Stampa
11
Nov
2008

BANCA CARIGE. APPROVAZIONE DEI RISULTATI DEI PRIMI 9 MESI 2008.UTILI IN AUMENTO

Pin It

Genova.  Il Consiglio di Amministrazione della Banca Carige SpA, presieduto dal Dott. Giovanni Berneschi, ha approvato il Resoconto intermedio di gestione  dei primi nove mesi 2008, illustrato dal Direttore Generale Alfredo Sanguinetto.L’eccezionale crisi dei mercati, acuitasi nel terzo trimestre, ha determinato pesanti impatti negativi sulla gestione finanziaria del settore bancario, parzialmente attenuati dalla sterilizzazione di posizioni minusvalenti conseguente alla riclassificazione di parte del portafoglio di proprietà.

Pur in un contesto sfavorevole, la Capogruppo ha comunque mantenuto una significativa redditività, chiudendo i nove mesi con un utile netto in crescita del 14,6%, a 191 milioni ed  il Gruppo ha realizzato un utile netto consolidato pari a 163 milioni, in crescita dell’1%.
A livello consolidato, l’esercizio ha confermato l’andamento positivo dei volumi intermediati, con crescite annue degli impieghi all’economia del 15,9% e del risparmio raccolto dalla clientela (AFI) del 13,9%, particolarmente sostenute nelle componenti della raccolta obbligazionaria (+27,8% annuo) e dei prodotti bancario - assicurativi (+54,9%).

Lo sviluppo dell’intermediazione ha consentito una rilevante espansione del margine d’interesse (+22,4%), compensando gli effetti negativi derivanti dallo sfavorevole andamento dei mercati finanziari sulle poste della gestione finanziaria. Su queste ultime ha influito positivamente la riclassificazione di parte del portafoglio titoli effettuata ai sensi delle modifiche recentemente apportate ai principi contabili IAS 39/IFRS 7 dal comitato IASB e omologate dalla Commissione Europea (cfr. infra lo specifico paragrafo) che ha comportato minori iscrizioni di minusvalenze per circa 63 milioni (circa 43 milioni al netto delle imposte) a livello consolidato e per circa 42 milioni (circa 29 milioni al netto delle imposte) per la Capogruppo.
Le minusvalenze contabilizzate o sterilizzate sul portafoglio di proprietà, sono peraltro riferite per la maggior parte a titoli obbligazionari, con rating elevato e acquistati sotto la pari e quindi destinati a recuperare il loro valore con l’approssimarsi della scadenza.
Il conto economico ha beneficiato inoltre di una minore imposizione fiscale collegata a effetti positivi non ricorrenti derivanti dall’affrancamento delle differenze extracontabili effettuate ai sensi della L. 244/2007, parzialmente assorbiti dagli effetti negativi dell’indeducibilità parziale degli interessi passivi introdotta dalla c.d. Manovra d’estate (L. 133/2008) e dalla necessità di integrare ad aliquota ordinaria l’imposta sostitutiva versata ad aliquota ridotta nel 2004 per l’affrancamento di immobilizzazioni successivamente qualificata dalla Commissione Europea come aiuto di Stato.

Il Gruppo mantiene coefficienti patrimoniali significativamente superiori a quelli richiesti dalla normativa di vigilanza e presenta un rapporto tra patrimonio netto e attivo superiore alla media del sistema; le stime dei coefficienti patrimoniali consolidati evidenziano un Total capital ratio pari al 10,10% e un core Tier 1 ratio pari all’8,17%.
Il Gruppo presenta inoltre adeguati livelli di liquidità, con una posizione netta interbancaria creditrice pari a 171,7 milioni determinatasi principalmente per effetto della forte crescita della raccolta obbligazionaria, specie nei confronti della clientela ordinaria.
Per l’intero esercizio – che continuerà ad essere condizionato dall’evoluzione del contesto macroeconomico e dal perdurare della volatilità e delle tensioni sui mercati finanziari – si conferma un risultato superiore al 2007.
Le importanti operazioni che il Gruppo ha condotto nell’esercizio in corso - l’acquisizione del ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo e il correlato aumento di capitale – insieme al prossimo perfezionamento dell’acquisizione di 41 sportelli dal Gruppo Unicredit e ai significativi investimenti in tecnologia previsti dal Piano Strategico finalizzati a migliorare l’efficacia commerciale e l’efficienza operativa, pongono le premesse per un ulteriore sviluppo e per una crescita equilibrata e sostenibile nel lungo periodo.


