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26
Apr
2007

CONFITARMA IL PRESIDENTE DEI GIOVANI ARMATORI MAURO RIZZO SULLA VISITA IN COREA

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Dopo poco più di un mese dalla missione in Cina, il Presidente dei Giovani Armatori, Giuseppe Mauro Rizzo, fa di nuovo tappa in Estremo oriente, nell’ambito della visita istituzionale del Presidente del Consiglio Prodi in Corea svoltasi dal 17 al 19 aprile.
Vista la recente esperienza in Cina dei giovani armatori, il Presidente Nicola Coccia, ha delegato Giuseppe Mauro Rizzo a rappresentare la Confederazione Italiana Armatori nell’ambito degli incontri con gli operatori economici coreani che hanno fatto da cornice alla visita del Presidente del Consiglio Prodi a Seoul.
A testimoniare l’importanza per lo shipping italiano delle relazioni economiche e commerciali con le più importanti realtà asiatiche è sufficiente ricordare che dal 2003 gli armatori italiani hanno ordinato ai cantieri sud-coreani 42 navi per un tonnellaggio complessivo di 2,3 milioni di tonnellate di portata lorda. Il valore di tali ordinativi è stato pari a circa 2 miliardi di dollari. 
Al rientro in Italia il Presidente dei Giovani Armatori Giuseppe Mauro Rizzo ha dichiarato che i due argomenti di maggior rilievo, per lo shipping, trattati nel corso dei colloqui hanno riguardato l’interesse dei cantieri coreani nel settore delle crociere, appannaggio dei cantieri europei, e le prospettive di future sinergie a livello bilaterale in ambito portuale e terminalistico. In merito al primo tema, il Presidente Rizzo ha tuttavia sottolineato che l’alto livello di competitività della cantieristica europea ed in particolar modo di quella italiana per gli elevati standard qualitativi rendono difficile o alquanto remoto qualsiasi tentativo di competizione da parte dei cantieri orientali.
Il Presidente Rizzo ha inoltre sottolineato il forte interesse riscontrato anche nel corso della missione coreana  da parte degli operatori dello shipping asiatici nei confronti dell’industria armatoriale del nostro paese che ha una presenza sempre più di vertice nei mercati internazionali.  A tal riguardo va senza dubbio plaudito l’impegno del governo verso l’intensificazione di relazioni con le principali realtà economiche dell’Asia.