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06
Lug
2007

AUTOTRASPORTO: PER CNA FITA LA DELOCALIZZAZIONE A EST SARAí UNA SCELTA OBBLIGATA

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«Via dall’Italia. Puntare ad Est per cercare collocazioni societarie che consentano di sopravvivere».

Il messaggio è stato lanciato alle imprese di Autotrasporto in occasione della firma del Protocollo preliminare con il quale il Cidap (Comitato Italiano Difesa Autotrasporto Professionale), circa 200 imprese strutturate, si è federata alla Cna Fita (Unione Nazionale Imprese di Trasporto) che rappresenta 33.000 imprese del Settore.

Secondo i Vertici del sindacato, la pressione congiunta dei costi del personale (più che tripli rispetto a quelli sopportati dalla concorrenza internazionale che opera liberamente sul territorio italiano), della fiscalità, del gasolio e dei cosiddetti costi accessori, «ha teso la corda – ha sottolineato Maurizio Longo, Responsabile Nazionale di Cna Fita – sino al punto di rottura, creando una reale ipoteca sulla vita delle imprese».

«Secondo i dati in nostro possesso – ha aggiunto Longo - più del 54% delle imprese risultano non congrue rispetto agli studi di settore decisi dal Ministero dell’Economia».

Alla sigla dell’accordo, i Presidenti delle due Organizzazioni, Franco Coppelli (Cna Fita) e Tullio Cozzi (Cidap), hanno quindi condiviso la necessità di realizzare sedi all’Est per consentire alle imprese italiane di uscire dalla morsa normativa e fiscale nazionale e di continuare ad operare individuando quei Paesi europei che offrono le migliori condizioni produttive.

“L’Autotrasporto italiano - ha sottolineato Coppelli - non è mai stato preso in seria considerazione dai Governi che si sono succeduti neanche sul versante dei traffici».

“Di qui la scelta, dolorosa ma realistica – ha affermato ancora Longo – di suggerire alle imprese di Autotrasporto di emigrare verso Est e di assistere meglio a quelle che lo hanno già fatto» .

Ovvero verso Paesi che garantiscono all’impresa costi del lavoro e condizioni di disponibilità del conducente «distanti anni luce da quelle italiane».

«Alla vigilia della presentazione in sede comunitaria del nuovo pacchetto di proposte sull’Autotrasporto professionale e in presenza comunque di un’apertura di fatto del mercato del cabotaggio nazionale (anche per carenza di controlli) a tutti gli operatori esteri, quella dell’emigrazione diventerà una scelta obbligata per gran parte dell’Autotrasporto nazionale».