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10
Set
2008

ASSOMARINAS: PRIMA ASSEMBLEA GENERALE A CONFINDUSTRIA

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Per la portualità turistica italiana si apre una nuova “partita”, ancor tutta da giocare, che vale all’incirca 4 miliardi di euro di investimenti che saranno impegnati nei nuovi 40.000 posti barca previsti negli 8.000 km. di costa per un valore medio orientativo di 100.000 euro ciascuno. Ma la parziale mancanza di specifiche leggi regionali che siano in grado di dare attuazione alle competenze acquisite dalle stesse Regioni in materia di portualità turistica induce investitori privati ed operatori del settore ad un’inevitabile attesa mentre, da più parti, si invoca una sollecita definizione delle procedure  regionali di rilascio delle concessioni demaniali-marittime per le strutture destinate alla nautica da diporto.
Nel corso della tavola rotonda, moderata dal giornalista del mensile Nautica  Massimo Bernardo, che ha preceduto la 1° Assemblea generale di ASSOMARINAS (UCINA),  tenutasi presso la sede di Confindustria-Pesaro, presenti tra gli altri , il presidente di Confindustria Pesaro-Urbino Andrea Ugolini, il Direttore generale di Federturismo Antonio Colombo, l’Assessore al Turismo di Pesaro Luca Pieri , il Com.te della Capitaneria di Porto Aurelio Caligiore,  sono emerse le scalpitanti prese di posizione dei rappresentanti dei molti gruppi privati della grande finanza italiana che “ non possono più accettare i rinvii e le dilazioni che hanno caratterizzato gli anni antecedenti al famoso decreto Burlando (n.d.r. il 509 del 97 )” – ha affermato Roberto Perocchio presidente di ASSOMARINAS – ribadendo che “  L’attuale assetto istituzionale che trasferisce di fatto le competenze alle Regioni non è assolutamente modificabile in quanto norma costituzionale e quindi – ha  continuato il Presidente di ASSOMARINAS – alle associazioni imprenditoriali di categoria non resta che esercitare la massima pressione sugli enti regionali affinchè si diano un modello procedurale che consenta loro di attirare con successo  nuovi investimenti nei porti turistici. Qualsiasi altra strada risulta essere impercorribile – ha concluso Perocchio – col rischio di creare nell’utenza nautica e tra gli operatori solamente vuote aspettative e disorientamento nel mercato determinando posizioni di retroguardia rispetto ai nuovi obiettivi che la concorrenza internazionale impone ad una più  moderna portualità turistica di cui deve dotarsi il nostro Paese”. Ma è stato il prof. Stefano Zunarelli , ordinario di Diritto della Navigazione dell’Università di Bologna a sostenere che “ dopo una serie di sentenze della Corte Costituzionale culminate con la 344 del 2007, con riferimento a realtà portuali delle Regioni Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, l’ipotesi di reintrodurre una competenza statale in questa materia risulta non solo in contrasto con la giusta aspettativa degli enti locali di governare a pieno un’importante occasione di sviluppo del proprio territorio, ma necessiterebbe di una modifica del testo costituzionale (art.117) di assai problematica approvazione e in contrasto con il principio di sussidiarietà ed il programma di attuazione del Federalismo più volte annunciato dal Governo”.
Per il vicepresidente di ASSOMARINAS ,l’imprenditore  Lorenzo Spadini “la gestione della costa e la sua conoscenza da parte degli enti locali dà maggiori garanzie per gli interventi infrastrutturali realmente commisurati alle esigenze della domanda locale precludendo quelle che potrebbero invece essere azioni o investimenti a carattere unicamente speculativo e che potrebbero creare pesanti distorsioni nel mercato”. Su questa “rotta” anche Antonio di Monte, regista dell’operazione portuale-turistica di Pesaro, che ha ricordato come “grazie ad una nuova sensibilità degli enti locali, che sembra abbiano finalmente compreso i vantaggi derivanti dallo sviluppo del turismo nautico, non solo in termini di valorizzazione del territorio e di ricadute economico-occupazionali, alcuni progetti che sembravano essersi persi nei meandri della burocrazia, stanno oggi rapidamente completando i relativi procedimenti amministrativi propedeutici alla loro concreta realizzazione” . “Eppur si muove” – ha simpaticamente concluso Di Monte – riferendosi al sistema delle strutture nautiche italiane , segnalando il vivace interesse degli investitori privati per un settore che ancora dimostra sensibili margini di ulteriore crescita.
“Tuttavia , per questo importante settore dell’economia nazionale, resta auspicabile un concreto segnale di incoraggiamento e sostegno da parte del Governo centrale per quanto concerne i canoni demaniali e l’equiparazione dell’aliquota IVA ai servizi turistici ricettivi, (cioè la riduzione dell’IVA  dal 20 al 10%), temi questi che sono, invece, ancora di sicura competenza dello Stato”. Un plauso all’iniziativa di Assomarinas è giunto dal Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti sen. Roberto Castelli “Il Governo di cui mi onoro di far parte è fortemente impegnato a favorire il mondo diportistico “, dallo stesso presidente Andrea Ugolini “ sono convinto che il rilancio del Paese passi anche attraverso il rilancio dei porti turistici italiani .Il sistema confindustriale ha prospettato da qualche anno a questa parte che il rilancio dei porti sia parte integrante della crescita del sistema turistico nazionale che passa anche attraverso il potenziamento, la ristrutturazione e la nascita di nuove infrastrutture” ,   nonché dal Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e dall’Assessore ai Trasporti della Regione Veneto Renato Chisso che ha ribadito come “L’attuale assetto istituzionale riserva a Regioni e Comuni la disciplina e la programmazione dei siti costieri di interesse turistico-nautico. Ogni iniziativa regolamentare dello Stato in questa materia di competenza regionale appare superflua se non addirittura controproducente ai fini del rispetto dei tempi amministrativi per la realizzazione delle infrastrutture portuali turistiche”.