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10
Set
2007

IL PRESIDENTE DI CONFITARMA AL CONVEGNO SULL'ECONOMIA DEL MARE DELL' ACB GROUP

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ACBGroup è il primo ed unico network  italiano di professionisti composto da dottori commercialisti, legali, docenti universitari ed esperti aziendali che hanno   unito , da alcuni anni,  la loro esperienza e le distinte competenze, per dar vita al primo modello integrato di assistenza professionale, capace di  supportare imprese ed   organizzazioni complesse nel loro percorso di crescita.  ACB Group  si avvale di una squadra di 800 professionisti operanti in oltre 50 studi associati.
Ogni anno ACB Group individua un tema di particolare rilievo economico per lo sviluppo del Paese e vi dedica una giornata di studio e confronto ad altissimo livello.
Ed è così che venerdì 14 settembre 2007  ACB (in occasione della annuale Convention  organizzata dallo Studio Degrassi Socio ACBG di Trieste) terrà a  Trieste  il convegno “ECONOMIA DEL MARE. Gli operatori e i professionisti a confronto”, in programma dalle 9.00 alle 18.00 al   Porto Vecchio – Molo IV Nuova Stazione Passeggeri.
A far gli onori di casa saranno il sindaco della città giuliana, Roberto Di Piazza, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, il presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat e il presidente della Camera di Commercio, Antonio Paletti.
Articolato in tre sezioni tematiche: Prospettive internazionali e nazionali,  Autostrade del mare  e   Logistica ,  Turismo e nautica, il mare nei grandi eventi sportivi e mediatici,   il convegno vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti del settore, esponenti delle istituzioni, accademici e studiosi, oltre che di tutti i soci di ACB Group, a rappresentanza dei maggiori studi commercialisti d’Italia.

Tra gli altri, interverranno i presidenti di Confitarma, Nicola Coccia,  Assoporti, Francesco Nerli,  Fincantieri, Corrado Antonini, Italia Marittima, Pierluigi Maneschi;   i presidenti delle Autorità Portuali di Venezia, Giancarlo Zacchello,  Genova, Giovanni Novi e Trieste, Claudio Boniciolli; il presidente del Consiglio di Gestione di ACB, Franco Asquini, i professori Luigi Guatri e Victor Uckmar,   di ACB Group.
Il respiro internazionale sarà garantito dai contributi che porteranno Rita Barberà, sindaco di Valencia e Roberto Calcagno, ministro delle Infrastrutture, Ambiente e Urbanistica del Principato di Monaco.
I lavori saranno chiusi dal vice ministro dei Trasporti (con delega al settore Marittimo) Cesare De Piccoli. 
Nell’Unione Europea il settore del trasporto, nel suo complesso, contribuisce a generare più del 10% del PIL e impiega più di 10 milioni di persone.
Il trasporto delle merci nell’Unione vede la seguente ripartizione: su strada 44%, via mare 41%, ferroviario 8%, su acque interne 4%, altro 3%.
Mentre il settore passeggeri riflette la seguente ripartizione: strada 79%, ferroviario 6%, aereo 5%, altro 10%.


