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12
Gen
2010

ESG89 GROUP PRESENTA " ORIENT 89"

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Era perfino più esuberante di quanto finora indicato la crescita economica della gigantesca Cina, prima che l'intero sistema mondiale si impantanasse nella crisi finanziaria ed economica. Nel 2007 l'ammontare della ricchezza prodotta dal Dragone è stato pari a 25.700 miliardi di yuan, circa 3.500 miliardi di dollari, che corrisponde ad un'espansione di ben il 13 per cento rispetto all'anno precedente, secondo le revisioni statistiche ufficiali diffuse oggi da Pechino.
In precedenza per il 2007 la Cina indicava una crescita del Pil dell'11,9 per cento, mentre il valore di oggi rappresenta la performance più forte del Dragone dal 1994. Inoltre secondo gli economisti implica un risultato storico: il sorpasso della Cina sulla Germania, il cui ammontare del Pil era pari a 3.300 miliardi di dollari nel 2007 - utilizzando a riferimento una media aggiornata sul tasso di cambi - salendo al terzo posto tra le maggiori economie mondiali.
E per scalare un altro gradino, scalzando il Giappone, potrebbero bastare tre o quattro anni.
Resta invece più un miraggio l'eventuale sorpasso sugli Usa, per non parlare dei dati sul Pil procapite - quelli in cui il valore di un'economia viene diviso per l'intera popolazione: in questo caso i cinesi restano lontanissimi da qualunque paese avanzato. E gli entusiasmi nazionali per il dato 2007 rischiano di essere smorzati anche dalle necessità più immediate che l'amministrazione cinese deve affrontare: mantenere il più possibile intatta questa vigorosa crescita in un contesto di pesantissimo rallentamento globale e recessione nei paesi industrializzati che sono sbocchi chiave per il suo enorme export.
La maggior parte del miliardo e trecento milioni di cittadini che conta la Cina restano poveri e Pechino considera la crescita un fattore cruciale per combattere la povertà. Il 2008 è stato nettamente meno esplosivo del 2007: secondo le stime di economisti indipendenti la crescita del Pil ha rallentato al 9 per cento e per il 2009 non ha superato il 6 per cento.
In questo contesto il ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’, da sempre attento alle performances delle migliori società italiane, ha messo in campo una task force di professionisti e consulenti che permetterà alle Pmi di allacciare rapporti operativi con il Sud-Est Asiatico.
‘Orient89’ sarà il pacchetto di servizi operativi con base in Italia e corrispondenze nelle più importanti città dell’Area.