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31
Ott
2009

LE MATERIE PRIME NEL FUTURO DELL'ECONOMIA GLOBALE. L'OTTIMISMO DEI GIOVANI ARMATORI

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Si è svolto a Capri il seminario organizzato dal Gruppo Giovani Armatori di Confitarma sul tema: “Il ruolo delle materie prime nel futuro dell’economia globale. Qual è il valore della domanda? Componente reale e componente artificiale”, al quale hanno partecipato autorevoli rappresentanti di industrie di estrazione, trasformazione e utilizzo, istituti finanziari e del mondo dei media, con interventi coordinati da Giuseppe Mauro Rizzo, Presidente del GGA.
Nel corso della mattinata è intervenuta Federica Guidi, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria.
Antonio Cesarano, responsabile market strategy MPS Capital Services, ha analizzato gli aspetti legati alla domanda di materie prime in questa fase di timida ripresa dei mercati osservando come il peso della componente finanziaria sia ancora molto rilevante. Ciò è dovuto soprattutto al crescente ruolo occupato dai fondi sovrani e di governi di paesi, come Cina e Singapore che hanno accumulato negli anni un’ingente liquidità e che hanno trovato nelle materie prime la più sicura forma di protezione del capitale accumulato grazie ai minori rischi connessi a fenomeni inflattivi e di svalutazione del dollaro americano che caratterizzano tale mercato.
Fabrizio Rinaldi, head of market strategy & derivatives Edison Trading SpA, ha rivolto la sua attenzione all’offerta di materie prime e, riguardo a quelle energetiche ha rilevato che oggi si sottovaluta il peso rilevante dell’OPEC nel determinare l’andamento dei prezzi del petrolio che, secondo le analisi di Edison, sono ancora troppo elevati per favorire una reale ripresa. Inoltre, i principali paesi produttori di tale risorsa sono caratterizzati da una forte instabilità politica. Più in generale il settore petrolifero ha vissuto un periodo di scarsi investimenti in tecnologia. Il mercato del gas naturale appare più stabile proprio per via della minor capacità di incidere dei paesi mediorientali. Secondo Rinaldi il problema energetico viene sottovalutato dai governi seppure non  preveda un forte rialzo dei prezzi del petrolio non prima del 2011.
Andrea Bussinello, titolare della compagnia petrolifera BPP Spa, intervenuto in teleconferenza per imprevisti impegni di lavoro, rispondendo alle domande di Giuseppe Mauro Rizzo sul mercato del petrolio nel nostro Paese, che , pur ritenendo che la leva finanziaria nel settore dei prodotti petroliferi è ancora molto forte, ha attribuito il calo delle quotazioni rispetto all’anno passato principalmente alla contrazione dei consumi. Inoltre, Bussinello ha evidenziato l’arretratezza della logistica del petrolio in Italia messa in luce dal crescente ricorso a prodotti provenienti da mercati lontani e dal conseguente aumento dei volumi medi in entrata.
L’analisi di Paolo Guida, responsabile retail research ufficio studi Intesa-San Paolo, sulla base dello studio dei fondamentali delle materie prime quale primo elemento per valutare il mercato, ha evidenziato che la componente speculativa è importante ma non determinante sull’andamento dei prezzi ed è semmai causa di una maggiore volatilità. In tale ottica, crescerà la presenza dei fondi sovrani ma non la loro capacità di influenzare il mercato sia per le crescenti regolamentazioni che per le finalità non speculative dei loro investimenti. La prevalenza del dollaro quale valuta di riferimento nelle transazioni di materie prime lascia prevedere rischi di rialzo dei prezzi fra sei, dodici mesi. E’ quindi possibile un forte rialzo dell’inflazione ovviamente abbinato ad un forte rialzo del prezzo di materie prime.


Sissi Bellomo, giornalista della redazione materie prime de “Il Sole 24 Ore”, invitata da Giuseppe Mauro Rizzo a commentare ed integrare le due visioni emerse, quella che vede la finanza giocare un ruolo ancora rilevante, e quella che guarda più ai fondamentali del mercato delle commodities, ha affermato che le quotazioni del prezzo del petrolio sono senz’altro suscettibili di influenza di soggetti “non commercial” e di istituzioni finanziarie mentre quelle di altre materie prime, come ad esempio il rame sceso dai recenti valori record, appaiono maggiormente legati alla domanda reale. Inoltre, ha confermato l’importanza dei fondi sovrani nel settore commodities, ritenendo più in generale che il sostanziale equilibrio riscontrabile tra chi investe sul rialzo dei prezzi delle materie prime, la prevalenza, e chi investe su un loro ribasso sia da interpretare come ulteriore segnale positivo di una ancor tiepida ripresa economica.
Federica Guidi, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, intervenuta nella parte centrale del convegno, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Gruppo Giovani Armatori. Nel suo discorso, il Presidente dei giovani industriali ha ricordato che la crisi dell’ultimo anno, prima finanziaria e poi economica, non ha interessato in maniera uniforme tutto il mondo: paesi come Cina ed India, ad esempio, hanno continuato a crescere. Tali realtà rappresentano certamente una grande opportunità per le imprese italiane ma possono nascondere anche elementi di rischio soprattutto la Cina dove le imprese sono sostenute in maniera forte da aiuti governativi. Da questo presupposto, i giovani imprenditori hanno deciso di guardare alle opportunità offerte dall’Africa, dal Medio Oriente e dal Mediterraneo, quelle aree cioè che per vicinanza geografica e prospettive di crescita costituiscono un orizzonte più avvicinabile per le imprese italiane, specie quelle del Mezzogiorno, che più delle altre hanno bisogno di crescere.
Giuseppe Mauro Rizzo, alla luce delle analisi svolte dai relatori nei loro autorevoli interventi, ha quindi provato ad immaginare lo scenario futuro per le imprese di trasporto marittimo, molto spesso caratterizzate da una gestione familiare come gran parte delle aziende del nostro Paese, che da sempre per la loro attività sono strettamente legate all’andamento delle materie prime. “le imprese armatoriali italiane – ha affermato il Presidente del GGA - devono saper reagire con lucidità e serenità agli sbalzi dei mercati, anche i più duri, perché il loro orizzonte è comunque di lungo periodo ed abbraccia più generazioni. Questo approccio ha aggiunto deve valere anche nei periodi di espansione dei mercati dei quali bisogna sapere cogliere il momentum per ripartire e saper cogliere il meglio dalla ripresa economica”. Il messaggio che il Presidente dei Giovani Armatori ha voluto trasmettere al settore è quello di guardare al futuro con fiducia e ottimismo e di trarre insegnamento da quanto accaduto negli ultimi mesi. “Non bisogna farsi condizionare dall’onda emozionale generata dalla forte volatilità dei mercati dell’era moderna, guardando invece al lungo periodo nell’ottica di un mondo in chiara crescita che non può prescindere dal trasporto globale”.