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03
Set
2006

UISP GENOVA LO SPORT COME ELEMENTO DI COESIONE SOCIALE

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Come si può interpretare la socialità dello sport in una città come Genova? Nel corso del dibattito “La socialità (e la società) dello sport”, tenutosi sabato 2 settembre 2006 alla Festa dell’Unità di Genova, si è cercato di dare risposte a questa domanda. “Una città come Genova, che ha ben 2056 società sportive, non può non confrontarsi con la necessità di promuovere lo sport come settore fondamentale per la crescita e lo sviluppo” ha affermato Mariella Giustolisi, della direzione provinciale DS Genova. Secondo Giorgio Guerello, assessore allo Sport del comune di Genova, “nella città gravitano attorno e dentro al mondo dello sport circa 400.000. persone. E’ quindi sempre più importante considerarlo elemento strategico nel nuovo Piano Regolatore Sociale, a sostegno della forte fase di espansione e di profonda trasformazione che la città sta vivendo”.

Lo tutela della società, la prevenzione sanitaria, la solidarietà, l’educazione, l’inclusione: tutto questo può essere ottenuto anche grazie ad una adeguata politica sportiva. “Lo sport ti insegna a stare con gli altri e a competere nel quadro di un insieme di regole certe e predeterminate”, ha affermato Marco Bollesan, ex giocatore di rugby e attuale presidente della neonata “Società dello Sport”.  Gli fa eco Luciano Tagliatti,  dirigente della società di calcio femminile “Multedo”, per il quale “la valenza sociale dello sport è insostituibile,
soprattutto nelle periferie più emarginate delle città”.

Carlo Antonio Nicali, presidente Coni Provinciale Genova, Isabella Di Grumo, presidente UISP Genova e  Massimiliano Morettini, consigliere comunale DS, sottolineano la mancanza di fondi e strutture adeguate per la  promozione del movimento sportivo genovese e chiedono interventi più decisi da parte del governo. “La creazione del Ministero dello Sport è indubbiamente un passo in avanti, ma deve essere accompagnato da decisioni concrete e incisive sul tessuto sociale”, ribadiscono. Secondo Igor Lanzoni, responsabile sport Federazione DS Genova, “malgrado l’Italia, nel 2006, abbia vissuto una grande stagione sportiva, c’è ancora molto da lavorare sulla diffusione di una vera cultura dello sport”.