La riclassificazione del portafoglio titoli ai sensi delle modifiche apportate allo IAS 39

Nel mese di ottobre 2008 sono state omologate modifiche ai principi contabili internazionali IAS 39 “Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione” e IFRS 7: “Strumenti finanziari: informazioni integrative”. Tali modifiche, che hanno parzialmente colmato le differenze esistenti tra le regole di riclassificazione previste dallo IAS 39 e quelle dei principi contabili americani (US GAAP), consentono, in aggiunta alla possibilità già prevista dal previgente IAS 39 (riclassificazione da AFS ad HTM e viceversa in presenza di particolari condizioni), le seguenti ulteriori tipologie di riclassificazione degli strumenti finanziari non rappresentati da contratti derivati:
al verificarsi di circostanze rare, dalla categoria “posseduti per la negoziazione” (HFT) alle categorie “disponibili per la vendita” (AFS), “crediti e finanziamenti” (L&R) e “detenuti sino alla scadenza” (HTM). L’attuale crisi finanziaria è considerata come una di tali circostanze rare che possono giustificare l’utilizzo di questa possibilità da parte delle società;
per gli strumenti aventi caratteristiche di “crediti e finanziamenti” (L&R) che non sono più detenuti allo scopo di vendita nel breve termine e che la società ha l’intento e la capacità di detenere per un prevedibile periodo di tempo o sino a scadenza, dalle categorie “posseduti per la negoziazione” (HFT) e “disponibili per la vendita” (AFS) alla categoria “crediti e finanziamenti” (L&R).

Le modifiche apportate allo IAS 39 permettono di procedere alle nuove tipologie di riclassificazioni con efficacia dal 1° luglio 2008 a valere sul rendiconto del terzo trimestre.
Al 30 settembre 2008 sono stati riclassificati in uscita dalle categorie HFT ed AFS quei titoli per i quali l’acuirsi dell’attuale crisi finanziaria ha indotto il Gruppo a modificare l’iniziale intento di negoziazione nel breve termine o a ritenere che i relativi fair value non fossero rappresentativi dei valori intrinseci degli stessi.
Il Gruppo ha complessivamente riclassificato titoli per un controvalore ai prezzi di mercato alla data di riclassificazione di quasi un miliardo (997,4 milioni).

Gli effetti positivi sul conto economico consolidato sono pari a circa 63 milioni lordi (circa 43 al netto delle imposte) e il beneficio sul Patrimonio di Vigilanza, sulla base dei prezzi e delle informazioni disponibili al 30 settembre 2008 è valutabile in circa 13 milioni netti.

Dettaglio dei risultati consolidati
L’espansione dei volumi intermediati, la crescita dei tassi e l’inclusione nel perimetro del nuovo ramo d’azienda determinano una crescita del +22,4 del margine di interesse su settembre 2007 (a 586,9 milioni). Nonostante il negativo trend di mercato del risparmio gestito, le commissioni nette sono sostanzialmente stabili (184,4 milioni; -1,1% su settembre 2007); la gestione delle poste finanziarie, presenta un risultato negativo per 10,7 milioni a fronte di un risultato positivo di 43 milioni del corrispondente periodo 2007 a causa dello sfavorevole andamento dei mercati finanziari che ha determinato minusvalenze sul portafoglio di proprietà.
La riclassificazione ai sensi delle modifiche apportate allo IAS 39 (si veda il paragrafo precedente) ha avuto effetti positivi sul conto economico pari a circa 63 milioni lordi ed effetti sul patrimonio di vigilanza pari a 13 milioni netti.
Il margine di intermediazione aumenta a 760,5 milioni (+7,3% su settembre 2007). Al netto delle rettifiche di valore per il deterioramento di crediti e di altre poste finanziarie, pari a 80,3 milioni, e tenuto conto del  risultato della gestione assicurativa, il risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa si attesta a 659 milioni (+1,3%). I costi operativi, pari a 426,5 milioni, manifestano una crescita del 16,9%, correlata all’integrazione degli sportelli acquisiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo e al dei progetti strategici di sviluppo indirizzati principalmente al rinnovo della piattaforma di sportello.
Tra i costi operativi, la voce accantonamenti netti sui fondi per rischi ed oneri, includendo riprese di valore, è  positiva per 3,3 milioni.
L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta così a 235,2 milioni (-19,3%). Gli accantonamenti per imposte sul reddito sono pari a 67,1 milioni, in diminuzione rispetto ai 124,8 milioni di settembre 2007, grazie ad effetti positivi netti pari a circa 20 milioni da ascrivere principalmente all’applicazione dell’imposta sostitutiva sulle differenze extracontabili (effetto non ricorrente positivo per circa 30 milioni), così come previsto dalle disposizioni della L. 244/2007 che ha consentito il riallineamento fra valori civilistici e fiscali (di ammortamenti, rettifiche di valore e accantonamenti) tramite il versamento di un’imposta sostitutiva. Tali effetti positivi sono stati parzialmente assorbiti da effetti negativi ricorrenti (circa 7 milioni) dovuti all’indeducibilità parziale degli interessi passivi introdotta dalla c.d. Manovra d’estate e da effetti negativi non ricorrenti (circa 3 milioni) relativi all’integrazione ad aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva versata ad aliquota ridotta nel 2004 per l’affrancamento di immobilizzazioni successivamente qualificata dalla Commissione Europea come aiuto di Stato.
Considerando l’utile di pertinenza di terzi, pari a 5,1 milioni (sostanzialmente invariato rispetto a settembre 2007), l’utile netto si attesta a 163 milioni rispetto ai 161,4 milioni di settembre 2007 (+1%).
Il risparmio complessivamente raccolto dalla clientela (AFI) si attesta a 42.381,1 milioni, in aumento del 12,7% nei primi nove mesi del 2008 e del 13,9% su settembre 2007. L’incremento su base annua deriva dalla crescita della raccolta diretta (20.475,9 milioni; +21,9% nei dodici mesi) e della raccolta indiretta (21.905,1 milioni; +7,3%), nell’ambito della quale il risparmio amministrato mostra una dinamica lievemente più vivace (+8,5% ) rispetto al risparmio gestito, in espansione del 6,2%.
I crediti verso clientela (al lordo delle presunte perdite) raggiungono i 19.558,9 milioni, in crescita dell’11,9% nei nove mesi e del 15,9% nei dodici mesi, soprattutto in relazione allo sviluppo della componente a medio/lungo termine (+14,9% nei nove mesi e +17,7% nei dodici mesi).
A fine settembre la rete di vendita del Gruppo conta 603 filiali bancarie e 375 agenzie assicurative. L’incremento di 81 filiali rispetto a dicembre 2007 è collegato all’apertura di due nuovi sportelli e all’inclusione nel perimetro dei 79 sportelli acquisiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Il personale, è pari a 5.635 unità, di cui 5.264 unità sono personale bancario (rispettivamente 5.069 e 4.706 a dicembre 2007).

