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25
Mar
2009

ACCOMPAGNAMO LE PMI FUORI DALLA CRISI

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VALTER PILLONIGENOVA.Ogni giorno che passa appare sempre più chiara la necessità da parte del governo di  intervenire con degli atti urgenti a favore delle pmi ;la velocità,la qualità e l' apropriatezza di questi interventi  saranno determinanti per scongiurare la chiusura di  migliaia di  imprese  impegnate oggi  a condividere una situazione di crisi che le vede deboli e soccombenti.
Mai nella storia della nostra nazione dal dopoguerra ad oggi, il governo, le parti sociali,gli imprenditori e gli stessi lavoratori  sono stati chiamati ad una sfida così impegnativa e sproporzionata.
La posta in gioco,si è capito, è molto alta,si tratta di operare un salvataggio in extremis  di quello che resta del  tessuto imprenditoriale ,manifatturiero e tecnologico del nostro paese pertanto queste devono essere veloci efficaci e dirompenti.
Iniziamo a domandare all' imprenditore quali sono i suoi immediati bisogni e le sue impellenti necessità,chiediamogli cosa è che gli rende il sonno agitato e lo opprime durante le sue giornate lavorative ,non facciamo l' errore di sostituirci a lui nell interpretare le sue ansie cercando soluzioni ai suoi bisogni in maniera generica ed astratta,rischieremmo di curare il male con una medicina inadeguata.
Abbiamo richiesto ai numerosi  operatori economici  che affollano le nostre riunioni  di fornirci suggerimenti, e indicazioni e puntualmente queste sono giunte copiose, articolate, sincere, consentendoci di individuare una serie di strategiche priorità.

Oggi l' imprenditore ha ben chiaro contro cosa sta combattendo e altrettanto chiaramente si aspetta di capire se in questa battaglia egli può contare su dei solidi ed affidabili alleati e se può annoverare tra questi  il governo,gli enti locali,i sindacati,i propri dipendenti e le banche...,la cui ostilità  e inflessibilità è oggi il nuovo incubo degli imprenditori.

Oggi gli istituti di credito hanno nelle loro mani il futuro di migliaia di imprese e possono determinare con un diniego o un assenso la fine o la sopravvivenza del lavoro di una vita; le banche  vittime dei loro stessi vizi si stanno chiudendo su se stesse attivando una politica che se in parte è giustificata dai nuovi parametri imposti da Basilea 2 dall' altra manifesta una scarsa propensione a  mantenere in vita i più deboli,si sta andando incontro  ad una pesante selezione ottusa e miope  che non tiene in alcun conto la storia passata dell impresa ma, con allarmante cinismo ,si limita ad applicare schemi comportamentali omicidi.
Le pmi oggi soffrono di crisi di liquidità,ma se andiamo ad esaminarne le ragioni potremmo scoprire 9 volte su 10 che esse vantano crediti importanti nei confronti degli enti pubblici o dei grossi committenti di stato.
siamo testimoni di ritardi che  vanno oltre le peggiori aspettative,il fornitore si trova di fatto a dover fronteggiare gli impieghi correnti utilizzando il ricorso a costosi e limitati prestiti bancari.
Esiste una legge la 192 del 18 giugno 88 che disciplina  questa materia.
Noi suggeriamo 10 anni dopo la sua introduzione che essa  finalmente  sia recepita e fatta rispettare.
Suggeriamo  inoltre una sollecitazione nei confronti delle banche affinchè attraverso delibere interne mettano a disposizione dei fondi di sostegno alle pmi a tassi agevolati per ricreare un sostegno momentaneo che accompagni le PMI fuori da questa crisi.
Il credito bancario  deve essere inteso come un rischio da ripartire tra la collettività e l' impresa,le idee valgono più del denaro,se il paese vuole ripartire deve assumersi dei rischi investendo  nei progetti e nelle persone.
Noi siamo convinti che, vista la drammaticità del momento,   si potrà  uscire da questa crisi solo attraverso una sinergica collaborazione tra tutti i soggetti,ognuno per la propria parte ma accomunati dallo stesso spirito che in tempi diversi ha fatto grande l'Italia.

Valter  Pilloni)