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27
Mar
2007

PALAZZO TURSI PROTESTA DIPENDENTI COMUNE CONTRO BUONI PASTO

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Oggi 27 marzo ore 14.00 nell’atrio di Palazzo Tursi protesta dei dipendenti del Comune di Genova contro i buoni pasto elettronici Nemmeno la petizione di 1300 firme raccolte tra i dipendenti del Comune di Genova ha convinto l’Amministrazione a ripristinare il buono cartaceo. Ancora una volta l’assessore Facco sceglie, con arroganza, di procedere unilateralmente.
Le motivazioni dei lavoratori a sostegno del buono cartaceo non sono ideologiche né conservatrici ma,  al contrario,  molto chiare e a tutti comprensibili:

Maggior numero di punti di utilizzo (1200 il cartaceo contro 300 elettronico)
Più equa distribuzione sul territorio.
Più facile gestione dei buoni

Durante l’assemblea del 12 marzo svoltasi tra i rappresentanti di CGIL CISL UIL e i responsabili coinvolti nella gestione operativa dei buoni pasto è emerso che la gestione del buono elettronico non favorisce lo svolgimento del lavoro che è rimasto sostanzialmente identico a quello della gestione cartacea se non addirittura, in alcuni casi, peggiorato.

Il 13 marzo 2007, dopo il sopra citato confronto, le OOSS hanno richiesto un incontro ai Capigruppo per esporre le ragioni favorevoli all’utilizzo del buono cartaceo. I Capigruppo ed il Sindaco, intervenuto al tavolo, hanno preso atto delle motivazioni espresse e si sono impegnati ad approfondire, nella seduta successiva prevista per il 20 Marzo, sulla base degli atti relativi alle risultanze della procedura di gara (che prevedono il buono cartaceo), le motivazioni a supporto dell’adozione del buono elettronico. Il giorno 20 i rappresentanti dei lavoratori sono venuti a conoscenza che tra il 13 e il 19 marzo l’Assessore Facco aveva dichiarato pubblicamente di aver raggiunto un accordo sindacale, scongiurando così di fornire la documentazione richiesta ed evitando di far inserire all’odg del Consiglio l’argomento buoni pasto. Ciò non risponde al vero.

Si ricorda che a seguito dell’impegni presi congiuntamente al Sindaco, e ai Capigruppo queste OOSS hanno formalmente richiesto che l’Amministrazione sospendesse qualsiasi procedura in atto sull’argomento. Si ribadisce che la materia è oggetto di confronto e, per la parte eccedente il compenso in natura, contrattazione, in quanto si tratta di salario accessorio.

È per questi motivi che le scriventi OOSS. chiedono all’Amministrazione comunale di aprire una vera contrattazione sui buoni pasto che permetta da un lato di esigere integralmente le norme già previste dal contratto e dall’altro che riconosca una adeguata rivalutazione del suo valore.