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12
Giu
2009

RAPPORTO OCEANA: NECESSARIO PROTEGGERE IL TONNO ROSSO

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Oceana e Marviva hanno presentato oggi a Palma di Mallorca un rapporto con i risultati preliminari della campionatura di larve realizzata nel 2008 a bordo dell’imbarcazione oceanografica Marviva Med. Lo studio aveva come obiettivo la raccolta di nuovi dati sulle aree di riproduzione nel Mediterraneo del tonno rosso e di altre specie di grandi pelagici, come il pesce spada, e proporre la creazione di aree marine protette.

Il rapporto, il primo con queste caratteristiche ad essere elaborato da un’ONG per la conservazione, apporta nuovi dati sul tonno rosso, una specie minacciata che è stata portata sull’orlo del collasso dalla pesca eccessiva. Tra i dati rilevati emergono:

 Nuovi dati sulle zone di riproduzione del tonno rosso nella zona Sud del Tirreno, nel Canale di Malta e nel Mar Egeo in epoche tardive rispetto ai picchi di riproduzione.

 Primi dati sulla riproduzione di altri tonnidi, come il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis), e ulteriori dati sulle aree di riproduzione di un’altra specie ipersfruttata, il pesce spada; questi dati saranno usati per proporre aree marine protette.

 Ricardo Aguilar, Direttore di ricerche e progetti di Oceana in Europa, ha sottolineato la necessità di condurre ricerche di questo tipo in futuro, non solo per il tonno rosso, ma anche per altre specie commerciali come il pesce spada: ”Esistono pochi dati sulle zone di riproduzione del tonno rosso nel Mediterraneo e praticamente non c’è nessun dato su altre specie come il tonno bianco. Tuttavia, la protezione di queste aree è indispensabile per la loro conservazione. Nel caso del tonno rosso, i paesi che costituiscono la Commissione internazionale per la Conservazione dei Tonnidi dell’Atlantico si sono impegnati a fornire dati per il 2010 con il proposito di creare delle riserve marine per tutelare queste specie. Ciononostante, per il tonno potrebbe essere già troppo tardi.”

 La campionatura mostra grandi concentrazioni di una specie invasiva originaria dell’Atlantico Occidentale, il ctenoforo Mnemiopsis leidyi, introdotto nel mar Nero negli anni ‘80 con l’acqua di zavorra delle navi e attualmente in espansione nelle acque del Mediterraneo. Questa specie è potenzialmente pericolosa per un gran numero di specie commerciali come l’acciuga, dato che si nutre delle sue uova, e può causare l’estinzione di alcune specie di pesci.

 Inoltre, sono state anche identificate larve di altre specie commerciali, come il sorello (Trachurus trachurus) o l’acciuga (Engraulis encrasicholus), e di altre specie rare e vulnerabili, come la lambrea o pesce falce (Zu cristatus) e il pesce imperatore (Luvarus imperiales), nonché di specie di profondità, come i pesci lanterna (Lampanyctus pusillus, Myctophum punctatum), e di specie con bioluminescenza (Cyclotone spp., Hygophum sp., ecc.).

L’importanza delle Isole Baleari

 
Insieme al Sud del Tirreno, le Isole Baleari rappresentano la principale zona di riproduzione del tonno rosso nel Mar Mediterraneo e, allo stesso tempo, sono uno dei principali luoghi di pesca di questa specie.

 Le acque delle Baleari sono molto importanti se si considera che costituiscono un luogo di passaggio del tonno rosso che proviene dall’Atlantico ed entra nel Mediterraneo. La pesca eccessiva in questa zona di riproduzione danneggia severamente la popolazione di tonno catturato nell’Atlantico Orientale e addirittura, si ripercuote sullo stock dell’Atlantico Occidentale, che è stato catalogato dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) come specie in pericolo critico.

 Xavier Pastor, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa, ha messo in evidenza ancora una volta la necessità di agire immediatamente in questa area: “Per quanto riguarda le Baleari, disponiamo già delle informazioni necessarie per la creazione di una riserva per il tonno rosso, che gioverebbe anche ad altre specie come il pesce spada. Tuttavia, le autorità competenti si rifiutano di fare da pioniere nella creazione della prima riserva nel Mediterraneo con queste caratteristiche. Non c’è nessuna ragione per ritardare la creazione di tale riserva, soprattutto se si tiene in conto la situazione critica in cui si trova il tonno rosso nell’Atlantico Settentrionale”.