Lo scenario delineato dalla Commissione della Comunità Europea prevede al 2010, con la crescita economica, incrementi di mobilità di merci e di persone che genereranno variazioni stimate nell’ordine del 38% per le merci e del 24% per i passeggeri. Il traffico delle merci pesanti potrebbe addirittura aumentare del 50%.
Davanti allo scenario appena delineato - tenuto presente che nell’ambito della politica dello sviluppo sostenibile ed ai fini della sua concreta attuazione il Consiglio Europeo ritiene condizione essenziale per attuare tale politica il superamento del legame fra crescita economica e crescita della domanda di trasporto - la Commissione ha elaborato la propria proposta.
Tale proposta parte dalla constatazione del disequilibrio esistente nella fruizione fra le diverse modalità di trasporto e segnatamente lo sbilancio in favore della modalità del trasporto su strada. Nella logica e nell’ambito di una politica di sviluppo sostenibile bisogna tener presente che il trasporto nel suo complesso è ritenuto responsabile del 28% delle emissioni totali di CO2, il gas responsabile dell’effetto serra.
Il trasporto su strada contribuisce da solo per oltre l’80% delle emissioni generate dal sistema dei trasporti.
La Commissione ha optato per l’implementazione di una serie di misure (60 per l’esattezza) riconducibili a tre ampi ambiti di intervento e precisamente: interventi in ambiti tariffari, incentivazione di modi di trasporto alternativi a quello su strada, investimenti mirati sulle reti di trasporto trans-europee.
Con il secondo punto ci si avvicina sensibilmente agli argomenti che verranno trattati a Trieste.
La politica comunitaria prevede nella logica di riequilibrio dei traffici fra le varie modalità la rivalutazione del traffico marittimo. La rivalutazione del traffico marittimo fra porti comunitari, ma anche fra porti di uno stesso stato membro, avviene mediante lo sviluppo delle Autostrade del mare.
Tali Autostrade devono essere pertanto considerate delle infrastrutture al pari delle autostrade e delle ferrovie.
Per quanto attiene il nostro Paese esistono due Autostrade naturali che lo percorrono in tutta la sua lunghezza da sud a nord, costituite rispettivamente dal Mar Tirreno e dal Mare Adriatico.
Per comprendere le potenzialità di sviluppo del traffico sulle autostrade del mare pare opportuno considerare alcuni dati quantitativi.
E’ stato stimato che nel 2010 il trasporto di merci in Italia supererà i 2 miliardi di tonnellate.
I dati del trasporto su strada sono ancora più drammatici di quelli visti in ambito comunitario.
In effetti, in Italia circa il 66% delle merci viaggi su gomma mentre l’87% dei passeggeri viaggi in automobile.

Il traffico di cabotaggio dei prodotti minerali, petroliferi, dei cereali e in genere delle altre “rinfuse” è una realtà importante e consistente nel nostro Paese, addirittura in grado di reggere il confronto con la gomma. Purtroppo il ragionamento non è estensibile alle merci di carico generale. Si stima infatti che dei 60 milioni di tonnellate trasportate su distanze superiori ai 500 km solo il 4% , cioè 2,4 milioni di tonnellate, viaggia per mare.
Uno studio condotto dal CETENA in collaborazione con Cofir ha evidenziato che sarebbe idoneo ed altresì effettivamente dirottabile per il trasporto su nave ro-ro un quantitativo di circa 6 milioni di tonnellate. Ciò equivale a diminuire il traffico stradale sulle percorrenze superiori ai 500 km di circa 240.000 mezzi pesanti in un anno.
Ai fini di comprendere le potenzialità del cabotaggio marino e delle autostrade del mare in particolare, il CETENA ha altresì elaborato modelli matematici di previsione dello sviluppo della domanda di trasporto all’anno 2010 fondati sostanzialmente sullo sviluppo previsto del PIL a livello nazionale, a livello comunitario nonché nelle altre aree geografiche con cui il nostro Paese mantiene intense relazioni commerciali.
Le elaborazioni fatte portano a stimare un aumento della domanda di trasporto di circa il 40% nell’anno 2010. In termini assoluti l’incremento previsto è rilevante in quanto il traffico merci complessivo passerebbe, nel territorio nazionale, da 1,35 miliardi di tonnellate a oltre 2 miliardi di tonnellate.
Di questi 2 miliardi di tonnellate dovrebbe poter essere effettivamente dirottato su navi ro-ro un volume compreso fra i 10 e i 12 milioni di tonnellate.
Ottenere tali risultati comporterebbe la sottrazione di circa 600.000 veicoli pesanti dal traffico stradale all’anno, con una riduzione conseguente del traffico nelle zone più congestionate delle direttrici nord-sud pari al 25%.

Di tutto ciò si parlerà il 14 settembre a Trieste.