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06
Ott
2009

FORLI'-CESENA, SI PERDONO PEZZI D'ECONOMIA

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Forlì-Cesena, la chiamano il ‘Cuore Verde dell’Emilia Romagna’ con le sue colline, i suoi monti, il mare, le terme e l’arte. Tanta arte, con i suoi teatri, le sue cattedrali, i musei… Come va l’economia, lo sappiamo ormai tutti. I bilanci 2008 hanno segnato una battuta d’arresto globale. Ma alcuni distinguo sono necessari.<Il campione rappresentativo che il ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89’ ha analizzato – precisa il Direttore Giovanni Giorgetti – è costituito da 426 società di capitali su un totale di 700 top aziende presenti in provincia.
Il 51,6% delle società hanno registrato un incremento del Valore della Produzione rispetto l’esercizio precedente. Per comprendere la compressione della ricchezza rispetto al 2007, possiamo evidenziare che nel biennio 2006-2007 la percentuale delle società che avevano registrato un incremento del fatturato era del 68,1%. Quasi il 17% in meno.
Una forte battuta d’arresto che si differenzia fra i diversi settori prevalenti in provincia.
Sembra tenere la redditività. Nel senso che le compagini per circa il 75% hanno chiuso i propri bilanci in attivo. Nei valori assoluti, però, in contrazione.
Cresce il peso degli oneri finanziari. Era inventabile, con l’Euribor a 3m che nell’esercizio 2008 è stato duramente sotto pressione.
Sembra deteriorarsi il rapporto banca-impresa: sindacati e associazioni all'unisono chiedono al sistema bancario di essere più partecipi alle richieste degli imprenditori. Sta di fatto che interpellate anche dalla nostra redazione le due maggiori banche di riferimento del territorio, hanno declinato l'invito a commentare lo stato di crisi dell'industria locale, non fornendoci così risposte all'emergenza liquidità delle PMI provinciali.
I grandi gruppi presenti in provincia, comunque, hanno dimostrato di ‘avere le spalle larghe’.
In qualche caso si leggono contrazioni di fatturato e di redditività, ma niente di veramente straordinario. I nomi di spicco, dal Gruppo Amadori a Tecnhogym a Soilmec Spa, da Apofruit al Gruppo Trevi, da Orogel a Olitalia, da Baldinini a Infia… e così via, nel 2008 hanno tenuto. E in qualche caso hanno anche incrementato i valori.
Preoccupa la situazione negli ultimi mesi del comparto Metalmeccanico, che nel 2008 aveva tenuto. In sofferenza, poi, fra i comparti che raccolgono più società, il Commercio Auto, la Gomma-Plastica, i Trasporti, il Commercio-Prodotti alimentari. Tiene a fatica l’Agricolo>.
<Cresce l’Agroalimentare, cedono la Meccanica e la Nautica, tengono con difficoltà il Legno e la Gomma-Plastica. Così sintetizza la situazione dell’industria il Direttore di Confindustria Forlì Cesena Alberto Zambianchi. Nel periodo settembre 2008-marzo 2009 alcune industrie in provincia hanno registrato un calo del fatturato anche del 40%. Qualcosa di veramente pericoloso>.

La ‘memoria’ storica di Confindustria non ricorda un periodo così difficile.
<Il dato sull’occupazione parla poi di una perdita di 1-1,5% della forza lavoro, con la Cig in forte crescita – prosegue il direttore di Confindustria. E questo ci preoccupa molto. Per quanto riguarda poi il rapporto con il credito c’è da dire che le imprese stanno soffrendo soprattutto con gli istituti d’interesse nazionale. Quelle locali fanno quello che possono. La nostra ‘arma’ dei Confidi, comunque, ci permetterà di arginare la situazione per quanto ci è possibile. Abbiamo una struttura che raccoglie le province di Rimini, Ravenna e Ferrara, che insieme alla nostra conta oltre 1.700 industrie, anche insieme al sistema Confapi>.
Qualche industria in controtendenza?
<Sicuramente il Gruppo Amadori nell’avicolo, Technogym, Trevi nell’Edilizia e nelle calzature Baldinini>.

