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28
Dic
2006

MARITTIMO: LIVELLO DI GUARDIA PER IL PORTO CALABRESE DI GIOIA TAURO

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PORTO GIOIA TAURO"Un hub non è un normale porto, nel mercato internazionale dei traffici container è considerato alla stregua di un servizio pubblico che deve comunque essere operativo e funzionale. Pena la sua cancellazione dagli itinerari dei grandi vettori marittimi che gestiscono i traffici containerizzati e che purtroppo in più di una occasione hanno dimostrato quanto rapide, traumatiche e talora ultimative possano essere le loro decisioni di spostare traffici, navi e containers da un porto hub all'altro. Queso è il rischio che corre Gioia Tauro".

I vertici della Medcenter Container Terminal (MCT) sono intervenuti ieri evidenziando la soglia di pericolo oltre la quale il porto calabrese rischia di transitare in tempi brevissimi, se il blocco operativo imposto prima da uno sciopero proclamato dal sindacato Ugl quindi da una agitazione di 48 ore decisa dal sindacato Sult, sino a ieri non presente sulle banchine dei porti italiani e improvvisamente presentatosi con 48 ore di sciopero proclamate nel solo porto di Gioia Tauro. Sciopero finalizzato a porre nuovamente in discussione l'accordo per il contratto integrativo aziendale siglato nel novembre scorso da MCT con i sindacati confederali Cgil- Cisl e Uil.

Alcuni grandi operatori, prima fra tutti Maersk SeaLand hanno deciso di dirottare altrove dal 30 al 50% del loro traffico, che era posizionato su Gioia Tauro.

MCT ha anche precisato come tutti i lavoratori del terminal siano impiegati sulla base e nel rispetto del contratto nazionale di lavoro, e come oltre il 25% del loro salario derivi proprio dal contratto integrativo aziendale. Contratto che _ alla luce delle rilevazioni statistiche _ non può essere certo imputato per pesanti straordinari che per il personale di banchina, hanno inciso per sole 11 ore nel corso di tutto il 2005 e di 3,4 ore fra gennaio e ottobre 2006.
E ciò a fronte di un orario di lavoro di 36 ore settimanali.