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01
Mar
2007

I FIORI DI SANREMO FANNO RISPLENDERE IL FESTIVAL

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La settimana del Festival, che mette Sanremo al centro dell’attenzione in Italia e non solo, rappresenta la miglior occasione per promuovere la floricoltura, principale attività economica della provincia di Imperia, con 6.000 aziende, 20.000 addetti e 400 milioni di euro di produzione lorda vendibile.
 
Famosa in tutto il mondo per la produzione invernale, la floricoltura sanremese si distingue per le caratteristiche organolettiche che rendono unici i fiori della Riviera. Prodotti in piena terra, in una zona dalla fortissima luminosità, i fiori di Sanremo si riconoscono per profumi, colori, luminosità e durata. Solo il favorevole clima della Riviera dei Fiori garantisce queste caratteristiche, particolarmente apprezzate da chi “lavora” il fiore.
 
Anche quest’anno, ogni sera viene presentato un fiore o una accoppiata fiori/fronde (la prima sera ranuncolo/ginestra, la seconda sera margherita/anemone/calendula, la terza sera garofano/mimosa, la quarta sera il papavero, la quinta sera la rosa) che vengono abbinate alle essenze verdi tipiche (aralia, aspidistra, chamaerops, filodendro, formium, papiro, oreopanax, strelitzia, asparagus, edera, eucaliptus, grevillea, lentisco, magnolia, mirto, pittosporo, ruscus). Con questi prodotti vengono realizzati i “quadri” che ornano i palchi di platea durante le serate del Festival; i Bouquet Sanremo, realizzati da Sabrina Fregonese, di San Donà di Piave, vincitrice del Concorso Bouquet Sanremo, che si è disputato a gennaio a Sanremo durante il Festival dei Fiori; tutte le altre composizioni e realizzazioni del giorno, a cominciare dalla Sala stampa dell’Ariston.
 
Gli abbinamenti sono stati studiati dall’UCFlor/Mercato dei Fiori di Sanremo insieme all’architetto Castelli, scenografo del Festival, e al Consigliere Delegato alla Floricoltura del Comune di Sanremo, Alberto Biancheri.
 
Giovedì 1° Marzo
Tema floreale della 3a serata del Festival:
Mimosa e Garofani (link alla foto bouquet)
 
Due storici prodotti della floricoltura ligure. Già a fine ?800, mimose e garofani, imballati in ceste di canna, viaggiavano durante l’inverno verso le capitali del Nord Europa. Ancora oggi rappresentano buona parte della produzione della Riviera dei Fiori e sono i testimoni ideali della tradizione floricola.
 
Mimosa

 
Generalità

Un fiore vivace, forte, dal giallo intenso che rispecchia perfettamente in tutta la sua luminosità i colori del paesaggio ligure e la mitezza del clima rivierasco.
E’ una delle coltivazioni più caratteristiche della produzione di Sanremo, e lo è quasi fin dalla nascita della floricoltura nel distretto sanremese. La coltivazione della mimosa si è diffusa nelle vallate della Riviera Ligure di Ponente, già nei primi decenni del Novecento, proveniente dalla vicina Costa Azzurra: ancora oggi, la mimosa caratterizza questo angolo del Mediterraneo, dove ha trovato un ambiente ideale.
E’ il simbolo della primavera, della bella stagione per eccellenza, pur essendo un fiore tipicamente invernale.
 
Descrizione

In genere le specie coltivate hanno portamento arbustivo o di piccoli alberi, e raggiungono un’altezza variabile tra i 5 e gli 8 metri: alcune piante di A. dealbata possono toccare punte di 15 metri di altezza e oltre.
Le specie coltivate appartengono al genere acacia. Esistono circa 450 specie riconducibili al genere acacia, di cui 350 originarie delle regioni dell’Oceania, in particolare Australia e Tasmania, le altre da Asia, Africa e America. Alcune specie introdotte in Italia nei secoli scorsi sono ormai naturalizzate.
 
