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20
Mag
2009

OCEANA CHIEDE LíAPPLICAZIONE DI UN PIANO DI GESTIONE DEL PESCE SPADA

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Le reti derivanti, un attrezzo illegale utilizzato da oltre 500 imbarcazioni nel Mediterraneo, catturano approssimativamente il 20% del pescespada dichiarato La pesca del pescespada nel Mediterraneo non è sottoposta né a quote né a taglie minime unificate. Tra il 50 e il 70% delle catture effettuate sono giovani Nel Mediterraneo il pesce spada è eccessivamente sfruttato. Lo ha affermato oggi l’organizzazione per la conservazione marina Oceana, durante la presentazione della Giornata Europea del Mare a Roma, in cui ha chiesto che vengano avviate misure di gestione per questo stock, prima che la situazione arrivi ai livelli di altre specie come il tonno rosso, la cui popolazione si trova sul bordo del collasso.

 Attualmente, migliaia di imbarcazioni catturano pesce spada senza nessun tipo di controllo, in mancanza di una taglia minima unificata che impedisca le catture di giovanili, e dichiarano meno o direttamente non dichiarano le catture realizzate. Il 50-70% circa delle catture sono giovanili, ossia si tratta di individui che non sono ancora riusciti a riprodursi per la prima volta. Gli scienziati della CICTA hanno affermato che in breve tempo questa situazione potrebbe portare ad una drastica riduzione della popolazione.

 Xavier Pastor, Direttore Esecutivo di Oceana Europa, ha detto: “Non è coerente con l’attuale politica dell’Unione Europea né con gli obiettivi della Convenzione CICTA, responsabile di questa specie a livello regionale, il fatto che si stia pescando in modo incontrollato, soprattutto se si considera che lo stock è già di per sé eccessivamente sfruttato senza tener in conto le catture illegali e quelle non dichiarate.”