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09
Nov
2006

MINACCIA PIRATERIA: COOPERAZIONE FRA MARINA MERCANTILE E MARINA MILITARE ITALIANA

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CONFITARMA COCCIA  LA ROSAPrimo sistema mondiale di tele-sorveglianza sui mari, finalizzato a garantire sicurezza ai traffici marittimi e alle regioni costiere, ma anche a fornire tempestivi segnalazioni di allarme a un’unica centrale operativa.
Questo, secondo il presidente di Confitarma, Nicola Coccia, l’obiettivo più importante alla base dell’accordo fra l’armamento italiano e la Marina miliare, frutto di un progressiva condivisione delle strategie e di una consapevolezza dei rischi che minacciano le rotte commerciali. L’intesa è stata presentata oggi nella sede di Confitarma a Roma, dal presidente della Confederazione Italiana Armatori, Nicola Coccia, e dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm.Paolo La Rosa. E’ intervenuto anche l’Amm. Luciano Dassatti, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Nel corso della Conferenza stampa sono stati evidenziati i dettagli della collaborazione finalizzata a garantire maggiore sicurezza (come già accade per le navi passeggeri) anche alle navi da carico che operano in aree considerate a rischio a causa degli atti di pirateria.
“Il ruolo della Marina militare è fondamentale per garantire la libertà della navigazione in alto mare– ha affermato l’Amm. La Rosa - proteggere i traffici marittimi significa proteggere lo sviluppo del sistema Italia, soprattutto negli attuali scenari economici globalizzati e mantenere una stabilità a livello globale”.

“L’impegno della Marina militare italiana sulle rotte più calde a protezione degli interessi nazionali ha favorito la nascita in Confitarma di un’idea nuova di reale integrazione – ha affermato il presidente di Confitarma - l’obiettivo è quello di porre a comune denominatore tutte le informazioni, da convogliarle in unico collettore”.

“La pirateria è un problema serissimo con il quale le navi, le compagnie di navigazione ma specialmente gli equipaggi e i comandanti si trovano a fare i conti in un numero crescente di aree del mondo – ha proseguito Nicola Coccia - ricordando gli episodi che nel 2005 e all’inizio del 2006 hanno coinvolto tre navi mercantili italiane (delle Società I.Messina & Co, d’Amico Società di Navigazione e Marnavi) che fortunatamente al largo del Corno d’Africa sono riuscite ad evitare attacchi dei pirati”.

L’Amm. La Rosa, dopo aver descritto le attività che la Marina Militare ha condotto nel settore della sicurezza marittima negli ultimi 20 anni, ha sottolineato i più recenti impegni tra cui l’Operazione Mare Sicuro svolta nel 2005 nelle zone del Corno d’Africa e l’attività di presenza navale in corso nella regione del Mar Arabico. “E’ particolarmente importante sottolineare – ha affermato l’Amm. La Rosa – la crescente interazione tra tutti gli attori interessati alla sicurezza marittima a livello nazionale e internazionale”.
L’Amm. La Rosa ha quindi illustrato quanto la Marina militare sta attuando con la realizzazione del VIRTUAL REGIONAL MARITIME TRAFFIC CENTRE (RMTC), progetto giunto alla fase operativa con la firma dell’accordo di funzionamento tra 17 marine operanti nel Mediterraneo, che condivideranno tutte le loro informazioni sui traffici marittimi in atto nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Il V-RMTC si inquadra in un più ampio progetto in atto da parte della Marina militare italiana per l’integrazione a livello nazionale di tutte le fonti di informazione sui traffici marittimi, inclusi i dati resi disponibili dalla Rete Radar Costiera, dai sistemi dei monitoraggio del traffico gestito dal Corpo della Capitanerie di porto e da altre fonti esistenti in campo nazionale e internazionale.

“Dai grandi pericoli nascono spesso grandi opportunità. – ha proseguito il presidente di Confitarma - e proprio da quei tentativi di arrembaggio nasce il primo esempio europeo di collaborazione fra una marina mercantile e una marina militare. Grazie alla protezione di quest’ultima, le rotte delle nostre navi sono più sicure, ma sulla «linea del fronte» sono state poste le basi per un rapporto di collaborazione molto più intenso e mirato non solo a prevenire gli atti di pirateria”