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11
Dic
2006

GENOVA ASSOCIAZIONE CULTURALE MAESTRALE, STORIA DEL LAVORO: I 100 ANNI DELLA CGIL

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Martedì 12 dicembre 2006 - ore 17.30
salone governato - camera del lavoro - via s. giovanni d’acri, 6 - genova


Storia del lavoro: i 100 anni della CGIL
 
Nuovo appuntamento per l’Associazione Culturale Maestrale: martedì 12 dicembre alle ore 17.30 presso la Camera del Lavoro, nel Salone Governato, si svolgerà il convegno “Storia del lavoro: i 100 anni della CGIL”.
La storia della CGIL sarà raccontata da Fabrizio Loreto, storico della Fondazione Di Vittorio di Roma.
Parteciperanno all’incontro: Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria e di Maestrale, Giuseppe Casadio, Presidente dell’Associazione Centenario CGIL, Walter Fabiocchi, Segretario Generale Camera del Lavoro Metropolitana di Genova, Anna Giacobbe, Segretario Generale CGIL Liguria. Conduce: Mario Bottaro, Direttore di BJ Liguria Business Journal.
 

Il 1° ottobre 1906 fu fondata la Confederazione Generale del Lavoro. Già da alcuni decenni esistevano, anche in Italia, organizzazioni di autodifesa dei lavoratori  che operavano su scala locale (le Leghe), o per professione o mestiere (le società operaie). Da quelle più elementari forme di aggregazione, nel corso della seconda metà dell’800, sorsero le prime Camere del Lavoro e le prime Federazioni nazionali di settore (dei tipografi, dei tessili…).
Ma fu  nel  1906 che si verificò una grande novità destinata a segnare la vita sociale e politica dell’Italia: Camere del Lavoro e Federazioni di settore decisero di associarsi per dar vita ad una “Confederazione” di lavoratori di tutti i settori e di scala nazionale.
Una decisione animata da valori di solidarietà e di coesione, più forti delle tante differenze che pure segnavano, allora come ora, l’universo del lavoro subordinato; differenze di condizioni materiali, di livelli culturali, di contesti territoriali.  
Le organizzazioni “economiche” del movimento operaio – come allora erano definiti il sindacato e le altre organizzazioni mutualistiche e solidaristiche – furono protagoniste della storia difficile e sofferta della formazione dello Stato italiano, non meno degli stessi partiti politici, fino alla tragedia del fascismo; ed anche durante la dittatura, clandestinamente, la Confederazione visse ed operò.
Fu proprio nell’antifascismo militante e nel clima della lotta di liberazione che maturò la scelta dei partiti democratici di rifondare nel 1944 la CGIL unitaria (Patto di Roma); esperienza breve ma necessaria per la rinascita dello stato democratico. La Costituzione della Repubblica lo testimonia nei suoi principi generali e in molti suoi disposti, a partire dall’art. 1.
E anche le rotture successive, sollecitate dal clima della guerra fredda e dalla dura contrapposizione politica, non soffocarono nel sindacalismo confederale italiano la fedeltà ai valori della democrazia, del pluralismo culturale e politico, della solidarietà, la tensione unitaria.
Così la CGIL, e l’intero sindacalismo Confederale, svolse nuovamente una funzione decisiva nel preservare le istituzioni democratiche dalle insidie dello stragismo neo-fascista e del terrorismo.
E non di meno la sua azione si rivelò decisiva in tutte le fasi più critiche della evoluzione del sistema economico: dalle lotte per il lavoro negli anni della ricostruzione, all’impegno costante per lo sviluppo del mezzogiorno, dal governo delle grandi ristrutturazioni industriali degli anni ’70, alle scelte di responsabilità con cui il mondo del lavoro contribuì al risanamento economico e finanziario del sistema, scelte che consentirono di ricollocare l’Italia a pieno titolo fra gli artefici della Unione Europea, nonostante la gravissima crisi politica e istituzionale dei primi anni ’90.
Le grandi trasformazioni della fine del Novecento in campo politico, a livello nazionale ed internazionale, le innovazioni tecnologiche, la globalizzazione dell’economia, hanno coinvolto in profondità tutta la società italiana e propongono, nel mutato contesto, con rinnovata urgenza e problematicità, il tema della partecipazione, della coesione sociale, del rapporto fra istituzioni, rappresentanza politica e rappresentanza sociale. E’ aperto il confronto tra diverse concezioni dello Stato, tra la prospettiva di “Stato minimo” dominato dalle leggi del mercato e la piena realizzazione di un modello democratico solidaristico e partecipato, che valorizzi le diverse identità sociali.
Restituire valore al lavoro, riaffermarne la soggettività individuale (i diritti e le tutele) e collettiva (la funzione delle sue rappresentanze nel sostanziare la nostra idea di democrazia e di libertà) è la costante del nostro impegno, oggi non meno di ieri. In Italia – valorizzando i principi costituzionali – ed in Europa – per difendere e consolidare il modello sociale partecipativo e solidaristico.
Cento anni di storia della CGIL rappresentano  un lungo cammino di emancipazione sociale e di crescita civile, certo non lineare e non privo di contraddizioni, ma sempre ancorato ai principi di libertà e democrazia. Nella fedeltà a questi valori trova fondamento il larghissimo e crescente consenso di cui gode la CGIL (oggi secondo sindacato in Europa con i suoi 5 milioni e 600.000 iscritti e prima aggregazione sindacale nel continente, fra le prime al mondo, assieme a CISL e UIL).
Celebrare i cento anni della CGIL significa non solo ricucire i tanti fili della memoria ma soprattutto aprire una prospettiva per il domani nella consapevolezza che il lavoro, le persone che lavorano, sono parte fondamentale del patto sociale e democratico.

Ulteriori informazioni sull’associazione maestrale: www.maestraleonline.it.