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02
Ago
2007

LA COCA COLA NON RICONOSCE IL DIRITTO DI CONFRONTO A GENOVA

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CONTESTAZIONE DELLA FAI CISL: “Decisione sbagliata, così si aggravano i rapporti con i sindacati e si rafforza chi cerca la rottura a prescindere”. Si è svolto oggi, presso la sede della Confindustria di Genova, l'incontro fra le organizzazioni sindacali e la direzione della Coca Cola HBC Italia s.r.l.. All'incontro  era presente il dott. Maiorano (responsabile risorse umane), il dott. Bava (Unione Industriali di Genova), Paolo Carrozzino della FAI CISL Liguria, Vanda Valettini e Bistolfi per la Flai CGIL, Giuliano Barbato per la UILA UIL.

Tema dell'incontro la replica aziendale alle denunce fatta dalla FLAI CGIL impropriamente sugli organi di stampa prima di aver sentito le altre Federazioni di Categoria di CISL ed UIL e, sopratutto, prima di aver consultato i lavoratori: l'assemblea unitaria infatti, si è svolta solo dopo che gli articoli erano già stati pubblicati.

L'azienda ha respinto ogni accusa di mobbing, di minacce, di pressioni illegittime. Ha poi annunciato di voler ripristinare la normalità dei livelli di relazione sindacale chiudendo l'anomalia fin qui applicata per Genova. Di conseguenza, non essendo Genova sede produttiva, d'ora in poi non sarà più possibile avere delegati ed incontri in Genova. Tutto dovrà svolgersi presso la sede di Gaglianico(Biella), da cui dipende il personale della Liguria.
La FLAI CGIL ha voluto insistere nella difesa del suo operato, sostenendo che comunque non è un problema il non avere più relazioni sindacali a Genova, perché nel rinnovo delle RSU dovrà esserci un rappresentante per i lavoratori liguri (cosa non esatta perché non prevista da nessun accordo).

«Come FAI CISL» - dichiara Paolo Carozzino, segretario regionale FAI CISL -  «abbiamo invece sottolineato che corrette relazioni sindacali possano essere un valore aggiunto per qualunque azienda. Solo così si possono risolvere ed anticipare i problemi. Circa il merito delle denunce fatte, la FAI CISL ha voluto precisare che non esistono i “Puri” al 100%, e non è negando l'evidenza che i problemi si risolvono. Se i lavoratori hanno manifestato il forte disagio in cui sono costretti a lavorare, certamente il problema esiste. Se non è l'azienda che ha attivato questa strategia, forse c'è qualche responsabile locale dell'azienda, comunque anche in questo caso, è l'azienda che ha l'obbligo di intervenire per bloccare queste iniziative.  Riguardo alla decisione aziendale di non riconoscere più a Genova il diritto del confronto, la FAI CISL ha sottolineato all'azienda che aggrava i rapporti, e rafforza chi cerca la rottura “a prescindere”».

Sia la Unione Industriali che l'azienda, nelle conclusioni, hanno ribadito la posizione aziendale rimandando eventuali approfondimenti in sede bilaterale nazionale o presso lo stabilimento di Biella.

La FAI CISL esprime il proprio dissenso sul metodo da protagonista con cui  la FLAI CGIL ha voluto affrontare la questione, danneggiando i dipendenti COCA COLA  liguri che oggi non potranno più contare su un livello locale di confronto con l'azienda.  La FAI CISL contesta la decisione aziendale che, volendo rifarsi su un Sindacato, ha rotto una tradizione di confronti locali.

Per questo motivo la FAI CISL, sentiti i propri associati, scriverà una relazione dettagliata alla propria segreteria nazionale al fine di attivare tutti gli strumenti utili per garantire la tutela degli interessi dei dipendenti liguri di Coca Cola, a partire dall'attivazione del tavolo bilaterale nazionale.Nel frattempo, insieme ai colleghi piemontesi, verrà chiesto un incontro presso la sede di Galianico, che si auspica possa avvenire subito dopo la pausa estiva.