Dettaglio dei risultati della Banca Carige S.p.A.
L’andamento della Banca Carige ricalca largamente quello esposto per il Gruppo. Al 30 settembre 2008 il margine di interesse ammonta a 428,2 milioni (+22,6% su settembre 2007), le commissioni nette crescono a 150 milioni (+3,4%) e la gestione delle poste finanziarie presenta un risultato positivo di 54,6 milioni, ma in diminuzione rispetto a settembre 2007 (-36,5%); il margine di intermediazione risulta quindi pari a 632,9 milioni (+9,1%); al netto delle rettifiche di valore nette per il deterioramento di crediti e di altre poste finanziarie (64,4 milioni; +34,5%), il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a 568,5 milioni (+6,8%). I costi operativi sono pari a 328 milioni in aumento del 18% rispetto a settembre 2007. L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte si attesta così a 240,5 milioni (-7,1%).
Gli accantonamenti per imposte sul reddito sono pari a 49,5 milioni rispetto ai 92,1 milioni di settembre 2007 grazie ai citati effetti positivi non ricorrenti solo parzialmente compensati da quelli negativi ricorrenti. L’utile netto si dimensiona così a 191 milioni, in crescita del 14,6% rispetto ai  166,7 milioni di settembre 2007.
-°-
Quanto alle principali grandezze patrimoniali, le AFI sono pari a 36.474,1 milioni, in crescita del 16,9% nei dodici mesi e del 15,5% da inizio anno. La raccolta diretta (18.041,1 milioni) contribuisce con un incremento su base annua del 26% e la raccolta indiretta (18.433 milioni) registra nei dodici mesi uno sviluppo del 9,1%, grazie alla dinamica sia del risparmio gestito (9.491 milioni; +7,6%), sia del risparmio amministrato (8.942 milioni; +10,8%). I crediti verso clientela (16.387,9 milioni al lordo delle presunte perdite) confermano l’espansione, rispettivamente del 17,2% nei dodici mesi e del 13,6% nei primi nove mesi  dell’anno.
Utile  netto consolidato € 1631 milioni (161,4 milioni a settembre 2007, +1%) 
Impieghi a clientela € 19,61 miliardi (+15,9% nell’anno)
Raccolta complessiva da clientela – AFI € 42,41 miliardi (+13,9% nell’anno)
Margine di interesse € 586,9 milioni (+22,4%) e margine di intermediazione € 760,5 milioni (+7,3%)
Utile netto della Capogruppo € 191 milioni (+14,6% sui 166,7 milioni di settembre 2007)
Elevato profilo di liquidità: saldo interbancario creditore per 171,7 milioni
Solidi ratio patrimoniali: core Tier 1 ratio 8,17% e Total Capital ratio 10,10%

Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2008 sarà disponibile sul sito www.gruppocarige.it.