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26
Nov
2009

BOLZANO,ECONOMIA A DUE VELOCITA'

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E’ forse la provincia italiana più enciclopedica: Bolzano per noi comuni italiani, Bozen per i tedeschi, Bulsan in ladino e Poazen nel sudtirolese. Resta in ogni caso la provincia autonoma situata nel “Cuore d’Europa”, collocata in maniera equidistante da Monaco quanto da Bologna. Bolzano è, per conformazione geografica, una porta verso l’Est Europa, caratterizzata da una forte autonomia legislativa ed amministrativa, che ne rappresenta le virtù, ma allo stesso tempo ne sottolinea i limiti derivanti dall’adozione di politiche economiche territoriali di non ampio respiro. Il ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ ha voluto dedicare un intero Focus di approfondimento economico, all’analisi del tessuto produttivo della provincia. Il campione rappresentativo che il ‘Centro Studi ESG89’ ha analizzato è costituito da 550 società di capitali presenti in provincia. Il 52,7% delle società hanno registrato un incremento del Valore della Produzione rispetto l’esercizio precedente. Possiamo evidenziare che nel biennio 2006-2007 la percentuale delle società che avevano registrato un incremento del fatturato era del 73,6%. Più del 20% in meno. Una forte battuta d’arresto che si differenzia fra i diversi settori prevalenti in provincia. I settori maggiormente coinvolti in questa battuta d’arresto sono stati quello dell’Edilizia e della Meccanica. Abbiamo provato, insieme a due attori della vita economica e politica della provincia ad individuare probabili cause e soluzioni a questa situazione di riorganizzazione economica.
Situazione meno grave rispetto ad altre realtà, urge però una regolamentazione comune, così riassume la situazione dell’economia nella provincia di Bolzano il Segretario Generale della CISL di Bolzano Michele Buonerba.
Anche se in generale i bilanci 2008 hanno segnato una battuta d’arresto globale, alcuni distinguo sono indispensabili Alcuni dei comparti più rappresentativi della provincia hanno resistito all’ondata di recessione che ha condizionato un po’ tutta l’economia nell’ultimo anno.
<Il comparto Meccanico – Metallurgico, ad esempio – aggiunge Buonerba - nella nostra provincia si divide sostanzialmente in due filiere: quella industriale, composta da diverse multinazionali del settore quali Acciaierie Valbruna, Wuerth e Gkn, che dipendono fondamentalmente dal settore automotive e componentistica per auto e che in linea di massima ha seguito l’andamento altalenante del settore del commercio auto. Dall’altra parte troviamo la filiera artigianale, tipica di questa provincia, che si compone di una miriade di piccolissime aziende operanti nella produzione di piccoli arredamenti di qualità, che anche se con qualche difficoltà, è riuscita a tenere il passo>.
<Il settore Alimentare – prosegue nell’analisi Buonerba - è supportato dalla presenza sul territorio di un radicato sistema cooperativo che si prefigge lo scopo di mettere insieme e curare gli interessi di diversi piccoli agricoltori che altrimenti non riuscirebbero a reggere la sfida all’internazionalizzazione dei mercati. Spetta, ad esempio, alla SudTirol Marketing la promozione dei prodotti tipici del territorio, incentivando ed organizzando manifestazioni a sostegno della filiera. Il comparto che, invece, ha subito una chiara battuta d’arresto è senza dubbio quello dell’Edilizia. L’autonomia legislativa e amministrativa, che caratterizza l’intera regione, ha portato nel tempo ad aumentare il peso dei vincoli paesaggistici. Il riferimento è indubbiamente alla scarsa presenza di aree industriali e ai limiti imposti sull’utilizzo di terreni edificabili che ha portato di conseguenza ad un aumento dei prezzi delle case che in questi anni è cresciuto a dismisura, anche in zone periferiche. Lo stesso progetto CasaClima, ideato da Norbert Lantschner ed entrato in vigore nel 2005, non è altro che un metodo di certificazione energetica degli edifici, che in origine ha permesso di elevare lo standard nel modo di costruire gli immobili, ma che a lungo andare si è rivelato un acceleratore dell’aumento del prezzo del mattone e dell’invenduto