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17
Ago
2007

I FONDI PENSIONI CARIGE NON INFLUENZATI DALL' ANDAMENTO DEI MUTUI SUB-PRIME

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I FONDI PENSIONI CARIGE NON INFLUENZATI DALL' ANDAMENTO DEI MUTUI SUB-PRIME

Borse globali a picco, trainate da crescenti timori per una crisi dell'intero settore del credito con l'ondata di insolvenze sui mutui subprime americani. Ora si teme che finisca per ripercuotersi anche sui risultati delle società e, a ruota, su tutta la crescita economica. L'Asia ha chiuso la seduta con pesanti ribassi, mentre le maggiori piazze europee accusano crolli attorno al 3%.

Arrivano anche le prime iniziative politiche: la Commissione europea ha confermato che sta analizzando il comportamento delle agenzie di rating, con una particolare attenzione alla "lentezza" con cui hanno reagito al deterioramento dei mercati. Anche negli Usa stanno crescendo le perplessità sul comportamento delle agenzie, mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy vuole chiedere ai partner del G7, in occasione della riunione di ottobre a Washington, di effettuare "un rapporto di analisi e proposte" che punti a migliorare la trasparenza del mercato.

La Federal Reserve, la Banca centrale americana, è nuovamente intervenuta immettendo altri 5 miliardi di dollari di extra liquidità sul mercato. Altre Banche centrali hanno effettuato interventi simili, mentre stavolta la Bce - che nei giorni passati si era mossa in modo massiccio - non ha erogato altre liquidità.

Ma certo le centinaia di miliardi iniettati nel sistema a poco sono serviti per calmare gli operatori: al giro di boa di metà giornata a Parigi il Cac40 cedeva il 3,3%, mandando in fumo i guadagni dell'intero 2007, a Francoforte il Dax cedeva il 2,64%, a Londra Ftse100 il 3,35%; pesantemente penalizzati i titoli dei gruppi bancari. Il ministro dell'economia francese ha anticipato il rientro dalle ferie su richiesta di Sarkozy.

Countrywide Financial, il maggiore erogatore di mutui in America, ha chiesto e ottenuto un maxi prestito da 11,5 miliardi di dollari, per affrontare i crescenti problemi di liquidità legati al deterioramento del mercato. L'iniziativa, ha spiegato la società, è stata presa mentre diverse aziende di dimensioni più piccole fanno ricorso alle procedure concorsuali.

IL RISPARMIO GESTITO CARIGE NON RISENTE  DELLA CRISI  “ SUB-PRIME ”

I timori che si sono diffusi sui mercati finanziari in relazione alle possibili ripercussioni derivanti dai problemi di insolvenza riscontrati sui mutui ipotecari c.d. sub-prime americani, inducono la Direzione Generale del Gruppo Carige ad evidenziare che, sui prodotti di risparmio gestito curati dalla società di gestione del risparmio del Gruppo stesso - Carige AM S.G.R. - non emergono aspetti di specifica preoccupazione.

Pertanto i risparmiatori che hanno investito in tali prodotti non sono esposti ai rischi connessi agli strumenti finanziari legati ai mutui ipotecari sub-prime.

Più in particolare, nei portafogli sia dei fondi comuni, sia del fondo Pensione Aperto Carige ed in quelli relativi a mandati di gestione ricevuti (le gestioni patrimoniali e diversi prodotti Unit Linked) non sono presenti strumenti in alcun modo legati all’andamento dei mutui sub-prime americani, né sotto forma di obbligazioni, né sotto forma di prodotti strutturati, né tantomeno sono presenti posizioni in derivati di credito (infatti non vengono assolutamente utilizzati derivati non quotati, salvo i cambi a termine utilizzati con esclusiva finalità di copertura dal rischio di cambio).

Il tutto in assoluta coerenza con lo “stile della casa”, fortemente imperniato su un rigoroso controllo del rischio e sulla ferma convinzione che l’attenta selezione degli investimenti sia la base per l’efficiente diversificazione di portafoglio e, dunque, per perseguire performance sostenibili nel tempo e, in ultima, fondamentale, analisi, per non esporre la clientela interessata a fenomeni di rischio come quelli connessi ai predetti mutui sub-prime.