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21
Set
2008

IL REGISTA MARCO BECHIS AL CINEMA CITY DI GENOVA

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Fondazione Casa America e Circuito Cinema Genova organizzano lunedì 22 settembre alle ore 21 presso il cinema City di Genova una proiezione speciale - in versione originale con sottotitoli in italiano - del film “La Terra degli Uomini Rossi” del regista Marco Bechis.
La proiezione sarà preceduta da un breve saluto di Marco Bechis, Roberto Speciale, presidente Fondazione Casa America e Carlo Rognoni consigliere RAI.
Al termine della proiezione un incontro per approfondire le tematiche del film.
Dopo il grande successo di critica e di pubblico alla 65° Mostra d’Arte cinematografica di Venezia arriva nelle sale di Genova il nuovo film di Marco Bechis, LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI – Birdwatchers.
Il regista, con i cinque indios protagonisti, Claudio Santamaria e Chiara Caselli, giunti al Lido per presentare il film in Concorso, hanno scosso e commosso i giornalisti e il pubblico della Mostra tra applausi, lacrime e standing ovation:
“Il Grido degli Indios scuote Venezia” (Ansa)
“Da non perdere” (Corriere della Sera)
“Gli Indios commuovono Venezia: rigoroso, poetico, spettacolare. Ovazioni in sala per il film di Marco Bechis.” (Il Messaggero)
“Venezia, applausi agli Indios di Bechis.” (La Repubblica)
LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI – Birdwatchers
Regia:     Marco Bechis
Interpreti: Abrísio Da Silva Pedro, Alicélia Batista Cabreira, Ademilson Concianza Verga (Kiki), Ambrósio Vilhalva, Claudio Santamaria, Matheus Nachtergaele, Chiara Caselli, Leonardo Medeiros, Eliane Juca Da Silva, Inéia Arce Gonçalves.
Produzione: CLASSIC, in collaborazione con RaiCinema, Karta Film, Gullane
Distribuzione: 01  Distribution
SINOSSI
Mato Grosso do Sul (Brasile). 2008.
I fazendeiro conducono la loro esistenza ricca e annoiata. Possiedono campi di coltivazioni transgeniche che si perdono a vista d'occhio e trascorrono le serate in compagnia dei turisti venuti a guardare gli uccelli [birdwatchers].
Ai limiti delle loro proprietà, cresce il disagio degli indios che di quelle terre erano i legittimi abitanti.  
Costretti in riserve, senza altra prospettiva se non quella di andare a lavorare in condizioni di semi schiavitù nelle piantagioni di canna da zucchero, moltissimi giovani si suicidano.
A scatenare la ribellione è proprio un suicidio. Guidati da un leader, Nádio, e da uno sciamano, un gruppo di Guarani-Kaiowá si accampa ai confini di una proprietà per reclamare la restituzione delle terre. Due mondi contrapposti si fronteggiano. Si fanno una guerra prima metaforica e poi reale. Ma non cessano mai di studiarsi. A provare la “curiosità dell'altro” sono soprattutto i giovani. Una curiosità che avvicinerà il giovane apprendista sciamano Osvaldo alla figlia di un fazendeiro…