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02
Feb
2009

L'INTERNATIONAL PROPELLER CLUB PORT OF VENICE DENUNCIA LA LATITANZA DELLA POLITICA DAL PORTO

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Per dare continuità alle complesse tematiche affrontate da quel grande evento, il Sea Trade Med, che per tre giorni ha riportato il cruising e il porto passeggeri della Città di San Marco al centro dell’interesse di armatori, agenti di viaggio e tour operators di tutto il mondo, oggi l’International Propeller Club Port of Venice invita politici ed amministratori   a  “far  quadrato” per contrastare gli effetti negativi della crisi economica che potrebbe penalizzare anche questo importante settore del turismo. “ Ancora una volta, pur a fronte di un tema così importante per la città che riguarda un introito di 180 milioni di Euro sul territorio , cioè il 10% del valore complessivo di tutto il sistema turistico che approda in laguna – commenta il presidente del Propeller Massimo Bernardo -  gli amministratori di questa città e della nostra Regione, hanno accuratamente dribblato l’invito che il Propeller  aveva loro esteso, probabilmente  illudendosi, ancora una volta, che questa classe politica, finalmente senza arroganza ma con grande umiltà, volesse ascoltare la voce dei tecnici, degli operatori e degli amministratori del terminal crocieristico.
Gli amministratori del Terminal così come la settantina di operatori associati nel Club si aspettavano da questo meeting  quel contributo che  appoggiasse ed esaltasse la moderna progettualità e l’assicurazione, allo stesso tempo,  sulla possibilità di poter continuare i transiti di navi da crociera  e Ro-Pax (traghetti per rotabili e passeggeri) dalla bocca di Lido, per il canal della Giudecca fino a Marittima San Basilio e, altro ancora,  a  tutti già ben noto”.

Un’altra occasione perduta, dunque per conoscere ed affrontare i problemi veri che ogni giorno incontrano gli armatori e i loro rappresentanti, i crocieristi e i  passeggeri dei traghetti  in transito ma anche quella vastissima gamma di servizi che gravitano all’esterno del porto su questo particolare tipo di traffico e che sono direttamente collegati allo sviluppo economico turistico della città e delle sue isole.
Detto questo appare evidente come l’importanza strategica di questo settore sia stata invece assolutamente sottovalutata da coloro che, nei loro singoli ruoli istituzionali, dovrebbero, di fatto, poter rappresentare, ovunque, la portualità turistica cittadina  come uno dei maggiori punti di forza della sua economia , agevolandone lo sviluppo con la creazione di nuove opportunità sia amministrative che tecniche-infastrutturali.
“Venezia Terminal Passeggeri, fin dalla sua costituzione, anticipando, proprio per la sua struttura societaria , all’epoca avveniristica, altre analoghe realtà italiane – ha sostenuto il presidente del Terminal avv.Sandro Trevisanato - ha già fatto scuola nel  Mediterraneo,  in un mare  che, alla luce dell’attuale crisi economica mondiale, dovrà probabilmente rivedere i suoi programmi  e le sue prospettive, così come le stesse compagnie che lo navigano e gli stessi servizi portuali di ogni singolo porto, poiché, alla luce di questa crisi , la vera sfida si gioca sulla competitività e sulla qualità dei servizi offerti sia alla nave che ai passeggeri”.
Cosa si sta facendo, dunque, in questo contesto nel Porto Passeggeri di Venezia? Quali sono i suoi limiti fisici ed immateriali ma anche quali le sue prospettive di sviluppo , se teniamo conto non solo della sua strategica posizione geografica ma di quell’inscindibile binomio con l’aereoporto Marco polo che esprime nel fly and cruise, soprattutto per i suoi effetti indotti, una chance vincente rispetto ad altri porti del Mediterraneo?

Queste le pressanti domande dei diretti protagonisti del “business & cruising” veneziano, operatori che debbono fin d’ora predisporre programmi e strategie per affrontare una “stagione” che si presenta a dir poco complessa anche se prestigiose compagnie come la Costa, la MSC, la Royal Carribean , annunciano addirittura incrementi di passeggeri e di toccate nave sul Mediterraneo e su Venezia in particolare. Da qui l’esigenza di pensare a nuove strutture in Laguna, meglio, nella sua immediata terraferma come spiega l’A.D. di VTP Roberto Perocchio.
“Una singola mega nave classe Genesis della Royal Caribbean della lunghezza di  360 mt.  può movimentare 10.000 passeggeri per toccata (imbarco e sbarco) e potrebbe sviluppare, nell'arco dell'anno, in considerazione anche del prolungamento della stagione  con le crociere invernali nel Mediterraneo, fino a 44 toccate, equivalenti a 440.000 passeggeri. “Moltiplichiamo questo dato per 200,00 € circa   (n.d.r.  importo che ogni permanenza di passeggero nell'area veneziana può generare come indotto economico sul territorio) ed otteniamo 88 milioni di euro per singola nave; moltiplichiamo questo dato per 4 navi che possano utilizzare regolarmente quella banchina da realizzare  in cassa di colmata A di Porto Marghera ed otteniamo 352 milioni di ricaduta economica annuale sul territorio, dato questo che giustifica ampiamente l'investimento di circa 100 milioni richiesto dal nuovo terminal”.
Tesi questa condivisa anche dalla locale Capitaneria di Porto, come dichiarato dal Com. Pietrocola, che a sostegno del progetto ricorda che non esiste altra ubicazione avente caratteristiche così ottimali da consentire a Venezia di mantenersi ai vertici mondiali della crocieristica proponendosi come un autentico gate europeo che non potrebbe essere surclassato in raggiungibilità e comodità di connessioni da altri potenziali homeports competitors come Atene od Istambul.
“Ma il primo “vero investimento” individuato dal Propeller- sintetizza il Presidente Massimo Bernardo -  è quello di poter generare tra operatori ed amministratori  una vera e propria massa critica, cioè un virtuale ponte  tra i vertici della Venezia Terminal Passeggeri e gli  operatori-utenti del  Porto  per agevolare ed avviare un dialogo sempre più stretto, che porti a scelte comuni, concordate e condivise anche con gli altri soggetti istituzionali con specifiche competenze in materia, nell’esclusivo interesse della crescita e dell’appetibilità del Terminal, patrimonio comune di tutta la Città, della Regione e di quel mediterraneo orientale oggi indiscussa ricchezza della stessa Comunità europea”.