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24
Feb
2009

OPERAI INTOSSICATI A GENOVA, LA REAZIONE DI FERRAIOLI ITALIA DEI DIRITTI

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Genova - La tragedia sfiorata  a San Colombano di Calvari, nel Levante genovese, riporta all'annosa questione tuttora irrisolta del problema sulla sicurezza nel posto di lavoro. Duro l'intervento di Maurizio Ferrarioli, responsabile per la Liguria del movimento Italia dei Diritti: "L'incidente avvenuto a San Colombano di Calvari, è l'ennesima storia che per fortuna non vede una fine tragica di due lavoratori. A parte le indagini in corso che stabiliranno se sono state usate tutte le misure previste per lavorare in sicurezza, si nota sempre la solita cosa: le leggi in materia di tutela dei lavoratori ci sono e comunque spesso non vengono osservate dalle aziende che di fronte al paravento di un piano sicurezza sicuramente ben scritto e a norma, poi viene spesso disatteso.

 Disatteso perché chi deve controllare spesso latita, disatteso da chi lavora perché spesso ciò crea una limitazione nei movimenti e un rallentamento nel lavoro. Allora vorrei ricordare a tutti che non c'è vita umana che valga un lavoro svolto in tempi rapidi ed auspichiamo che vengano fatti sempre maggiori controlli e corsi al fine di sensibilizzare sull'argomento sia i datori di lavoro che i lavoratori stessi che sono quelli che dal punto di vista della salute rischiano maggiormente." Concludendo Ferraioli sottolinea la responsabilità dello Stato e propone maggiore controllo e tutela dei lavoratori soprattutto sul piano della sensibilizzazione: "La risposta è sempre la stessa: è difficile lavorare con il casco, con le cinture e in questo caso con le maschere. E' difficile ma obbligatorio e lo Stato non può stare a guardare senza fare niente. In Italia siamo spesso insensibili e indolenti ad accettare nuove norme, vedi la legge sulla cintura di sicurezza in automobile, che a suo tempo aveva scatenato un putiferio e oggi è accettata dalla maggior parte delle persone. Responsabilizzare i dipendenti senza creare loro situazioni di conflitto con i datori di lavoro ma sanzionare l'omissione di controlli in maniera severa: non si può aspettare la disgrazia e poi ritrovarsi al solito scaricabarile. L'Italia dei Diritti auspica un maggiore senso di responsabilità da parte dei datori di lavoro, più severità nell'applicazione delle leggi vigenti ed una efficace sensibilizzazione dei lavoratori sul problema.