La ripresa?
<Avremo ancora mesi difficili e per vedere il segno ‘+’ ci sarà ancora tanto lavoro da fare. La nostra provincia ha una caratteristica: reagisce sempre con ritardo di circa 6 mesi. Quindi usciremo dal tunnel dopo la locomotiva Italia>.
Il Segretario provinciali di Forlì della Cgil non usa mezzi termini:<Siamo nel mezzo di un uragano. La crisi è ancora forte e grave è la situazione dell’occupazione. I prossimi mesi – prosegue Enzo Santolini – saranno ancora più duri perché termineranno per molti i sussidi della disoccupazione (Cig e Cig in deroga)>
Numeri impressionanti quelli che il segretario della Cgil ha voluto sottolinerare. Tutti in crescita i dati della disoccupazione nel forlivese e in provincia. La preoccupazione maggiore è rivolta al comparto metalmeccanico.
<Il sistema bancario locale inoltre – prosegue Santolini – sembra essere sordo alle richieste delle imprese. Una stretta creditizia violentissima che in provincia non si era mai registrata, al di là degli accordi e dei protocolli firmati che si rivelano essere solo di facciata. Le aziende che hanno negli anni passati deciso di investire oggi sono quelle più colpite dalla crisi finanziaria perché non riescono a far fronte agli ammortamenti con il calo del fatturato e della liquidità>.
Il segretario è comunque molto preoccupato di alcune situazioni occupazionali che stanno tenendo banco in provincia come per la Trasmital-Bonfiglioli, la Zanussi e il gruppo Ferretti.

Dello stesso tenore anche le considerazioni del Segretario della Cisl, Antonio Amoroso.
<Dobbiamo tenere alta l’attenzione sul fenomeno della disoccupazione – afferma il segreterio della Cisl – non possiamo pensare che il peggio sia alle spalle. Anzi!
Le società, soprattutto quelle medie e piccole sono ‘strangolate’ dalla mancanza di liquidità e di credito. Le banche locali stanno cercando di arginare la situazione, mentre quelle di interesse nazionale, come Banca Intesa o Unicredit stanno applicando alla lettera i criteri di Basilea 2 e le richieste di ‘rientro’ sono all’ordine del giorno.
I comparti più in difficoltà sono quelli della Metalmeccanica, della Nautica, una volta fiore all’occhiello in provincia e della Gomma. Solo l’Agroalimentare e in qualche modo il Turismo stanno reagendo con successo. Avvertiamo, invece, segnali di debolezza – conclude Amoroso – anche da società una volta solidissime. Speriamo che i mesi a venire non debbano segnare anche queste realtà. Sarebbe un vero dramma per l’economia della provincia>.

Il Presidente nazionale di Cna Impresa Donna, Paola Sansoni, imprenditrice romagnola con un’azienda di grafica a Forlì, senza mezzi termini gira la lama del coltello e attacca il sistema bancario, che anche in questo particolare momento, sta penalizzando le imprese al femminile. Per le donne imprenditrici, infatti, senza alcun motivo valido, il costo del denaro è più alto e soprattutto c’è difficoltà di accordare le linee di credito necessarie.
<Si è generata una situazione interessante – afferma Sansoni – le imprese al femminile aumentano vertiginosamente e offrono anche tanti posti di lavoro. Inizialmente era la mera cura della persona e i servizi i settori prevalenti in cui la donna meglio si muoveva; oggi, con molto orgoglio, troviamo società che operano nell’industria manifatturiera e nell’edilizia. Una svolta epocale anche per l’Italia. Le difficoltà non sono poche, ma le capacità imprenditoriali ‘rosa’, dimostrano che il futuro sarà anche donna. Le banche dovranno sicuramente fare di più – conclude Sansoni – per consentire al Sistema Donna di affermarsi e consolidarsi, senza nessun tabù>.

 (Le esclusive dal ‘Centro Studi Economico e Finanziario ESG89)