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03
Gen
2008

SALDI A GENOVA. LE OPINIONI E LE PROPOSTE DEI NEGOZI DEL CENTRO.

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Il salotto buono del commercio genovese traccia un primo bilancio della nuova disciplina dei saldi, contenuta nel nuovo T.U. Regionale sul commercio, dopo la stagione estiva ed in attesa dell’imminente inizio di quella invernale, ma soprattutto lancia spunti di riflessione sul futuro degli stessi per il quale chiamare a discutere l’Amministrazione e i colleghi.   Otto i quesiti a cui hanno risposto gli esercenti dei negozi di calzature, abbigliamenti e accessori più prestigiosi del centro cittadino – aute coture, botteghe storiche, griffe, marchi dell’alta moda – ubicati nel perimetro ricompreso tra p.za De Ferrari, via XXV Aprile, via Roma, Galleria Mazzini, via XII Ottobre e  p.za Corvetto aderenti al CIV “Sestiere Carlo Felice”.

Il primo elemento di riflessione è certamente il valore positivo attribuito dalla stragrande maggioranza ai saldi: ben il 77% (diviso tra un 50% che li ritiene un discreto affare, un 15,4% che li considera <una buona opportunità se nei tempi giusti> e un 12% che parla di un ottima opportunità) li giudica infatti positivamente.

Altro dato è la difficoltà di trovare una soluzione definitiva per la regolamentazione dei saldi. La contrapposizione tra favorevoli 36% e contrari 64% alla liberalizzazione dei saldi, vede la prevalenza (con quasi 2/3) dei secondi.
Tale dato è omogeneo a quello ricavato da un sondaggio svolto sull’intera provincia e la proiezione dello stesso risulta non dissimile da ciò che si evidenzia sul piano nazionale.

Forte, tra i contrari appunto alla liberalizzazione, è l’istanza di posticipare le date attualmente stabilite ex lege, istanza che raccoglie oltre la metà delle risposte (57%). La volontà di posticipare la data di inizio saldi, sia invernali che estivi, scaturisce in primo luogo dal fatto che oramai le stagioni si stanno sempre più modificando sia in durata sia a livello climatico; moltissimi consumatori aspettano proprio i saldi per poter trovare non solo l’offerta vantaggiosa, ma il capo d’abbigliamento da poter utilizzare per l’intera stagione. Quindi risulta evidente come sia sempre più difficile vendere a prezzo pieno! E allora: qual è il periodo nel quale gli operatori potranno marginare?
 Rilevante (35%) è poi la richiesta di semplificare gli adempimenti burocratici previsti ad oggi. Elemento estremamente negativo e dal carattere fortemente vessatorio, è rappresentato dal famigerato “cartello” da esporre 10 giorni prima della data d’inizio saldi. Ciò rappresenta agli occhi di tutti un inutile adempimento burocratico che ha come unico risultato quello di bloccare le vendite dal giorno stesso nel quale viene esposto e fino all’inizio dei saldi. FISMO Genova (Federazione Italiana Settore Moda, aderente a Confesercenti) ha più volte avanzato la richiesta di eliminare, dal T.U. in questione, l’obbligo dell’esposizione di tale cartello. La Regione Liguria ha assicurato le associazioni di categoria circa la volontà di modificare il passo della normativa nel quale si stabilisce la durata dell’esposizione del cartello, portando la stessa dagli attuali 10 giorni a 3. Purtroppo anche in questo caso le promesse non hanno avuto seguito.

Significativa è la sensibilità verso le violazioni alle attuali disposizioni percepita dai consorziati, il 76% registra irregolarità in tal senso. Purtroppo il 41% non vede possibili soluzioni alle suddette violazioni, stante la disciplina esistente. E’ necessario evidenziare come anche in materia sanzionatoria, la normativa sia assolutamente iniqua. Infatti le sanzioni pecuniarie risultano uguali sia che si tratti di un negozio di vicinato sia che si tratti di una media o grande superficie di vendita. Non è concepibile che non vi sia una differenziazione, se non legata al fatturato, almeno proporzionata alla grandezza del punto vendita.

Questione cruciale è senza dubbio quella dell’informazione relativa ai saldi. Su questo punto i commercianti rilevano una carenza della stessa sul tema (66%), da cui ne deriva la successiva richiesta alle associazioni di categoria di sensibilizzazione e promozione di corretta informazione (39%) e soprattutto di apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni competenti, come richiesto dal 52%.

Da ultimo, emerge forte la necessità di iniziative promozionali (in primis a cura dei CIV) legate ai saldi per aumentarne l’appeal.

In tale direzione l’auspicio è che le iniziative messe in campo dal Comune, in collaborazione con Municipi, Associazioni di categoria e Centri Integrati di Via per la promozione dei saldi di Genova nel Nord Italia e l’organizzazione di eventi di animazione territoriale per le prime 2 domeniche possano determinare risultati concreti, specie alla luce di quelli non sempre lusinghieri registrati dalle vendite del settore nel periodo natalizio appena concluso.
Inoltre FISMO Confesercenti propone una liberalizzazione delle vendite durante tutto l’arco dell’anno predisponendo dei corner all’interno di ogni punto vendita nei quali poter saldare, liquidare o promozionare parte delle proprie rimanenze senza dover per forza aspettare le vendite di fine stagione. Tale liberalizzazione rappresenterebbe renderebbe più facile la gestione delle rimanenze di magazzino le quali rappresentano anch’esse un onere assolutamente iniquo.