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27
Feb
2007

NASCE UN NUOVO STRUMENTO ITALIANO: LA PIATTAFORMA TECNOLOGICA PER LA REVERSE LOGISTICS

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* Logistica, impresa, industria e ricerca insieme per l'individuazione di soluzioni tecnologicamente innovative da applicare tanto in fase iniziale di progettazione quanto in fase finale di recupero dei prodotti elettrici ed elettronici.

* Dalla REverse LOgistics la chiave per una nuova compatibilità ambientale.

E’ con questa mission che è stata costituita a Roma l’Associazione RELOADER - REverse LOgistics And Development of Environment Research - ONLUS, in linea con l’applicazione delle Direttive comunitarie 2002/95/CE ROHS e 2002/96/CE RAEE sul recupero, trattamento e smaltimento dei Rifiuti provenienti dagli Apparecchi Elettrici ed Elettronici giunti a conclusione del ciclo di vita.

La domanda crescente di soluzioni eco-compatibili, che trovino nel binomio industria-logistica la chiave per risolvere problemi di salvaguardia ambientale sempre più cogenti, ha portato alla ribalta una tematica comune a tutte le società industrializzate:  quella relativa alla «fine vita» dei prodotti industriali. Ed è proprio da un approccio interdisciplinare, industriale e logistico, che si stanno profilando, spesso a singolo livello aziendale, piuttosto che negli auspicabili termini di progettazione e pianificazione generale, soluzioni di «reverse logistics», ovvero di logistica, progettata ed applicata già in fase di produzione, per il recupero, lo smaltimento e il riuso delle apparecchiature ricondizionate e dei relativi singoli componenti. L'Associazione opera mediante una piattaforma tecnologica Web based e si propone di affrontare approfonditamente queste problematiche, individuando percorsi per uno sviluppo sostenibile e promuovendo l’innovazione tecnologica di sistemi attraverso la ricerca scientifica e industriale e l’analisi economica, per consentire un efficace sviluppo della Reverse Logistics, nazionale ed europea.

«Dal punto di vista di un produttore – sottolinea Domenico Iuliano, Direttore dello Stabilimento della Whirlpool Europe di Napoli - il ritiro e lo smaltimento dei prodotti commercializzati e giunti a fine vita, nel contesto attuale, si distinguono come un costo aggiuntivo. Sono tuttavia convinto che la razionalizzazione e la messa a sistema dei diversi processi richiesti, possa trasformare questo costo addirittura in un ritorno economico, per l’impresa di produzione come per quella di distribuzione. In questa ottica, lo stabilimento della Whirlpool Europe che dirigo è il capofila, con la partnership dell’Università Federico II di Napoli, la SGL Logistica e la Magsistem, di un progetto per il ritiro ed il recupero degli elettrodomestici bianchi, approvato dal MIUR nell’ambito dei GPS (Grandi Progetti Strategici), che è in fase di avvio».

«In effetti anche i mutamenti normativi in atto, frutto di una rinnovata sensibilità ambientale che oggi riguarda l’intero mondo della produzione industriale – ha aggiunto Maurizio Longo, responsabile nazionale di CNA-FITA – sembrano schiudere un mercato della logistica e del trasporto del tutto nuovo. Si tratta di una vera e propria sfida che coinvolge in modo corale il mondo della produzione industriale e quello della logistica e che per l’autotrasporto potrebbe tradursi in una razionalizzazione nell’impiego dei mezzi e in una sensibile riduzione dei viaggi a vuoto».

Fra gli obiettivi dell’Associazione figurano la diffusione e lo scambio delle conoscenze in materia, la divulgazione delle «best practice» in uso in Europa e nel mondo, lo sviluppo di una maggiore sensibilità nell’ambiente imprenditoriale, economico ed istituzionale e, in ultima istanza, la formazione di una cultura del recupero nel rispetto dell’ambiente.

L’Associazione si avvale del contributo di conoscenza di un Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ma anche delle competenze dei Soci, tra cui importanti aziende del mondo produttivo, dei trasporti e dei servizi, Università e Associazioni di categoria.

Tra le iniziative destinate alla presentazione dell’Associazione è in programma un Convegno, che si svolgerà a Roma presso la sede di Unioncamere il 29 marzo 2007, nel corso del quale troverà largo spazio un confronto sulla Vision al 2020 in materia di logistica diretta e inversa, di progettazione industriale (Design for Environment), di tecnologie di impianti e trattamenti, e verrà illustrato in anteprima un progetto sperimentale di Reverse logistics in fase di avvio.