immobiliare. Bisognerebbe in questo momento applicare la certificazione di Casaclima alla ristrutturazione di vecchie abitazioni che altrimenti verranno svalutate per dare un nuovo slancio al settore dell’Edilizia. Il vero problema è comunque legato al fatto che il mercato unico europeo subisce la mancanza di regole uguali per tutti. Anche se gli Stati difficilmente sono disposti a cedere parte della propria sovranità, urge una sorta di regolamentazione generale per tutti i paesi europei. E’ improponibile ed inaccettabile “subire” le importazioni di prodotti che sono realizzati in palese mancanza di regole simili alle nostre. Si tratta di affrontare una concorrenza sleale e niente di più>.
Per il Presidente di Legacoop, Alberto Stenico bisogna ripartire dalla parte dinamica della società: i giovani.
<La prima necessità in questo momento deve essere la formazione di una classe dirigente nuova e capace, - afferma Stenico - che sappia tener conto delle reali esigenze del Paese, che abbia viaggiato e che sappia cosa vuol dire integrazione. Su un territorio piccolo e povero di manodopera come il Trentino Alto Adige, semplicemente una corretta applicazione del principio di integrazione, permetterebbe di dare un impulso nuovo all’economia regionale. A Bolzano esiste una vasta zona produttiva, contrassegnata da una marcata attività agricola che vede nelle mele, nello speck e nell’uva i suoi prodotti di punta, ma non solo, esistono anche alcune aree dedite alla filiera artigianale che si caratterizzano per la produzione di piccoli arredamenti di alta qualità. Entrambi questi distretti potrebbero trarre ulteriore giovamento da una rinvigorita mobilità sociale.
Nella crisi attuale si è parlato, inoltre, molto di credit crunch, in quanto le banche stesse hanno irrigidito gli standard di prestito, perché preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi. Gli stessi istituti quindi tirano i remi in barca, concedendo i prestiti a condizioni più rigide: aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Basilea2 ha determinato, di conseguenza, una strozzatura per le aziende sottocapitalizzate, dovuta al fatto che le società si sono spesso trovate sole nella necessità di fare fronte a transitori bisogni di liquidità.
Se però, nel contesto nazionale abbiamo assistito ad un’incalzante limitazione dell’accesso al credito per le imprese in difficoltà, nella provincia di Bolzano si registra un’inversione di tendenza, grazie alla maggiore territorializzazione degli istituti di riferimento. Il sistema creditizio territoriale, di tipo cooperativo, è caratterizzato da una profonda conoscenza del territorio: una sorta di rating spontaneo legato a principi di valutazione personali ed esclusivi. Per credere in una ripresa bisogna puntare tutto sulla centralità geografica della quale questo territorio gode. Il semplice fatto di essere nel “cuore dell’Europa” deve servire da stimolo per far ripartire un’economia che ha rallentato leggermente il passo nell’ultimo anno. La logistica che per molti territori rappresenta un limite o è vista come una degli impedimenti maggiori, qui deve essere considerata un valore aggiunto: trovarsi a poche ora di viaggio dalla Germania, dall’Austria o dall’Est Europa è assolutamente un vantaggio da sfruttare>.

* Le esclusive dal ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’
 

*Il “Centro Studi Economico e Finanziario ESG 89” analizza da oltre 15 anni i bilanci delle prime 200.000 società di capitali italiane (Spa, Srl e Cooperative) e periodicamente offre ai media italiani e internazionali tutte le curiosità e i numeri oggetto delle analisi. I dati contabili relativi alle singole imprese sono desunti da varie fonti ufficiali (camerali e bancarie) e più in particolare dai bilanci depositati presso le Camere di Commercio. Tuttavia la memorizzazione dei dati, quantunque effettuata con sistemi computerizzati, può non corrispondere al dato reale. Non tutte le imprese avente l'obbligo del deposito del bilancio d'esercizio presso la competente Camera di Commercio, sono inserite in classifica. Il “Centro Studi Economico e Finanziario ESG89” non assume alcune responsabilità per un utilizzo di quanto riportato nel presente c.stampa diverso dal mero indicativo.