Commercializzazione

La produzione di mimosa, che interessa tutto il Ponente Ligure, con particolare riferimento alle valli Nervia, Crosia e Argentina, si estende su una superficie totale di circa 430 ettari. In provincia di Imperia ci sono oltre 1.600 aziende coltivatrici di mimosa: la produzione annua nel Ponente ligure si aggira sui 36.000 quintali, pari a circa il 95% dell’intera produzione nazionale, con una PLV stimata per il 2003 di circa 13 milioni di euro. La mimosa viene esportata in molti Paesi europei ed extraeuropei: Germania, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Austria. Grandi quantitativi di mimosa vengono acquistati anche dall’Olanda.
 
Curiosità

E’ un fiore elegante che sa trasmettere sensazioni di libertà, gioia di vivere e un senso di freschezza oltre che di forza. Per queste sue caratteristiche è stato preso a simbolo dell’universo femminile, in quanto nella sua semplicità non nasconde elementi di vigore e vitalità. Se la giornata dedicata alla donna, l’8 marzo, rappresenta la festa della forza femminile, il fiore preso a simbolo di questa forza non poteva che essere la mimosa. 
 
Garofano

 
Descrizione

Pianta con steli allungati di consistenza semilegnosa, internodi raccorciati ed andamento semiprostrato. Dai nodi si dipartono foglie strette, appuntite, sessili, cerose, di colore grigiastro. I fiori, con calici gamosepali e petali numerosi aventi lembi molto viscosi, arrotondati e a volte frastagliati. Esiste di molti colori, bianco, giallo, arancio, rosa, lilla, viola, ciclamino, oltre ai tipi screziati o bicolori.
 
Generalità

Storicamente è uno dei fiori più importanti nella floricoltura sanremese: fino agli anni ?70 rappresentava da solo oltre metà della produzione locale. Negli ultimi vent’anni, per motivi diversi (principalmente la concorrenza da altri Pesi, ma anche un cambiamento nelle mode e nei gusti dei consumatori) ha conosciuto un deciso calo.
 
Commercializzazione

La superficie coltivata in provincia di Imperia negli anni è passata da oltre 350 ettari nel 1984 a circa 60 ettari nel 2005. Resta comunque uno dei prodotti “top” del mercato sanremese, ed è tra i primi venti fiori più commercializzati sulle aste olandesi. I principali mercati restano quelli tradizionali, Germania in testa.
Da notare come, in provincia di Imperia, siano ancora presenti alcuni tra i più importanti ibridatori di varietà a livello mondiale: i garofani creati a Sanremo vengono poi coltivati nel sud Italia, in Kenya, in Colombia e in Ecuador.
 
Curiosità

Il nome del fiore deriva dal greco e significa “fiore di Zeus”. Greci e romani però non apprezzavano la delicata bellezza del garofano e non lo coltivavano. Lo fanno per primi gli arabi, che estraggono essenze pregiate da calice e petali. L’uso di coltivare garofani giunge in Europa solo al tempo delle crociate. A partire dalla fine dell’Ottocento i vivai di Provenza e Costa Azzurra da un lato, Toscana e Liguria dall’altro, sono in competizione tra loro per produrre i garofani più belli e richiesti sul mercato.
Numerosi sono i significati attribuiti a questo fiore nel corso dei secoli. La mitologia lega il garofano alla Dea della caccia, Diana: si tramanda infatti che un giovane pastore follemente innamorato sia stato prima sedotto e poi crudelmente abbandonato. Dalle lacrime versate del giovane che morì per la passione si narra nacquero bellissimi fiori, i garofani.
Nella stessa direzione va anche la tradizione cristiana, secondo la quale dalle lacrime di Maria, addolorata ai piedi della croce del Cristo, nacquero dei garofani.
Nel linguaggio dei fiori il significato del Garofano varia a seconda colore dello stesso: rosso=amore passionale e impetuoso, bianco=fedeltà, giallo=sdegno.