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30
Nov
2007

FERRANIA A RISCHIO SE NON INTERVIENE IL MINISTRO BERSANI

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Una volta bocciata definitivamente l'ipotesi della centrale Vincenzo Malacalza, capo della cordata imprenditoriale che ha rilevato Ferrania, paventa l'ipotesi di doverla liquidare qualora il Governo, nella persona del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani non intervenga prontamente.
L'auspicato intervento riguarda gli accordi di programma firmati da Malacalza (nonché dai colleghi Messina, Gambardella e Gavio), che sarebbero da rivisitare sostituendo alla centrale energetica un filone di sviluppo legato all'acciaio, con un laminatoio che porterebbe 300 posti di lavoro ed una movimentazione di oltre un milione di tonnellate di merci l'anno. La condizione per risollevare l'azienda valbormidese passerebbe anche attraverso lo sblocco dei piani a supporto dei superconduttori, compresi gli sgravi fiscali.
Per il prossimo 26 novembre è in programma una tesa assemblea degli azionisti che, posti di fronte a un buco di bilancio di ben tre milioni di euro, dovranno optare per la ricapitalizzazione ovvero per la liquidazione degli assetti Ferrania. I segretari dei sindacati confederali della Provincia di Savona si sono già mobilitati presso l'assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, invitandolo ad attivarsi presso il ministro in modo che prima di lunedì il Governo possa dare a Malacalza e soci un segnale chiaro e inequivoco.

Fonte Cna