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05
Feb
2007

L'UCINA RIBADISCE IL RISCHIO DI GRAVE DANNO PER L'INDOTTO TURISTICO DELLA TASSA SULLO STAZIONAMENTO

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SORUIl presidente della Regione Soru ha preannunciato anche per il 2007 l'intenzione di confermare la tassa per le barche che attraccheranno nei moli dell'isola
L'UCINA(  Unione Nazionale Cantieri,  Industrie Nautiche ed affini): sulla tassa sarda l’associazione  ribadisce il rischio di grave danno all’indotto turistico, allo sviluppo delle attività nautiche e dell’occupazione in Sardegna.

“Tale politica, oltre a non aver fino ad oggi sortito i risultati economici attesi, ha determinato per l’estate 2006 un calo delle presenze di turismo nautico del 20% a favore delle vicine coste corse o spagnole, ma soprattutto risulta in contraddizione con la linea del Governo centrale che mira ad uno sviluppo delle attività turistiche in generale e nautiche  in particolare.”

 “Alla luce dei risultati raccolti la scorsa estate, un calo del 20% delle presenze nei porti della Sardegna a favore dei porti corsi, toscani e delle Baleari e il mancato  raggiungimento, in termini di gettito, degli obiettivi dichiarati e attesi, stupisce che il Presidente della Regione Sarda Renato Soru, annunci con così largo anticipo la stessa politica per il 2007, ponendosi tra l’altro in contraddizione con la linea annunciata a in parte avviata dal Governo centrale di favorire lo sviluppo e la crescita della nautica sul territorio.”

 Con queste parole Anton Francesco Albertoni  Presidente di UCINA, - l’associazione di CONFINDUSTRIA che rappresenta l’industria nautica da diporto – ribadisce la propria posizione contraria alla misura fiscale introdotta dalla Regione Sardegna.

 Già nello scorso luglio UCINA aveva preso chiara posizione contraria all’iniziativa, con l’obiettivo di tutelare la nautica italiana e in particolare gli operatori  nautici che operano in Sardegna, sia nella produzione diretta sia nei servizi al diporto. Ma c’è di più.

 “Questa misura, anomala nel panorama dell’offerta turistica in Italia, - continua Albertoni - si rivela soprattutto in contraddizione con la linea politica del Governo che mira a favorire lo sviluppo dell’economia e della nautica così come  annunciato nel corso dello scorso Salone Nautico Internazionale a Genova, dal Vice Primo Ministro Massimo D’Alema, confermato dal costruttivo lavoro svolto in questi mesi nell’ambito del Tavolo Tecnico dell’Ambiente e su cui il Governo è stato  recentemente nuovamente impegnato.”

 Infatti il 21 dicembre scorso, con un ordine del Giorno votato alla Camera dei Deputati nella seduta conclusiva dell’approvazione della Legge Finanziaria, l’Esecutivo  è stato impegnato a istituire nell’ambito del Tavolo del Mare - presso il Ministero dei Trasporti - una sezione dedicata alla nautica da diporto per favorire una politica condivisa  di sviluppo e promozione dell’andare per mare attraverso la conoscenza, il confronto e l’incentivazione e la semplificazione burocratica.

 “In questo quadro di dialogo e confronto costruttivo desideriamo portare all’attenzione del Governo l’iniziativa sarda che – secondo noi – così gestita non può che creare danno all’economia del territorio che di turismo vive. Il prossimo 3 marzo in Sardegna  vi sarà un convegno sul turismo nautico e in quella sede UCINA sarà presente e  valuterà tutte le azioni da mettere in atto per sostenere lo sviluppo del diporto nautico in Sardegna.”

 Con un valore della produzione di imbarcazioni da diporto che nel 2005 ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, e un contributo al PIL del settore nautico che sfiora i 3 miliardi, comprensivo dell’indotto diretto,  l’industria nautica italiana si conferma tra i settori trainanti della economia nazionale, con una capacità di generare indotto a valle nel settore del turismo nautico con un  coefficiente moltiplicatore pari a 4,5. Il numero complessivo degli addetti diretti della nautica, stimabili il 18.000 unità raggiunge, con l’indotto turistico la quota di 80 mila unità.