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27
Giu
2009

HOUSEBOAT HOLIDAYS ITALIA INVESTE NELLE ACQUE INTERNE DEL NORDEST

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“Il Nordest Italia, area strategica nel turismo nautico per acque interne, si prepara con nuove infrastrutture e più  qualificati servizi ad accaparrarsi il prezioso mercato delle house boat oggi  in controtendenza con la crisi europea del settore”. E’ questo l’obiettivo che dichiara l’A.D. di Marina Fiorita e di Marina Santelena   Stefano Costantini impegnato nel realizzare strutture adeguate ad accogliere nei due porti lagunari  quel flusso di diportisti internazionali che già navigano nelle acque interne europee con una flotta di oltre 1400 unità gestita dai due tra i più potenti tours operators internazionali , la T.U.I., con la Società  Le Boat,   la Locaboat.
In questo scenario la House Boat Holidays Italia , società con sedi operative a Casier (TV) e  a Porto Levante, che gestisce 32 imbarcazioni per la navigazione nel Delta del Po, nella laguna di Venezia , nella Litoranea Veneta e  nella laguna di Grado, per non parlare della navigazione del “Grande Fiume”, il Po dal mare fino a Mantova e Cremona, ha ufficialmente presentato, alla presenza degli olimpionici Daniele Scarpa e Sandra Truccolo  , a Marina Fiorita,  la sua prima, di tre nuove imbarcazioni  di questo tipo ,costruita in Italia che, tra l’altro, per le sue dotazioni strutturali , offre ai diversamente abili la possibilità di navigare in piena autonomia.        
“Puntiamo a soddisfare un mercato che nel nordest italiano ha la grande potenzialità di poter operare con circa 300 unità contro le attuali 50 in esercizio – dichiara Fausto Barone della Housboat Holidays Italia-  Per questo motivo, nei cantieri dell’area marchigiana, dove è fortissima la presenza di artigiani di grande professionalità, abbiamo iniziato la costruzione di una nuova flotta di house boat  che, se da una parte saranno in grado di  innovare la vetustità della flotta esistente in Europa  al ritmo di 60 unità l’anno, dall’altra consentiranno una navigazione sempre più sicura ed adeguata anche all’utente  sprovvisto di patente nautica”.
“ Il porticciolo di Marina Fiorita,  così come tutto l’estuario veneziano, rappresentano una meta irrinunciabile per questo tipo di turismo spesso impegnato  nella ricerca di tutte quelle risorse naturalistiche ed ambientali che  solo la laguna di Venezia può offrire coniugando ad arte e storia, con prodotti locali ,  il piacere della tavola”. 
Fiumi,  canali , lagune : un “unicum” prezioso che sta emergendo come un  serio e concreto progetto turistico che se  promosso in  Italia e all’estero come un grande valore aggiunto di tutta l’area padana, potrà polarizzare l’interesse economico di un indotto incommensurabile che spazia dalla ricettività turistica


alla tutela ambientale, all’enogastronomia, all’artigianato: in una parola, all’espressione più ampia della cultura locale.
“Per portare a regime questo particolare settore del turismo nautico – conclude Costantini - bisogna però fare di più : oltre alla promozione degli itinerari nautici-paesaggistici , bisogna puntare alla  fruibilità in tutta sicurezza delle vie navigabili (conche di navigazione efficienti e transitabili e pescaggi adeguati alle foci e lungo l’asta navigabile, dotazione di opportuna segnaletica, realizzazione  lungo i percorsi di pontili e punti d’ormeggio , di stazionamento e di ricovero, distributori di acqua e carburante ecc. ecc.) Si tratta, dunque, di valorizzare con interventi mirati  una risorsa naturale già disponibile ma spesso  praticabile in modo ancora pionieristico”.
Bisogna ricominciare a scoprire questo immenso bene con una nuova cultura sulla fruibilità dell’ambiente  che parta dall’età scolare e cresca, nel tempo, affiancandola a politiche territoriali condivise e percorribili con una continuità di azioni mirate ad integrare i valori della tradizione e della storia locale con quelli di una nuova politica relazionale con gli attori  del turismo del terzo millennio: turisti  sempre più alla ricerca della vera autenticità dei luoghi, della loro storia e della loro cultura. Si tratta cioè di individuare ed adeguatamente promuovere “corridoi culturali” dei quali proprio  le vie d’acqua interne e il territorio circostante  potrebbero rappresentare la via maestra per offrire   un vero elemento di competitività del nordest italiano nell’offerta turistica mondiale”.