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20
Set
2007

LE R.S.U. DEL GRUPPO IRIDE GENOVA SCRIVONO AL PREFETTO

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 Una lettera indirizzata al Prefetto di Genova per informarlo degli sviluppi inerenti la vertenza tra le R.S.U. e la Direzione Aziendale del Gruppo IRIDE, nato alla fusione AMGA spa di Genova e AEM spa di Torino, è l’atto formale della protesta delle RSU del Gruppo.  La proposta di riorganizzazione aziendale avanzata il 5 dicembre 2006, dalla Direzione Aziendale del Gruppo, prevedeva una riduzione di personale; da allora i sindacati denunciavano la mancata ricopertura del turn over a seguito dei pensionamenti, e l’ulteriore ricorso alle esternalizzazioni di lavorazioni proprie del ciclo produttivo.

La presa di posizione delle R.S.U., che ha portato a tutta una serie di iniziative di lotta e di sensibilizzazione della cittadinanza nei primi mesi dell’anno in corso, non ha portato ad un miglioramento della situazione nonostante le rassicurazioni pervenute anche da parte delle forze politiche.

Negli ultimi mesi la Direzione Aziendale ha perseguito nella politica di riduzione del personale, tramite pensionamenti all’interno dei Reparti Operativi, senza attuare misure compensative di personale attraverso nuove assunzioni.
Questa ulteriore riduzione del personale ha comportato un deficit difficilmente sostenibile in reparti cardine dei Servizi Energetici di Base di IRIDE Acqua Gas, come nel caso del Pronto Intervento e l’Area Lavoro Rete, senza contare le notevoli difficoltà nello svolgimento di attività operative difficili come  la depurazione delle acque reflue e la gestione degli impianti filtri delle acque potabili.

Le scriventi R.S.U. denunciano nuovamente l’atteggiamento di chiusura della Direzione Aziendale, e delle decisioni aziendali che vanno ad incidere sulla sicurezza, sull’incolumità pubblica e sulla qualità dei servizi.
Attraverso la lettera indirizzata al Prefetto di Genova, le  R.S.U. del Gruppo Iride,  intendono sollevare i lavoratori da possibili responsabilità in merito ad eventuali incidenti o disservizi che potranno verificarsi, non per imperizia o negligenza dei singoli, ma per deficit organizzativo da parte dell’azienda.