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09
Lug
2007

RIFLESSIONI SUI RISULTATI POSITIVI DI CONFITARMA ASSEMBLEA ANUALE CONFEDERAZIONE ITALIANA ARMATORI

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27 miliardi di euro investiti in nuove navi e una delle flotte più giovani, specializzate ed eco-compatibili del mondo, ai vertici nel trasporto dei passeggeri e delle merci. Solo negli ultimi 18 mesi la flotta italiana è cresciuta del 16%, del 35% dal 2000 ad oggi. In base agli ordini già effettuati per la costruzione di nuove navi, nel 2010 la flotta italiana dovrebbe raggiungere i 20 milioni di tonnellate di stazza.
“Quale altro comparto industriale può vantare queste performance?”
Il Presidente di Confitarma, Nicola Coccia, ha introdotto così il suo discorso all’Assemblea annuale di Confitarma che si è tenuta a Roma presso la Galleria Colonna, alla presenza di numerose personalità del mondo politico, parlamentare e amministrativo, economico, marittimo e sindacale. Erano presenti tra gli altri il Ministro e del Vice Ministro dei trasporti Alessandro Bianchi e Cesare De Piccoli e del Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
Claudio Burlando, ha preso brevemente la parola per ringraziare il Presidente Coccia per aver accettato il suo invito a tenere la prossima Assemblea di Confitarma a Genova a fine febbraio 2008, in occasione dei primi dieci anni del Registro Internazionale “oggi la flotta mercantile italiana è tre volte più grande di quella del 1998”.
Aldo Grimaldi e Paolo Clerici, che hanno guidato la Confitarma nel periodo dell’elaborazione e dell’istituzione del Registro Internazionale, hanno messo in evidenza che si è trattato di una riforma fondamentale per il rilancio della flotta italiana.
“Con la flotta è cresciuto tutto il cluster marittimo, raggiungendo posizioni di leadership nella cantieristica, nella nautica da diporto, e nei porti” ha affermato il Presidente Coccia, sollecitando rapide decisioni delle Istituzioni in merito alle questioni ancora aperte, che pesano sul settore marittimo-portuale del Paese, soprattutto in considerazione dei nuovi ritmi imposti dalla globalizzazione.
In questo contesto, appare necessaria una rapida approvazione della riforma portuale; “invece in Parlamento i disegni di legge in materia non si contano più”. “L’armamento ha accettato l’autonomia finanziaria delle Autorità portuali. “Naturalmente – ha affermato il Presidente Coccia - auspichiamo che tali ingenti risorse vengano utilizzate secondo sani principi di politica industriale e che possa essere garantito un controllo effettivo. E’ evidente che solo manager di alto profilo potranno assicurare una gestione moderna ed efficiente dei nostri porti”.
Non meno urgente la soluzione del problema Tirrenia, in merito al quale il Presidente Coccia, nel ribadire la netta contrarietà a prolungare le convenzioni con lo Stato in contrasto con le procedure europee, ha manifestato la soddisfazione degli armatori nel rilevare che le loro richieste di procedere ad una rapida privatizzazione siano state accolte nel DPEF approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 giugno scorso. “Nell’interesse di tutto l’armamento - ha aggiunto Nicola Coccia - occorrerà velocizzare al massimo tale privatizzazione: tempi morti sarebbero deleteri, in primis per la Tirrenia stessa che si troverebbe in uno stato di pre-liquidazione. Alitalia docet…L’armamento privato è pronto anche in questa occasione a fare la sua parte, partecipando al tavolo istituzionale che dovrà concretizzare l’obiettivo politico del Documento di programmazione economica”.
Riguardo al Ministero dei Trasporti, il Presidente Coccia ha esplicitamente richiesto una doverosa azione politica che restituisca a tale amministrazione competitività organizzativa e normativa e consenta il riaccorpamento di tutte le competenze marittimo-portuali.
“Purtroppo, per un lungo periodo noi armatori, e con noi tutto il cluster marittimo, abbiamo dovuto sopperire all’assenza di un riferimento politico - ha sottolineato il Presidente di Confitarma – ne abbiamo assoluto bisogno, per riconsegnare in pieno il cluster al suo ruolo naturale di soggetto economico portatore di una cultura di impresa, con una visione globale, competitivo nel mondo e in grado di agire secondo logiche di mercato. Ora che finalmente a livello politico la lacuna è stata colmata, - ha concluso Nicola Coccia - noi armatori ci proponiamo quali protagonisti nel rispondere agli interessi economico-sociali dell’intero sistema marittimo”.
