre consente di alleggerire la tratta Spezia Genova;
- sulla linea di S. Giuseppe potrebbe finalmente decollare in percentuali significative il trasporto ferroviario dal porto di Savona, in stretto collegamento con lo sviluppo che verrà generato dalla piattaforma del porto di Vado.

Anna Giacobbe   Segretario Generale CGIL Liguria
Guido Fassio    Segretario Generale FILT CGIL Liguria