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22
Giu
2008

LA CAMERA DI COMMERCIO DI GENOVA POTENZIA LE NUOVE IMPRESE

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A Palazzo Tobia Pallavicino, il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone e i vertici di Ascom, Confartigianato, Coldiretti, Confcooperative, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA), Confesercenti, Confindustria e Lega Coop hanno firmato il protocollo d’intesa sullo sviluppo e il potenziamento delle nuove imprese.
L’obiettivo del protocollo è quello di mettere a sistema conoscenze, strumenti e risorse dei partner, in un’ottica di sussidiarietà, per facilitare sia la creazione sia la continuità di impresa.
“Grazie alla firma di questo protocollo si crea per la prima volta un vero sistema di integrazione tra la Camera di Commercio e le associazioni di categoria sul tema della creazione d’impresa” è il commento del presidente Paolo Odone . “Favorire la creazione e lo sviluppo di nuove imprese è una delle priorità della Camera di Commercio, ma tutti sappiamo che sono molte le criticità che gli aspiranti imprenditori devono affrontare, criticità che spesso diventano insormontabili e determinano la chiusura entro i primi due anni di vita dell’impresa”
Per combattere questo fenomeno sono molte le iniziative sul tappeto, sia nel mondo camerale che in quello delle associazioni di categoria: il Centro Ligure Produttività,
Agenzia per la formazione della Camera di Commercio, si è appena aggiudicato partecipando a un bando della Provincia il servizio di tutoraggio per l’accompagnamento alla creazione d’impresa. Contemporaneamente, gli enti di formazione delle associazioni di categoria - raggruppati in ATI - hanno acquisito rispondendo ad un altro bando provinciale la realizzazione di un catalogo di servizi specialistici a supporto di nuove imprese o imprese neo nate. Tutti questi servizi sono in fase di avvio già dal prossimo mese di giugno
Oltre al tema della creazione d’impresa, il protocollo siglato oggi alla Camera di Commercio affronta anche quello del ricambio generazionale: sono molte infatti le piccole e piccolissime imprese che rischiano di chiudere perché il percorso di cessione dell’azienda è troppo difficoltoso e oneroso.