Le altre richieste che l’armamento ha rivolto al Governo riguardano gli interventi strutturali per la navigazione di cabotaggio; l’introduzione anche in Italia di strumenti finanziari innovativi, quali i fondi di investimento navale e il tax lease scheme; il supporto pubblico alle attività di formazione in campo marittimo;
una incisiva e celere semplificazione delle norme nazionali sulla navigazione e scelte ambientali sostenibili.
“Chiediamo di accompagnare uno sviluppo ed un successo già in atto – ha concluso il Presidente di Confitarma - chiediamo di adeguare i tempi della politica a quelli dell’economia, chiediamo che alla riflessione seguano le azioni; chiediamo che vengano affinati gli strumenti per crescere ancora. Chiediamo di crescere, per noi e per il Paese”.
Il Vice Ministro De Piccoli, ricordato come argomenti centrali dell’ultima riunione del G8 siano stati i cambiamenti climatici e la crisi energetica, ha sottolineato che entrambi questi fattore possono influire positivamente sullo sviluppo dei traffici marittimi, alla luce del necessario riequilibrio modale.
Inoltre, ha ribadito il suo apprezzamento per l’armamento che ha saputo vincere le sfide della globalizzazione e può guardare ora serenamente al futuro.
Il Vice Ministro ha poi sottolineato che tutto il cluster marittimo rappresenta una importante risorsa del Paese: una risorsa che deve essere valorizzata, perché ancora non si percepisce l’importanza del settore, anche se esso rappresenta una quota significativa del PIL ma, soprattutto, perché lo fa senza creare problemi sociali ed economici. Per questo il Ministero condivide le richieste dell’armamento per dare sempre più competitività al settore: esse devono essere intese come incentivi a realtà già virtuose e non come rispondenti a vecchie logiche di sovvenzionamento. In vista della prossima Legge Finanziaria è certamente questo un momento di concertazione per definire insieme questi elementi.
Per quanto riguarda la riforma portuale il Vice Ministro ha affermato che ormai con la definizione della proposta governativa, si è conclusa una prima fase del lavoro “Variamo questa legge entro l’anno perché ne abbiamo bisogno tutti”.
Per quanto riguarda Tirrenia, la norma della Finanziaria 2007 ha consentito di evitare una passaggio traumatico ed un tracollo dell’azienda. La privatizzazione di Tirrenia non ha bisogno di un contesto ostile e certamente l’armamento italiano è in grado di affrontare serenamente la questione.
Il Ministro Bianchi ha confermato che intende accompagnare il percorso di successo dell’armamento, che ha realizzato un incremento della flotta non solo quantitativo ma anche qualificato ed eco-compatibile ed ha affermato che occorre lavorare ad una politica per incrementare le autostrade del mare e in questo contesto l’ecobonus è un primo intervento parziale in questa direzione.
L’obiettivo degli armatori di diventare protagonisti dello sviluppo del sistema mare è condiviso dal Ministero, che lo accompagnerà garantendo il lavoro delle imprese, le esigenze dell’utenza e del mondo del lavoro.
Certamente, occorre distinguere i tempi della politica che non possono coincidere con quelli dell’economia in quanto rispondenti ad esigenze sociali che non possono essere ignorate, mentre i tempi dell’Amministrazione devono essere più rapidi e verso questa direzione si sta lavorando.
Il pacchetto di richieste normative e finanziarie, che includono gli aiuti strutturali al cabotaggio, l’introduzione di strumenti finanziari innovativi, la semplificazione delle norme ed il supporto alla formazione, potranno essere oggetto di un gruppo di lavoro congiunto proprio in vista della prossima Legge Finanziaria. “Passiamo all’azione insieme” ha affermato il Ministro Bianchi.
Per quanto riguarda la privatizzazione di Tirrenia, il Ministro ha affermato che occorre rispettare il principio della liberalizzazione, garantendo efficienza dei servizi, economicità della gestione e tutela occupazionale. La Finanziaria 2007 ed anche il DPEF 2008-2011 hanno dato segnali importanti della volontà del Governo di agire in fretta, anche perché è molto probabile che l’Unione Europea non consentirà tempi più lunghi. Proprio per questo, ha concluso il Ministro Bianchi, è stato deciso di costituire un a Palazzo Chigi tavolo di discussione che coinvolga tutti i soggetti interessati, per un confronto anche sul piano industriale di Tirrenia.