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06
Nov
2008

CANONI DEMANIALI MARITTIMI: L'"OUT-OUT" AL GOVERNO. LE PROPOSTE DI ASSOMARINAS

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Elementi di criticità e proposte di riforma per la rideterminazione dei canoni demaniali  marittimi sono stati al centro del “tavolo tecnico” promosso dall’on. Michela Vittoria Brambilla  presso il Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio, a Roma ,per  battere una nuova rotta sull’intricata materia  che interessa  migliaia di strutture tra  stabilimenti balneari, campeggi , punti d’ormeggio, approdi e porti turistici.

In prima linea  a condurre questo ennesimo tentativo che dovrebbe portare ad una maggiore chiarezza normativa, ma soprattutto a ridare maggiore serenità  d’impresa alle aziende del settore,  l’Associazione Italiana Porti Turistici (Assomarinas) che insieme a Federturismo e Assobalneari chiedono un intervento decisivo al Governo perché non sia compromessa la competitività dell’intero settore.
” Siamo arrivati al dunque prima dell’importante verifica delle prenotazioni per la prossima stagione  sulla competitività del mercato turistico nazionale da parte dell’utenza e degli operatori del settore- spiega il presidente di ASSOMARINAS Roberto Perocchio- Si è trattato di un confronto vitale con  i responsabili   nazionali del Turismo per stabilire ragionevolmente una via d’uscita alla difficile situazione creatasi con la legge 296 del 2006 (Finanziaria 2007) che ha stravolto i precedenti criteri di quantificazione dei canoni demaniali provocando una miriadi di ricorsi legali che hanno paralizzato la programmazione e gli investimenti per lo sviluppo del settore”.
ASSOMARINAS,   ha  concordato sulla necessità di disancorare i canoni dai riferimenti dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare proponendo in alternativa aumenti a scaglioni che non creino anomalie di classificazione delle tipologie di opere realizzate su demanio e che vadano invece a premiare con un criterio assimilabile a quello del projet financing gli operatori che effettuino investimenti di maggiore entità finanziaria.

Tutto ciò ponendo ben chiaro il principio della non retroattività, come invece previsto dall’attuale normativa e dalla circolare dell’Agenzia del Demanio che l’ha interpretata , al fine di non rimettere in discussione ciò che vale particolarmente per i porti turistici di maggiori dimensioni , gli atti concessori poliennali basati su un piano di investimenti predefinito ed i cui contenuti erano stati a suo tempo concordati con l’Amministrazione mentre è stato più volte ribadita la necessità che le Regioni, alle quali sono  state trasferite e non delegate dallo Stato  le funzioni in materia di concessioni demaniali,   decidano  una maggiore durata della concessione da un minimo di 20 ad un massimo di 30 anni