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26
Gen
2007

GENOVA:FONDAMENTALE IL RECUPERO DEL LEVANTE E I PROGETTI DI SESTRI PONENTE

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  MA SU ARGOMENTI CENTRALI QUALI GLI ORGANICI, L’ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA E GLI APPALTI, LE DISTANZE CON L’AZIENDA SONO ANCORA DA COLMARE»
 Due giorni di incontro a Roma tra le OO.SS. di categoria e il management di Fincantieri, presenti l’amministratore delegato Giuseppe Bono, il capo del personale Scarrone e i membri del comitato consultivo. Fim-Cisl fa il punto sulla situazione di Fincantieri, in riferimento sia alla valutazione degli scenari produttivi, industriali e di mercato dell’azienda presentati nel piano industriale del Gruppo che investirà 800 milioni entro cinque anni per migliorare i cantieri in Italia, potenziare la ricerca, fare acquisizioni all'estero.

Per Tiziano Roncone, Segretario generale regionale FIM-Cisl - «I dati del piano industriale che Fincantieri ha intenzione di attuare sono interessanti e anche i numeri riferiti agli investimenti che il gruppo intende fare nei prossimi cinque anni, anche visto il dato del 2005, che ha registrato un utile pari a 51 milioni di euro, ovviamente saremo vigili affinché quello che ci è stato presentato a Roma avvenga nella pratica, ma quando tale piano ci verrà presentato in modo più dettagliato allora avremo la possibilità di poter dare la nostra valutazione oggettiva. Sapendo che da subito è positivo che il gruppo voglia investire sulle risorse nei cantieri italiani e liguri, con un investimento anche sulla ricerca e sull’informatica, si parla di 600 milioni di euro circa per i prossimi cinque anni e questo assicurerebbe la tenuta tecnologia e produttiva per i nostri cantieri. Hanno ipotizzato che altri 230 milioni di euro sono invece stati stanziati per acquisizioni e partecipazioni all’estero, nella fattispecie hanno parlato dell’ultimo acquisto dei cantieri di riparazione e manutenzione navale di Brema e il Gruppo sta trattando una ulteriore acquisizione alle Bahamas. Hanno esposto anche un altro progetto sul mercato dell’oriente e dell'Europa dell'est, mentre nel militare Fincantieri si sta espandendo negli Stati Uniti.» - conclude Roncone - «Per la Liguria sarà importante la possibile acquisizione del cantiere per il programma Lcs della marina americana, che vedrà coinvolto nella produzione i cantieri del Muggiano e di Sestri Levante, visto che si parla di una commessa per 26 pattugliatori per la marina americana e che farà entrare nelle casse del gruppo 15 milioni di euro per ogni elemento. Consideriamo molto positivo l’investimento previsto di 38 milioni di euro destinati per il 70% nei cantieri di Sestri Ponente per la logistica, che prevede il recupero delle aree di Levante e l’ipotesi del parcheggio, l’ambiente e la sicurezza.

Ma su argomenti centrali quali gli organici e gli appalti le distanze sono ancora da colmare, oltre che sull’assistenza sanitaria integrativa, su questo il tavolo si è fermato e si è dato appuntamento nelle prossime tre settimane che dovrà definire questi importanti argomenti».

Su Genova, per Alessandro Vella della segreteria Fim-Cisl Genova, «gli appalti che utilizza Fincantieri sono ancora troppi, abbiamo ancora richiesto e di nuovo convenuto con l’azienda, la prosecuzione del tavolo che dovrà illustrare nel dettaglio l’utilizzo degli appalti e sul tipo di appalti presenti in tutti i cantieri liguri e in Italia, e stiamo concertando il modo per modificare l’ormai inefficace sistema che l’azienda utilizza nella gestione stessa degli appalti esterni, quindi stiamo cercando insieme all’azienda una soluzione per risolvere questo problema. Altro punto importante affrontato» – conclude Vella - «durante l’incontro con il management di Fincantieri, è stato quello delle aree di Sestri Ponente, sul quale esisterebbe un accordo di massima con l’ Autorità Portuale e l’Eni, per il ribaltamento a mare delle aree e poter così utilizzare le aree del porto petroli per poter costruire le nuove officine di produzione. Ovviamente per noi è importante che questo passo sia fatto davvero, in tempi veloci perché in questo modo si garantirebbe la continuità e lo sviluppo del cantiere di Sestri Ponente, per portarlo in grado di costruire anche navi da 200 mila tonnellate e aumentare così la capacità produttiva del sito genovese, visto che sul tavolo di confronto di questi giorni ci è stata presentata un'altra opzione per una nuova nave della Costa Crociere.»