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12
Ago
2008

PESARO. ALL'ASSEMBLEA DI ASSOMARINAS PORTUALITA' TURISTICA E GRANDE FINANZA

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All’assemblea generale dei porti turistici italiani associati in ASSOMARINAS, che si terrà il prossimo 10 settembre a Pesaro e nei due grandi Saloni Nautici Internazionali di Genova e di  Roma,   l’Associazione Italiana dei Porti Turistici, membro di UCINA,  sarà  impegnata a dar man forte al  capitale privato pronto per essere investito  nelle infrastrutture e nei servizi  nautici distribuiti lungo gli 8500 km. di costa italiana.
“Assomarinas – annuncia il suo presidente Roberto Perocchio - proprio in vista della realizzazione dei nuovi grandi complessi portuali  che per iniziativa della grande finanza italiana andranno a concretizzarsi a medio termine in oltre 30.000 nuovi posti barca, non potrà che schierarsi a favore di comportamenti istituzionali, sia statali che regionali, che comunque garantiscano la tutela e la redditività degli investimenti ed un’ulteriore riduzione dei tempi col corresponsabile concorso degli enti locali, per la realizzazione delle opere”.
Una decisa presa di posizione, dunque, proprio quando è la grande finanza italiana con Ligresti, Caltagirone, Vitelli e Ferragamo, solo per citarne alcuni, a scoprire la portualità turistica.
Ingentissime risorse private si stanno dunque riversando per valorizzare le nostre coste  con progetti innovativi che avvicineranno i servizi nautici nazionali al mercato europeo colmando anche lo storico divario che allontana l’Italia dai Paesi di maggiore tradizione nautica come Francia, Inghilterra e Spagna.
Ma a fronte di questa cascata di miliardi quali garanzie di effettivo sviluppo (tempi e costi certi) offrono i piani territoriali degli enti locali, regioni e comuni, oggi deputati per i nuovi assetti istituzionali allo sviluppo del settore ?
Cosa potrà fare ancora lo Stato sul fronte delle condizioni economiche e finanziarie nel coinvolgimento degli investimenti privati per lo sviluppo della portualità turistica  quando la Finanziaria del 2006 ha introdotto canoni demaniali peggiorativi rispetto ai precedenti ? Quando , ancora, con Italia Navigando il capitale pubblico (Sviluppo Italia) interferisce in modo anomalo sull’iniziativa privata (n.d.r. situazione questa oggi sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Garante per la Concorrenza ) ?
Quando, ancora, i servizi portuali turistici pagano oggi un’aliquota doppia (IVA) rispetto alle altre strutture turistico-ricettive e , non ultimo, quando le procedure di dragaggio indispensabili all’accessibilità degli ormeggi sono del tutto identici a quelle dei grandi porti commerciali ed industriali con costi insostenibili da parte dei più modesti operatori della nautica da diporto?

Dulcis in fundo, che fare dopo ben due lustri dall’emanazione del DPR 509 ( il cosiddetto decreto Burlando) che introducendo la Conferenza di Servizi ,  ha di fatto  abbreviato i tempi per le procedure concessorie , quando nuovi scenari amministrativi sanciscono la revisione di tali  procedure  con il concorso delle Regioni?
Eloquente, in questo nuovo scenario, è l’ esempio  della regione Marche e del Comune di Pesaro nell’approvazione in sede di Conferenza di servizi, del nuovo progetto del Porto Turistico di Pesaro che verrà realizzato con capitali unicamente privati sulla base delle collaudate procedure del DPR 509 dando quindi prova della capacità degli enti locali di assolvere in pieno un prezioso ruolo di sostegno allo sviluppo delle nuove iniziative turistico-nautiche anche in assenza di ipotetiche nuove normative nazionali.
Cogliendo dunque il virtuoso modello di Pesaro ASSOMARINAS  apre nel Paese un nuovo serrato momento di confronto sulle attuali opportunità di sviluppo per un settore di servizi che movimenta oltre 4 miliardi di euro l’anno con oltre 60.000 addetti.