Stampa
05
Dic
2007

OTO MELARA PUNTA SULL' INNOVAZIONE ED AUMENTA I FONDI PER IL CENTRO DI RICERCA STEFANINI

Pin It

Innovazione, questa la "ricetta" che Oto Melara si è prescritta per continuare a giocare da protagonista nell'industria della difesa, campo che riserva amare sorprese a coloro che pensano di poter mettere in secondo piano ricerca e sviluppo. A tal fine l'azienda spezzina, a due soli anni dalla costituzione del centro d'eccellenza intitolato a Gustavo Stefanini (avvenuta nel 2005 durante le celebrazioni del centenario) ha già deciso di ampliarne competenze e attività, perseguendo una sempre più stretta collaborazione col mondo della ricerca e dell'università.
Ed è proprio dalla cooperazione con la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, istituto universitario attivo nel campo della robotica, che stanno arrivando i primi frutti, presentati la scorsa settimana da Paolo Villella e da Roberto Sgherri insieme ad Andrea Aparo di Finmeccanica e Giovanni Lombardi dell'ateneo pisano. Essi sono: il fuoristrada a sei ruote "Praetor", il piccolissimo mezzo di ricognizione Trp-3 e la piattaforma cingolata Trp-1, dotata di sensibilissimi sensori. Tutti questi apparati sono teleguidati, e possono venire manovrati a grande distanza senza esporre i loro operatori ad alcun genere di rischio. Ancora più avanzato è il drone da ricognizione "Horus", lanciabile come un proiettile da artiglieria da 120mm e in grado di tenere sotto controllo vaste aree di territorio come la più inflessibile delle sentinelle. Questi veicoli robotizzati, tutti sul punto di entrare in servizio presso operatori non sempre militari (l'Autorità portuale spezzina ad esempio è interessata al loro uso lungo i terminal container), si differenziano dalle proposte attualmente sul mercato per via della loro estrema leggerezza e flessibilità, caratteristiche che potrebbero riservare loro ottimi margini di successo sui mercati.

Fonte Cna