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18
Lug
2007

FINCANTIERI IN BORSA LíOK DEL GOVERNO LA SODDISFAZIONE DELLA FIM CISL

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Si è svolto oggi l’incontro definitivo tra il comitato consultivo FIM FIOM UILM, i rappresentanti del Governo (Boccia, De Piccoli e Tonoli),  l’amministratore delegato Bono e i dirigenti di Fincantieri.
Il Governo ha deciso che l’entrata in borsa di Fincantieri è un fatto inevitabile, riconfermando il mantenimento di almeno il 51% delle azioni in mano pubblica.
Quindi non si tratterà di una privatizzazione, ma la quotazione in borsa di una parte minoritaria delle azioni, che aiuteranno a trovare le risorse necessarie per rifinanziare l’attività industriale di Fincantieri nel mercato nazione e internazionale.
La quotazione avrà come finalità quella di mantenere il controllo pubblico di Fincantieri, dato l’interesse strategico che essa riveste nel settore della cantieristica militare e civile, controllo pubblico che si intende esercitare con una quota non inferiore al 51% del capitale (accogliendo così una posizione più volte espressa unitariamente dai sindacati).
Tecnicamente l’azienda entrerà in borsa nei primi mesi del 2008, con il collocamento sul mercato MTA (Borsa Italiana) di una quota complessivamente pari al 49% della Società mediante vendita, con una prevalenza della presenza pubblica appunto.
Il Governo ha anche recepito la richiesta della FIM di portare almeno il 51% delle azioni nelle mani del Ministero del Tesoro anziché a Fintecna:  «questo è un ulteriore rafforzamento del Gruppo» – spiega Tiziano Roncone, segretario regionale FIM-CISL -  «a questo punto Fincantieri è un azienda con una sua precisa collocazione pubblica. Durante l’incontro di oggi è stata anche ripresa e confermata dal Governo, la nostra richiesta sulla non acquisizione di cantieri low cost, come del resto era già stato definito nei precedenti incontri. E’ stato anche riconfermato il piano industriale, con la posizione dell’azienda che non avanzerà nessun tipo di azione che possa  portare delle concorrenze esterne, utilizzando le alte competenze già presenti nel gruppo e nel territorio nazionale. Un piano industriale quindi che ha come obiettivo principale quello di rafforzare la cantieristica italiana». Conclude Roncone - «La valutazione è positiva, soprattutto termina questa situazione di indecisionismo, che avrebbe potuto creare seri problemi per l’azienda e per il futuro dei lavoratori.»